20/12/2025
C’era una volta una tenuta devastata dal tempo e dall’abbandono, un casale che per decenni era rimasto silenzioso e vuoto. Quando i miei genitori lo videro, oltre quarantacinque anni fa, non lo videro come un semplice rudere: lo videro come una promessa. Mio padre e mia madre, architetti e figli di famiglie umili, si innamorarono di quelle colline e decisero di restituire vita a Collemezzano.Ogni fine settimana, tra Milano e la Toscana, portarono mattone su mattone, pennello su parete, tempo su tempo. Non c’erano scorciatoie, solo fatica, pazienza e amore. Mia madre trasformò la tenuta anche attraverso il gusto artistico e la creatività, facendone un luogo di bellezza, ma soprattutto di scambio umano: un luogo di amicizia, cultura e accoglienza.Ero ancora giovane quando la crisi economica colpì la famiglia. Le società di mio padre fallirono, e io, che avevo garantito alcune attività, mi ritrovai travolta in un vortice di difficoltà. In quel periodo Collemezzano, simbolo del nostro lavoro e dei nostri sogni, appariva più fragile che mai.Fu allora che altri occhi, quelli di chi aveva osservato da lontano, notarono la nostra vulnerabilità. Acquistarono un annesso della proprietà all’asta, come se la nostra sofferenza fosse diventata uno strumento di riscatto sociale. Non erano radici quelle che cercavano, ma un riconoscimento che non aveva nulla a che fare con la vita vissuta su quelle colline.Decisi di prendere in mano la gestione della tenuta. Non per ricchezza o notorietà, ma per continuare ciò che i miei genitori avevano iniziato: fare di Collemezzano un luogo dove la bellezza non fosse solo estetica, ma anche umana. Un luogo dove accogliere significava condividere, donare, creare legami.Negli anni, molte persone si sono legate a quel luogo, entrando a far parte della sua storia con noi. Oggi, anche di fronte a racconti mediatici, film ispirati a vicende simili e articoli pubblicati su più testate, resta chiaro che Collemezzano non è un titolo da rivendicare, ma una vita da custodire.Le radici non sono muri, titoli o nobiltà: sono il tempo che dedichi, la cura che metti, l’amore che regali. E quelle radici le abbiamo messe noi, giorno dopo giorno con fatica...