15/06/2026
Monte ROSA - Uscita 4000
12.13.14.06.2026
Quando vai ad alta quota impari che i fenomeni atmosferici sono quelli che determinano la riuscita della giornata e purtroppo ad accoglierci al risveglio c’era un vento feroce contro il qual non puoi fare altro che chinarti al suo volere e aspettare.
Siano riusciti a partire un paio d’ore dopo del previsto,
rotta Piramide Vincent e il Cristo delle vette Balmenhorn.
Rotta 4000
Dopo le opportune vestizioni e legature la scalata verso le vette é iniziata… non nascondo di aver avuto momenti in cui mi sono chiesta “ ma non è un po’ troppo ?” però c’è sempre qualche cosa di catartico nell’affrontare e portare a termine qualcosa che non avresti mai pensato di fare mai, é estremamente detox e rincuorante e un ghiacciaio attraversarlo può davvero diventare quello spartiacque tra il pensiero negativo e quello positivo grazie al quale ogni limite scompare…
Arrivata alla base della piramide ho avuto un cedimento, la vetta .. splendida, luccicante e spietatamente in alto sembrava davvero al di là delle mie forze e possibilità, ma Pietro ha strategicamente fatto fare una pausa in cui ci ha rifocillato e nutrito con i suoi "barrettini etnici" dando a me e ai compagni d’avventura la forza e l’energia per proseguire verso la piramide… Pietro su questa pietra io ti dico che anche tu e tutte le persone con noi hai contribuito a farmi fare i miei primi 4000.. per fortuna che c’é Pietro che torna sempre indietro e non ti lascia mai indietro… e anche la piramide è stata raggiunta… ma il vento crudele e indomabile non ci ha permesso di sostare per più di qualche minuto.. siamo ridiscesi e la seconda rotta ci ammiccava in attesa del nostro arrivo.. il Cristo delle vette…altro che “questo Cristo” di Verdone in acqua e sapone. anche questa tappa si prospettava come una grande sfida… portata a termine… non entrerò nei dettagli decisamente trascurabili del mio terrore a salire per arrivare al bivacco e scendere.. di certo non è stata una delle mie migliori performance … ma anche il Cristo delle vette, d’ora in poi “my personal Cristo” é stato portato a casa… è tutto il resto è noia…
Poi é incominciata la discesa verso il Mantova… e nella discesa tutti i santi aiutano, soprattutto dopo che sei andata a salutare il Cristo delle vette…. però ad arrivare al Mantova .. vuoi la neve sciolta, vuoi la stanchezza, la sottoscritta ha fatto una tripletta di affondi di gamba nella neve che hanno richiesto il pronto intervento per l’ennesima volta di Pietro ( che a questo punto ha davvero assunto connotazioni bibliche ) e poi il Mantova si è palesato.
Sosta pranzo e immediata ripartenza verso gli impianti.
Il tragitto , a differenza dell’andata, sembrava interminabile e io ormai non ce la facevo davvero più.. ma il nostro Pietro che torna sempre indietro e non ti lascia mai indietro e mi ha aiutato anche nell’ultima fase di totale cedimento… la vista dell’impianto é stata un miraggio. Scesi abbiamo raggiunto l’ostello che ci avrebbe accolto per la notte una bellissima Località “Lillianes” conosciuta anche come tappa di un cammino della Val d’Aosta… la stanchezza era tanta … ma una doverosa cena era innegabile e una pizzeria del paese ci aspettava… peccato che dopo un’ora e mezza di attesa la cena avesse assunto tutti i connotati di una vera e propria “cena delle beffe” con piatti che sembravano partiti anche loro per la gran scalata del ghiacciaio e durante la quale sono emersi particolari inquietanti di strane alleanze garfagnine e oscuri passati baskettari di partecipanti al di là di là di ogni sospetto… poi finalmente Ostello e meritato riposo.
Federica (da Reggio Emilia)
Foto dei partecipanti
#4000