12/08/2026
laRegione
Di Marino Molinaro
12 agosto 2026
Progetto Artioli sostenibile o esagerato? Botta e risposta
L’associazione ‘Insieme per San Bernardino’ ribadisce le sue critiche e chiede un confronto. Le spiegazioni del sindaco di Mesocco e della società promotrice
Dopo la recente serata pubblica l’associazione che difende uno sviluppo montano ragionevole ribadisce le sue critiche. Che il portavoce della Swiss Alps e il sindaco rispediscono al mittente.
Sul pezzo da inizio 2024 – ossia due anni dopo l’entrata in scena dell’imprenditore ticinese Stefano Artioli pronto a investire centinaia di milioni nelle infrastrutture turistiche e d’accoglienza – l’associazione ‘Insieme per San Bernardino’ impegnata a favore di ‘Uno sviluppo montano sostenibile e condiviso’ prende oggi posizione dopo la recente serata pubblica di cui abbiamo riferito il 7 agosto. Incontro informativo organizzato dalla San Bernardino Swiss Alps Sa di Artioli e dal Comune di Mesocco alla presenza di ben 500 persone. Al termine vi sono state diverse domande del pubblico, ma non da parte del sodalizio presieduto dal meteorologo e glaciologo Giovanni Kappenberger. «Dotata di regolari statuti – spiega alla ‘Regione’ il membro di comitato Sergio Foa – l’associazione conta decine di aderenti, convoca l’assemblea annuale in marzo e mantiene tutt’oggi un’opinione preoccupata temendo uno sviluppo incontrollato e sproporzionato per la realtà di San Bernardino». Tesi questa ripetutamente rispedita al mittente da Municipio e Artioli, come abbiamo riferito più volte.
I punti da chiarire
Ora, in una lettera raccomandata inviata a Municipio e Sa, in copia ai media, l’associazione dettaglia più punti a lei cari confidando in un “sereno e utile confronto”. Citiamo ad esempio la messa sul mercato e la redditività di unità para-alberghiere in modalità Weber, la protezione della fonte minerale a ridosso del cantiere per il previsto complesso wellness e alberghiero Acuforta, il coordinamento di quest’ultimo con l’insediamento abitativo primario voluto dal Comune nelle immediate vicinanze, dietro la chiesa rotonda, i timori che sul lungo termine la ‘fiammata edilizia’ in corso sfoci in una sostenibilità sotto le attese e quindi nuovamente in un villaggio formalmente turistico ma con centinaia di letti freddi e strutture chiuse, anziché in una località viva, attrattiva e sostenibile sotto più punti di vista. In attesa dell’eventuale confronto (in passato c’è già stato e da un iniziale clima di tensione le parti sono passate a toni più concilianti, sebbene ciascuna sia convinta di essere nel giusto) abbiamo sottoposto i punti salienti al sindaco e alla società promotrice.
MATTIA CIOCCO ‘Procedure trasparenti e ben consolidate’
Come nell’ottobre 2024, quando si ritrovò a difendere l’operato del Municipio assicurando di fare gli interessi di San Bernardino e di riflesso del Comune di Mesocco, il sindaco Mattia Ciocco ribadisce che l’intero progetto «poggia su procedure trasparenti, consolidate e condivise con le autorità cantonali e la popolazione e approfondite nell’arco degli ultimi 15 anni da società e consulenti privati specializzati». Dapprima il masterplan turistico allestito nel 2012, quindi la pianificazione approvata in votazione popolare nel 2018 e dal governo cantonale nel 2021; poi la votazione popolare del 2023 favorevole alla cessione della proprietà comunale Acuforta con relative condizioni. «Nessuna spettacolarizzazione, come invece sostiene chi inoltra lettere raccomandate e indirizzate a tutti i media anziché porre le domande nelle sedi opportune, ma un approccio serio. Non s’improvvisa, non si fanno concessioni, non si favorisce nessuno. Ad Artioli non lasciamo fare ciò che vuole. E se si favorisce qualcosa, è esclusivamente uno sviluppo socio-economico sostenibile, ragionevole, durevole e indirizzato, in primo luogo, al benessere della popolazione e delle generazioni future. Rispettando regole e leggi in ogni ambito, con un lavoro pianificatorio immane».
‘Correttamente dimensionato’
Il tutto sembrava essere stato esplicato e ribadito in modo chiaro proprio dal sindaco durante la serata informativa di settimana scorsa descrivendo compiti e impegni intrapresi dal Comune; per contro come detto l’accusa di fondo mossagli è quella di aver dato sfogo a un progetto troppo ampio che fra qualche decennio potrebbe presentare il conto con letti freddi, finestre spente e un villaggio nuovamente morto. «Si tratta invece di un vestito fatto su misura per San Bernardino», replica Ciocco: «Sulla carta vi sono ampie aree già pronte per essere pianificate in ottica edificatoria, ma le teniamo sospese ritenendo doveroso verificare dapprima il successo delle fasi zero e uno. Per le quali sono stati impostati indici inferiori a quanto in teoria permesso. Nessuno qui vuole fare un buco nell’acqua e come autorità sappiamo bene quali rischi si corrono. D’altronde c’è una base legislativa consolidata, la legge Weber che impone il massimo di 20% di residenze secondarie». Da qui un modello imprenditoriale «che sta riscontrando successo anche in altre località», poiché orientato alla gestione para-alberghiera degli appartamenti in linea con la necessità di non avere un costruito usato poche settimane all’anno, ma per lunghi periodi. «Il tutto a vantaggio anche dell’economia locale. Una condizione posta, inoltre, è stata la ripresa e sviluppo degli impianti di risalita, cui si aggiungerà anche la rete sentieristica. Tutto si tiene – conclude il sindaco – in un disegno organico preciso e serio». In conclusione il sindaco si chiede, ancora una volta, «come mai l’associazione ‘Insieme per San Bernardino’ non si sia fatta sentire negli anni su questi importanti interventi per stimolare una ripresa turistico-economica con iniziative in prima persona o proposte concrete, come d’altro canto sempre ben fatto da innumerevoli società e volontari di Mesocco grazie a un’infinita varietà di iniziative che hanno contribuito allo sviluppo di San Bernardino e del nostro comune».
NICCOLÒ MERONI ‘Protezione della fonte prevista e garantita’
Tutto a posto dunque? Sulla fonte minerale e le altre captazioni situate a ridosso del nuovo complesso Acuforta, il portavoce della San Bernardino Swiss Alps Sa spiega che «la protezione rappresenta una condizione imprescindibile del progetto, non un elemento accessorio, ed è stata integrata nel progetto fin dall’inizio e non subordinata alle esigenze edificatorie. Il quadro pianificatorio – sottolinea Niccolò Meroni – definisce già le relative zone di protezione e il progetto è stato elaborato sulla base degli approfondimenti geologici e idrogeologici richiesti. Tutta la documentazione è ora sottoposta alle verifiche degli uffici competenti, nell’ambito di un iter che coinvolge il Comune e il Cantone».
‘Coordinamento assicurato’
Sempre per quanto riguarda Acuforta e le vicine abitazioni primarie, come coniugare le rispettive esigenze? «Si tratta di due progetti distinti, con responsabilità differenti, ma strettamente coordinati. Acuforta è promosso da Swiss Alps, le nuove abitazioni primarie sono un progetto del Comune, pensato sia per sostituire gli appartamenti oggi presenti nel comparto sia per rispondere alla crescente necessità di alloggi per chi vive e lavora stabilmente a San Bernardino. Il Comune ha già concluso il concorso di progettazione e avviato l’elaborazione del progetto definitivo per i nuovi appartamenti. Il coordinamento riguarda tempistiche, accessi, cantieri e gestione della transizione per gli attuali residenti. Le scadenze definitive potranno essere precisate una volta completati i rispettivi iter autorizzativi e le successive decisioni comunali».
‘Nessun automatismo nel costruire’
Altro punto ritenuto sensibile dall’associazione, l’equilibrio dell’edificazione complessiva. Una domanda s’insinua: vorrete limitare il progetto totale prefissato qualora vi fosse l’impressione che non tutte le residenze in modalità Weber trovino mercato? «Il masterplan definisce una visione complessiva, ma non prevede di edificare automaticamente tutti i volumi indipendentemente dalla domanda», assicura Meroni. Che ribadisce: «Lo sviluppo è programmato per fasi e ogni fase viene valutata sulla base dell’assorbimento del mercato, dell’andamento turistico, dei tassi di occupazione, della sostenibilità finanziaria e delle esigenze effettive della destinazione». Detto altrimenti, «se la domanda per una determinata tipologia di residenza non dovesse confermare le attese, a quel punto tempistiche, sequenza degli interventi, dimensionamento e composizione dell’offerta verrebbero adeguati nel rispetto della pianificazione e delle autorizzazioni. Oggi i numeri dimostrano come la visione stia proseguendo in una crescita complessiva al passo con lo sviluppo. Per noi ‘edificazione equilibrata’ significa proprio questo: non costruire per raggiungere volumi prefissati, ma accompagnare progressivamente la crescita reale di San Bernardino».
‘Sviluppo edilizio legato all’attrattiva’
Un altro interrogativo riguarda la situazione nel futuro: è legittimo temere che l’odierna ‘fiammata edilizia’ sfoci fra mezzo secolo in un abbandono? O ci sono le premesse per un progetto sano a lunghissimo termine? «Nessun operatore serio può garantire oggi che cosa accadrà fra 50 anni, ma è possibile costruire un modello capace di ridurre concretamente questo rischio», risponde Meroni. Il progetto di San Bernardino, assicura, «non si fonda esclusivamente sulla costruzione e sulla vendita di immobili. Lo sviluppo residenziale è affiancato da alberghi, impianti di risalita, ristorazione, attività sportive, eventi, servizi, appartamenti gestiti e, con Acuforta, da un’offerta termale e wellness attiva durante tutto l’anno. A ciò si aggiungono le abitazioni primarie e gli interventi pubblici necessari a mantenere viva la comunità». In definitiva la solidità di una destinazione «non dipende dal numero di edifici realizzati, ma dalla sua capacità di generare presenze, occupazione, servizi e investimenti continuativi. La gradualità del masterplan serve precisamente a verificare i risultati di ogni fase prima di procedere con quella successiva».
Modello Weber ‘disciplinato dalla legge’
L’associazione fa poi aleggiare qualche dubbio sulla redditività del modello Weber, ossia la gestione paraalberghiera dei nuovi appartamenti costruiti e ancora previsti. Essendo il tema di natura privata, cifre non vengono esposte pubblicamente da parte di Swiss Alps. Ma perché si parla di modello Weber? «Più correttamente si parla di applicazione della Lex Weber, ossia della Legge federale sulle abitazioni secondarie. Poiché il Comune di Mesocco supera la soglia del 20% di abitazioni secondarie, la costruzione di nuove residenze secondarie tradizionali è limitata. La legge – annota Meroni – consente però di realizzare residenze turistiche gestite: gli appartamenti possono essere di proprietà privata, ma devono essere inseriti stabilmente in una gestione unitaria, commercializzati per soggiorni brevi e collegati a servizi di tipo alberghiero. L’obiettivo è generare ‘letti caldi’, quindi posti letto effettivamente disponibili sul mercato turistico, e non appartamenti utilizzati soltanto per poche settimane all’anno. Inoltre nell’ambito di una struttura ricettiva organizzata la legge può consentire una quota limitata di abitazioni secondarie senza vincoli d’uso quando questa è necessaria a finanziare la costruzione o la gestione dell’albergo. Di regola questa componente non può superare il 20% della superficie utile principale complessiva, oltre agli eventuali diritti derivanti dalla sostituzione di abitazioni preesistenti. Il progetto della San Bernardino Swiss Alps combina quindi alberghi, residenze a gestione alberghiera e una quota regolamentata di residenze secondarie. Non è una deroga per costruire liberamente, ma un modello disciplinato dalla legge, nel quale la componente immobiliare contribuisce alla realizzazione e alla sostenibilità nel tempo dell’infrastruttura turistica».