24/06/2026
Prima di diventare una casa vacanze, questa era la casa di nonno Piero e nonna Nelin.
Qui c’è stata tanta vita prima ancora che io possa ricordarla: mamma e zio hanno vissuto la loro infanzia e giovinezza, mentre il nonno lavorava come fabbro e la nonna si prendeva cura della famiglia.
Qui si cenava tutti insieme, con le castagne sul putagè — la stufa — e le nocciole che si seccavano sul balcone.
Ogni tanto aiutavo il nonno a raccogliere le uova dalle galline (anche se finivo sempre per lasciargli il compito, per paura di qualche beccata) e curiosavo nel suo buffet — la dispensa — sperando di trovare anche le caramelle alla frutta, oltre alle “gocce di pino”.
Ogni angolo di questa casa custodisce un ricordo.
Quando io e mia mamma abbiamo deciso di aprirla agli ospiti, il desiderio era semplice: conservarne l’anima e permettere ad altri di creare qui i propri ricordi.
Oggi, ogni soggiorno aggiunge una nuova storia a quella iniziata tanti anni fa.
•
Before becoming a holiday home, this was my grandpa Piero and grandma Nelin’s house.
There was so much life here even before I can remember it: my mum and uncle spent their childhood and youth here, while my grandfather worked as a blacksmith and my grandmother took care of the family.
We used to have family dinners here, with chestnuts cooking on the putagè — the stove — and hazelnuts drying on the balcony.
I would help him collect eggs from the hens (although I usually ended up letting him do most of it, afraid of being pecked) and I used to peek into his cupboard hoping to find fruit sweets, in addition to his favourite herbal ones.
Every corner of this house holds a memory.
When my mum and I decided to open it to guests, our wish was simple: to preserve its soul and allow others to experience it.
Today, every stay adds a new story to the one that began many years ago.
•
•