Azienda Agrituristica Sa Mandra

Azienda Agrituristica Sa Mandra Benevennios a Sa Mandra
Dal 1991 incrociamo storie vere di antichi piatti fattoria didattica, degustazioni, visite all'azienda agricola, corsi di cucina
(1586)

Esiste un momento, in cucina, in cui le mani sanno prima della mente. In cui il gesto non è tecnica, ma memoria. È lì ch...
15/06/2026

Esiste un momento, in cucina, in cui le mani sanno prima della mente. In cui il gesto non è tecnica, ma memoria. È lì che abito io. È lì che abita Sa Mandra.

Essere l’unica donna cuoca in questa rassegna straordinaria — La cucina sarda esiste? — ideata dal visionario Gabriele Piga, è stato molto più di un onore. È stata una conferma. Che vale la pena resistere. Che vale la pena insistere. Che la nostra cucina non è un museo da conservare sotto vetro, ma una lingua viva che va parlata ogni giorno, con coraggio e con umiltà.

Io cucino come ho imparato a vivere: con quello che produce la nostra terra, trasformato secondo un sapere antico che mi è stato consegnato come un dono. Chiamo le cose con il loro nome — in sardo — perché un popolo che dimentica le parole perde prima le radici, poi se stesso.

Accanto a me, in questa serata memorabile, Piero Careddu, cuoco che ha scritto pagine indelebili nella nostra storia contemporanea. E Gabriele, che con ogni piatto ci interroga, ci emoziona, ci ricorda quanto sia profonda l’anima gastronomica sarda.

Un grazie commosso al mio amico fraterno Giovanni Fancello, che ha avuto la tenacia e l’amore di mettere nero su bianco la storia gastronomica della nostra Sardegna. Quello che lui ha scritto, noi lo cuciniamo. È un dialogo continuo, necessario, bellissimo.

Grazie alle parole magiche di Stefano Resmini, alla musica dell’anima di Rebecca Ginatempo, ai vini profondi come questa terra de La Contralta.

E grazie a ogni ospite che ha scelto di sedersi con noi — non solo a mangiare, ma ad ascoltare. A ricordare. A sentire.

“IL SOGNO DI UNA COSA” di  SALVATORE DELOGU NàramiMercoledì 17 giugno a Sa Mandra ritorna Nàrami e, alle ore 19.00, inau...
10/06/2026

“IL SOGNO DI UNA COSA” di SALVATORE DELOGU Nàrami

Mercoledì 17 giugno a Sa Mandra ritorna Nàrami e, alle ore 19.00, inaugurerà “Il sogno di una cosa”. Un progetto interattivo di Salvatore Delogu, che con le sue opere scultoree abiterà diversi spazi dell’azienda agricola di Sa Mandra.

La mostra, a cura di Stefano Resmini, si configura come un progetto di residenza tra arte, paesaggio e territorio. Il titolo del progetto installativo richiama volutamente un’opera giovanile di Pier Paolo Pasolini, un verso poetico che evoca tensione, rimanda a quel tendersi verso ciò che ancora non è compiuto, verso un inespresso desiderio che manifesta una ricerca, un movimento, una in-ammissibile possibilità. In questo contesto, il lavoro di Salvatore Delogu che da anni attraversa il tema del viaggio come esperienza esistenziale e simbolica, trova una sua dimensione ideale.

Le opere che l’artista ha dedicato alle Transumanze, sosteranno per il tempo di una estate, sulla verde terra lambita dalle acque del mare. Transumare è un po’ come migrare e le capre, i dromedari, la giraffa, perfino il corvo, sagomati dalle feconde riflessioni di Salvatore Delogu, migreranno da Nuoro, nella pianura della Nurra, come fecero i Murrocu-Pirisi che da Fonni, seguendo le ancestrali rotte delle greggi di famiglia, approdarono ad Alghero, fermandosi e dando vita a Sa Mandra.

“IL SOGNO DI UNA COSA” di  SALVATORE DELOGUMercoledì 17 giugno a Sa Mandra ritorna Nàrami e, alle ore 19.00, inaugurerà ...
10/06/2026

“IL SOGNO DI UNA COSA” di SALVATORE DELOGU

Mercoledì 17 giugno a Sa Mandra ritorna Nàrami e, alle ore 19.00, inaugurerà “Il sogno di una cosa”. Un progetto interattivo di Salvatore Delogu, che con le sue opere scultoree abiterà diversi spazi dell’azienda agricola di Sa Mandra.

La mostra, a cura di Stefano Resmini, si configura come un progetto di residenza tra arte, paesaggio e territorio. Il titolo del progetto installativo richiama volutamente un’opera giovanile di Pier Paolo Pasolini, un verso poetico che evoca tensione, rimanda a quel tendersi verso ciò che ancora non è compiuto, verso un inespresso desiderio che manifesta una ricerca, un movimento, una in-ammissibile possibilità. In questo contesto, il lavoro di Salvatore Delogu che da anni attraversa il tema del viaggio come esperienza esistenziale e simbolica, trova una sua dimensione ideale.

Le opere che l’artista ha dedicato alle Transumanze, sosteranno per il tempo di una estate, sulla verde terra lambita dalle acque del mare. Transumare è un po’ come migrare e le capre, i dromedari, la giraffa, perfino il corvo, sagomati dalle feconde riflessioni di Salvatore Delogu, migreranno da Nuoro, nella pianura della Nurra, come fecero i Murrocu-Pirisi che da Fonni, seguendo le ancestrali rotte delle greggi di famiglia, approdarono ad Alghero, fermandosi e dando vita a Sa Mandra.

Il lemma transumanza: dal latino trans-humus, andare oltre la terra, identifica in sé la storica pratica pastorale dello spostamento geografico, ma è anche espressione di un gesto intimo, interiore, culturale. Camminare, passare da un luogo all’altro, condividere il passo con gli animali, il paesaggio che muta, diventano metafore di una condizione universale: quella di essere costantemente in bilico tra ciò che si è e ciò che si vuole essere, tra ciò che ci appartiene e ciò che si vorrebbe avere. In mostra non ci sarà solo il bestiario di Salvatore Delogu; accanto al ciclo delle Transumanze, trovano spazio le sperimentazioni più recenti dell’artista.

A concretizzarsi sono le forme e i pensieri, raccolti intorno alla figura di Don Chisciotte. L’eroe errante di Cervantes plasmato con acqua, cemento e terra, si fa presenza emblematica, capace di incarnare la tensione tra realtà e immaginazione, tra fallimento ostinazione, tra sogno e destino. Delogu, con il suo Don Chisciotte, dà forma e plasticità alla letteratura: indaga la novella letteraria, le dà carne e la veste di contemporaneità.
Ci chiede cosa sia l’utopia, ci interroga sul desiderio, forse innato, di superare i limiti del presente e inseguire certe visioni che sembrano impossibili. Il progetto Il sogno di una cosa, che sarà fruibile negli spazi interattivi di Sa Mandra, sino al 19 luglio, diventa così un percorso che attraversa differenti forme di viaggio: quello reale delle transumanze, quello immaginario dell’eroe cervantino, quello poetico evocato dal titolo pasoliniano.

Un itinerario reale, ma al contempo virtuale che invita il visitatore a riflettere sul significato del movimento, della ricerca e della speranza, riconoscendo all’arte uno spazio privilegiato in cui il sogno continua a generare nuove possibilità di sguardo e concrete possibilità di esistere in questo nostro perscrutabile mondo.

Salvatore Delogu nasce a Nuoro il 14 ottobre 1994. Frequenta l'istituto
d'arte Ciusa Romagna corso oreficeria nella città natale e prosegue la formazione a Ravenna presso l'Accademia delle Belle Arti. Dopo la laurea decide di tornare in Sardegna, concretizzando gli studi accademici che lo hanno avvicinato a una dimensione scultorea. Durante gli anni in terra natia partecipa a numerose collettive, tra le quali “Roma Arte in Nuvola”, e dal 2022 presenta le personali a Nuoro e collettive in tutta la Sardegna.
Attualmente vive e lavora Nuoro

✨Un’altra intensa serata di Nàrami si è conclusa, lasciandoci riflessioni, emozioni e nuove prospettive.Ringraziamo Ricc...
31/05/2026

✨Un’altra intensa serata di Nàrami si è conclusa, lasciandoci riflessioni, emozioni e nuove prospettive.

Ringraziamo Riccardo Devoto, Michele Tatti e l’avvocato Agostinangelo Marras per aver condiviso con il pubblico la storia raccontata in Prigioniero del mio nome, un’opera che ci ha accompagnato attraverso una delle pagine più complesse e dolorose della storia recente della Sardegna, offrendo spunti di riflessione sul valore della memoria, della giustizia e della resilienza.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato e contribuito, con la loro presenza e i loro interventi, a rendere speciale questo appuntamento. La grande partecipazione conferma ancora una volta quanto sia forte il desiderio di incontrarsi, dialogare e approfondire temi che appartengono alla nostra storia collettiva.

Il continuo successo di Nàrami è il risultato di una comunità viva, curiosa e attenta, che continua a scegliere la cultura come occasione di crescita e condivisione.

Un ringraziamento speciale all’Associazione Culturale City&City e alla Fondazione Maria Carta per il loro prezioso sostegno e per rendere possibile questo percorso culturale.

NÀRAMI, PRIGIONIERO DEL MIO NOME Venerdì 29 maggio alle 18.30 a Sa Mandra, ritorna Nàrami. Ospite speciale della serata ...
26/05/2026

NÀRAMI, PRIGIONIERO DEL MIO NOME

Venerdì 29 maggio alle 18.30 a Sa Mandra, ritorna Nàrami. Ospite speciale della serata sarà il libro Prigioniero del mio nome: cronistoria di un doppio sequestro di persona (Il Maestrale), scritto da Riccardo Devoto con la collaborazione del giornalista Michele Tatti, a dialogare con loro ci sarà l’avvocato penalista Agostinangelo Marras.

Il libro ripercorre una storia familiare e imprenditoriale che attraversa oltre un secolo di vita nuorese, segnata profondamente dalla stagione dei sequestri di persona. Devoto ricostruisce, con il supporto narrativo di Tatti, le conseguenze umane, economiche e sociali di due episodi che hanno inciso in modo irreversibile sul destino della sua famiglia. Il primo risale al 1975, quando l’autore – allora quindicenne – riesce a sfuggire a un tentativo di rapimento, in un clima in cui la paura dei banditi costringeva i bambini a vivere reclusi in casa.

Il secondo, più drammatico, è il sequestro dello zio Gigino Devoto, tenuto prigioniero per 203 giorni nel 1985 e liberato dopo il pagamento di un riscatto di 800 milioni di lire. Sarà il noto penalista Agostinangelo Marras a decifrare, dialogando con gli autori, quei meccanismi non solo giuridici, che certe azioni criminali hanno definito e contrassegnato una stagione tristemente nota della recente storia dell’isola di Sardegna.
Prigioniero del mio nome ci invita a riflettere sulle ripercussioni economico-sociali che la stagione dei sequestri ha prodotto nel Nuorese, contribuendo alla fuga degli imprenditori e a un clima di sfiducia che ha segnato intere generazioni, ma anche a meditare su quel clima psicologico e sociale che sembra ormai sepolto nella recente memoria. Saranno quattro chiacchiere in libertà, che cercheranno di inquadrare e rielaborare quella che fu per diversi decenni l’allarmante cronaca nera, che riempii pagine e pagine dei quotidiani regionali e nazionali della seconda metà del secolo scorso.

Un prezioso appuntamento di Nàrami, da non perdere e che rientra nelle anteprime del “Festival letterario e culturale “City&City”, organizzato dall’Associazione Culturale “City&City” in collaborazione con la Fondazione Maria Carta.

NÀRAMI, PRIGIONIERO DEL MIO NOME Venerdì 29 maggio alle 18.30 a Sa Mandra, ritorna Nàrami. Ospite speciale della serata ...
23/05/2026

NÀRAMI, PRIGIONIERO DEL MIO NOME

Venerdì 29 maggio alle 18.30 a Sa Mandra, ritorna Nàrami. Ospite speciale della serata sarà il libro Prigioniero del mio nome: cronistoria di un doppio sequestro di persona (Il Maestrale), scritto da Riccardo Devoto con la collaborazione del giornalista Michele Tatti, a dialogare con loro ci sarà l’avvocato penalista Agostinangelo Marras.

Il libro ripercorre una storia familiare e imprenditoriale che attraversa oltre un secolo di vita nuorese, segnata profondamente dalla stagione dei sequestri di persona. Devoto ricostruisce, con il supporto narrativo di Tatti, le conseguenze umane, economiche e sociali di due episodi che hanno inciso in modo irreversibile sul destino della sua famiglia. Il primo risale al 1975, quando l’autore – allora quindicenne – riesce a sfuggire a un tentativo di rapimento, in un clima in cui la paura dei banditi costringeva i bambini a vivere reclusi in casa.

Il secondo, più drammatico, è il sequestro dello zio Gigino Devoto, tenuto prigioniero per 203 giorni nel 1985 e liberato dopo il pagamento di un riscatto di 800 milioni di lire. Sarà il noto penalista Agostinangelo Marras a decifrare, dialogando con gli autori, quei meccanismi non solo giuridici, che certe azioni criminali hanno definito e contrassegnato una stagione tristemente nota della recente storia dell’isola di Sardegna.
Prigioniero del mio nome ci invita a riflettere sulle ripercussioni economico-sociali che la stagione dei sequestri ha prodotto nel Nuorese, contribuendo alla fuga degli imprenditori e a un clima di sfiducia che ha segnato intere generazioni, ma anche a meditare su quel clima psicologico e sociale che sembra ormai sepolto nella recente memoria. Saranno quattro chiacchiere in libertà, che cercheranno di inquadrare e rielaborare quella che fu per diversi decenni l’allarmante cronaca nera, che riempii pagine e pagine dei quotidiani regionali e nazionali della seconda metà del secolo scorso.

Un prezioso appuntamento di Nàrami, da non perdere e che rientra nelle anteprime del "Festival letterario e culturale "City&City", organizzato dall’Associazione Culturale "City&City" in collaborazione con la Fondazione Maria Carta.

Una piccola amante del formaggio arrivata dal Canada con un grande sogno nel cuore 🧀✨L’emozione della piccola Olivia men...
19/05/2026

Una piccola amante del formaggio arrivata dal Canada con un grande sogno nel cuore 🧀✨

L’emozione della piccola Olivia mentre preparava il pecorino era impossibile da non notare.
Per lei non era solo un’esperienza, ma uno di quei momenti che si ricordano per sempre ❤️

✨ Negli spazi espositivi di Sa Mandra, Nàrami ha inaugurato Fattoria Didattica, un percorso dedicato al sorprendente bes...
27/04/2026

✨ Negli spazi espositivi di Sa Mandra, Nàrami ha inaugurato Fattoria Didattica, un percorso dedicato al sorprendente bestiario di Tosino Anfossi, capace di unire immaginazione, memoria e visione.

La magia dell’esperienza nasce anche dalla sua doppia dimensione: la fattoria didattica prende vita sia dentro la mostra, tra le opere e le suggestioni artistiche, sia fuori, nella fattoria di Sa Mandra, dove natura e quotidianità diventano parte integrante del racconto. Un dialogo continuo tra arte e ambiente che coinvolge e accompagna il visitatore in un’esperienza immersiva.

A rendere tutto ancora più significativo è stata la partecipazione dei bambini e dei ragazzi, che con entusiasmo hanno condiviso riflessioni, sorrisi e sguardi curiosi, dando nuova vita alle opere e creando un ponte autentico tra passato e presente, anche grazie all’accompagnamento di Peppino Anfossi, pronipote dell’artista, che ha testimoniato la memoria viva della sua eredità artistica e umana, arricchendo l’esperienza con racconti e preziose suggestioni.

🙏 Come sempre, un grazie al curatore di questa straordinaria mostra, Stefano Resmini, che ci accompagna in questo mondo fatto di visioni, memoria e meraviglia, guidandoci alla scoperta di un immaginario capace di parlare ancora al presente.

FATTORIA DIDATTICAIl bestiario di Tosino Anfossi in mostra a Sa MandraGiovedì 23 aprile 2026 alle ore 18.30, negli spazi...
21/04/2026

FATTORIA DIDATTICA
Il bestiario di Tosino Anfossi in mostra a Sa Mandra

Giovedì 23 aprile 2026 alle ore 18.30, negli spazi espositivi dell’Agriturismo Sa Mandra di Alghero, Nàrami inaugura Fattoria Didattica, una mostra dedicata al bestiario di Tosino Anfossi, curata da Stefano Resmini.

All’inaugurazione sarà presente Peppino Anfossi, pronipote dell’artista, artista e musicista egli stesso. Sarà il curatore a guidare il pubblico attraverso le opere, offrendo una lettura critica di una figura troppo a lungo rimasta nell’ombra. La mostra resterà visitabile fino al 7 giugno 2026.

UN ARTISTA SARDO RITROVATO
Tosino Anfossi nasce nel 1892 a Sassari. Negli anni Venti fonda con Eugenio Tavolara Atte, una casa d’arte dedita alle arti applicate: giocattoli in legno, oggetti in cuoio, ricami, cuscini, grafiche — lavori che riscuotono ampi riconoscimenti. Nel 1930 i due artisti si separano e proseguono percorsi distinti. Anfossi muore nel 1934, a soli 42 anni, stroncato da una malattia contratta durante i quattro anni trascorsi al fronte.
Il suo talento rischiava di cadere nell’oblio. Grazie alla tenacia di Video Anfossi, pronipote e artista recentemente scomparso, nel 2021 una prima mostra al Murtas di Samugheo ha permesso di celebrarne la memoria. Oggi è la famiglia Anfossi a custodirne il lascito.

FATTORIA DIDATTICAIl bestiario di Tosino Anfossi in mostra a Sa MandraGiovedì 23 aprile 2026 alle ore 18.30, negli spazi...
21/04/2026

FATTORIA DIDATTICA
Il bestiario di Tosino Anfossi in mostra a Sa Mandra

Giovedì 23 aprile 2026 alle ore 18.30, negli spazi espositivi dell'Agriturismo Sa Mandra di Alghero, Nàrami inaugura Fattoria Didattica, una mostra dedicata al bestiario di Tosino Anfossi, curata da Stefano Resmini.

All'inaugurazione sarà presente Peppino Anfossi, pronipote dell'artista, artista e musicista egli stesso. Sarà il curatore a guidare il pubblico attraverso le opere, offrendo una lettura critica di una figura troppo a lungo rimasta nell'ombra. La mostra resterà visitabile fino al 7 giugno 2026.

UN ARTISTA SARDO RITROVATO
Tosino Anfossi nasce nel 1892 a Sassari. Negli anni Venti fonda con Eugenio Tavolara Atte, una casa d'arte dedita alle arti applicate: giocattoli in legno, oggetti in cuoio, ricami, cuscini, grafiche — lavori che riscuotono ampi riconoscimenti. Nel 1930 i due artisti si separano e proseguono percorsi distinti. Anfossi muore nel 1934, a soli 42 anni, stroncato da una malattia contratta durante i quattro anni trascorsi al fronte.
Il suo talento rischiava di cadere nell'oblio. Grazie alla tenacia di Video Anfossi, pronipote e artista recentemente scomparso, nel 2021 una prima mostra al Murtas di Samugheo ha permesso di celebrarne la memoria. Oggi è la famiglia Anfossi a custodirne il lascito.

LE OPERE IN MOSTRA
Le opere esposte sono quasi tutte degli anni Venti del Novecento e provengono dalla collezione della famiglia Anfossi e da prestigiose collezioni private. Il pubblico potrà ammirare asinelli, cani, cinghialetti, volpi, una tigre, un leone; bambole e fantocci vestiti in panno e orbace dai colori accesi e naturali; piccoli arazzi, patchwork ricamati e magistralmente assemblati. Non mancano i disegni preparatori a matita — bozze essenziali che materializzano forme poi tradotte in giocattoli di legno di sorprendente modernità.
I personaggi — regine senza corona, pastori, contadini, venditori ambulanti, bambini sognanti — indossano l'abito tradizionale e hanno visi duri e definiti, con accenti cubisti e richiami all'espressionismo europeo e alle maschere lignee africane. Ma sono soprattutto gli animali a stupire per la loro incontrovertibile contemporaneità: usciti dalla mano di un artista che cento anni fa ha saputo anticipare il futuro, Anfossi si rivela oggi un vero designer ante litteram.

Indirizzo

SP44
Alghero
07041

Orario di apertura

Sabato 13:00 - 15:00
Domenica 13:00 - 15:00

Telefono

+39079999150

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Azienda Agrituristica Sa Mandra pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Azienda Agrituristica Sa Mandra:

Condividi