21/03/2026
Immagina di camminare in una città dove ogni cento metri sbuca una torre di pietra.
Non una. Non dieci. Fino a 177.
Siamo ad Asti, Piemonte, tra il XII e il XIII secolo. Le famiglie nobili astigiane avevano trasformato il centro cittadino in una selva verticale: ogni torre era un messaggio di potere, un avviso al vicino, una fortezza privata in muratura.
La chiamavano già allora la "città delle torri". Qualcuno oggi la paragona a una Manhattan dell'anno Mille, e non è un'esagerazione: le skyline medievali europee più dense non reggevano il confronto.
E qui arriva il punto.
Quelle torri non erano solo architettura. Erano ego in pietra. Le faide tra famiglie ad Asti erano quotidiane, e la torre del rivale era sia bersaglio che obiettivo: costruire più in alto del nemico era una dichiarazione di guerra silenziosa.
Abbassarla, invece, era una punizione ufficiale. Non una metafora: i tribunali cittadini potevano condannare una famiglia a far demolire o mozzare la propria torre come sanzione civile.
Spoiler: la maggior parte di quelle 177 torri non esiste più.
Alcune furono abbattute per punizione, altre inglobate negli edifici che le circondavano, altre ancora sacrificate dai secoli e dall'indifferenza. Il potere si centralizzò, le faide si istituzionalizzarono, e le torri persero la loro ragion d'essere.
Oggi ne rimangono circa 12.
L'unica ancora visitabile è la Torre Troyana: 44 metri di altezza, 199 gradini, base quadrata di 5,90 metri per lato. Fu costruita dalla famiglia Cortesi tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, poi acquisita e sopraelevata dai T***a, che aggiunsero tre piani con bifore eleganti e demolirono il palazzo rivale dei Cortesi per fare spazio alla loro nuova dimora.
I T***a stessi finirono esiliati ad Alba e Chieri durante uno dei tanti conflitti. Il marchese di Saluzzo occupò i loro beni e svuotò i magazzini carichi di frumento, vino, avena e carni salate.
Dopo circa un anno, i T***a ripresero possesso della torre. La restaurarono. La torre sopravvisse a tutto.
Nel 1420 il Comune di Asti la integrò nel Palazzo Ducale e ci installò la campana pubblica e l'orologio civico. Restaurata tra il 1997 e il 1999, è oggi il punto panoramico più alto della città.
Da quassù si vede una città tranquilla, ordinata, quasi piatta.
Nessuna traccia di quella foresta di pietra. Solo i 199 gradini che hai appena salito ti ricordano che una volta qui c'erano 177 motivi per guardarsi dall'alto in basso.
In breve:
Asti medievale aveva fino a 177 torri nobiliari, simboli di potere e rivalità tra famiglie.
La maggior parte fu abbattuta, punita o inglobata negli edifici: oggi ne sopravvivono circa 12.
La Torre Troyana (44 m, 199 gradini) è l'unica visitabile, costruita tra XII e XIII sec. dalla famiglia Cortesi e poi dai T***a.