12/12/2020
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Tra i popoli indoeuropei era diffusa l’usanza di prendere un albero dal bosco e decorarlo con simboli di fertilità e abbondanza, come immagini di divinità, stoffe colorate, amuleti magici e sonagli per poter risvegliare e percepire lo spirito della pianta.
Celti e Vichinghi, in prossimità del solstizio di inverno, decoravano esemplari di conifere con frutta fresca come buon auspicio per il nuovo anno in arrivo. I Romani si scambiavano ramoscelli di arbor felix del bosco sacro della dea Strenia come dono augurale durante i Saturnalia, che precedevano le celebrazioni del Sol Invictus.
I culti arborei hanno continuato a caratterizzare per centinaia di anni forme di spiritualità ancestrale ispirate agli elementi della natura. In particolare il pino e l’abete, sempreverdi, erano considerati simboli di forza, prosperità, rinnovamento e vitalità anche per la loro capacità di protendersi verso il sole, con i suoi profondi significati.
Il Cristianesimo assorbì queste antiche usanze pagane istituendo la consuetudine dell’albero “di Natale”.
Per la sua forma longilinea e allungata e il colore verde, il FengShui lo associa all’energia Legno alla quale si aggiunge un’informazione di Fuoco, trattandosi di un abete dalla tipica chioma appuntita e solitamente illuminato.
L’albero porta nelle nostre case ricchezza, sviluppo, vitalità, dinamismo e le aree più favorevoli al suo posizionamento sono l’est, il sud est e il sud, mentre è da evitare il sud ovest.
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