06/05/2026
Il terremoto del Friuli del 1976 è uno dei eventi sismici più devastanti della storia italiana recente. Colpì il 6 maggio alle 21:00 con magnitudo 6.5, causando quasi 1000 vittime, oltre 3000 feriti e 157.000 sfollati.
La scossa principale durò 59 secondi e devastò un'area di 5700 km² nella zona nord di Udine, con epicentro vicino a Gemona del Friuli. Comuni come Gemona, Venzone, Osoppo e Majano furono i più colpiti, con intensità macrosismica fino a X grado Mercalli. Ulteriori scosse a settembre aggravarono i danni.
Gli Alpini dell'ANA (Associazione Nazionale Alpini) giocarono un ruolo cruciale nel soccorso e nella ricostruzione post-terremoto del Friuli del 1976. Intervennero immediatamente dopo la scossa del 6 maggio, organizzando 11 cantieri di lavoro che trasformarono i battaglioni in unità mobili per rimuovere macerie, riparare tetti, recuperare beni e mettere in sicurezza aree a rischio.
Già a fine maggio 1976, sotto la guida del presidente Franco Bertagnolli, migliaia di alpini da tutta Italia – giovani e anziani, autosufficienti – accorsero in Friuli. Lavorarono incessantemente in paesi come Gemona, Venzone, Pinzano e Majano, contribuendo al "miracolo Friuli" e alla promessa "A Natale tutti nelle case".