Baita del Capriolo

Baita del Capriolo Salve! Ma la stessa valle include anche le contrade “Dosso”, luogo natale dell’altra nonna, Valbusa Maria e la contrada “Tander” di mio nonno Zambelli Domenico.

Mi chiamo Marco Zambelli figlio di Clelio e vi voglio descrivere i luoghi della Lessinia e della Montagna Veronese abitata da secoli dal popolo Cimbro, in particolare la piccola landa “El Colonel de le Scandole” dove la mia famiglia è vissuta almeno negli ultimi due secoli. La parte a me più cara di questi luoghi è la “Valle del Capriolo” che unisce, a monte la contrada “Lesi” dove nacque mio nonn

o Marco Beccherle , a valle la contrada “Scol” che diede i natali a sua moglie, mia nonna Massella Cecilia. La “Valle del Capriolo” è un luogo magico: in estate in questa Valle c’è sempre il sole….dall’alba al tramonto. Si possono vedere, nelle prime ore del mattino o al crepuscolo, i caprioli uscire dai loro rifugi per brucare l’erba, durante le ore più calde i falchi sorvolare i cieli in cerca delle loro prede e la notte numerose lucciole con il loro mistero e il loro splendore. Oltre a ciò si possono udire i mille suoni della natura, dai grilli alle campane delle vacche al pascolo. In Lessinia c’è chi racconta che da queste parti abiti un vecchio capriolo che ha un unico c***o. Grazie al questo “difetto” nessun cacciatore se l’è mai sentita di abbatterlo e così di tanto in tanto qualche villeggiante o abitante della contrada lo incontra e lo riconosce. Al centro di questa Valle vi è una baita. La baita un tempo era una stalla e precisamente la “Tedeta”. Qui mio padre, mio zio e prima di loro i miei antenati pascolavano le vacche, tagliavano il fieno e portavano il latte al “Baito de l’Ajo” (Contrada Aglio). A partire dagli anni ’70 la “Tedeta”, così pure le case dove nacquero i miei nonni, furono abbandonate, così come tanti luoghi in Lessinia per le emigrazioni dalla montagna alla città. Con il passare del tempo tutto era caduto in rovina e le antiche costruzioni rischiavano ormai di crollare portando con loro i ricordi e le tradizioni della nobile terra cimbra. Così decisi di rimetterli a posto e di farle diventare un luogo dove i ricordi del passato potevano rivivere. La prima casa che sistemai fu quella del “Brita” un tempo utilizzata dai giovani della zona per ritrovarsi a ballare. E’ una piccola abitazione di tre stanze poste una sopra l’altra come si usava in Lessinia per non disperdere il calore. Questa casa ha mantenuto tutte le caratteristiche di un tempo: muri in pietra interni ed esterni, solai e scale in legno originali e un piccolo camino in pietra bianca.*

Poi è stata la volta del “logo del Perusselli”, casa e stalla con il tipico tetto “a teda”, un tempo in pietra e canniccio e ora in pietra e rame. Le pessime condizioni in cui versava mi hanno costretto ad una ristrutturazione più importante. Ho mantenuto però il più possibile i materiali esistenti a partire dal grosso camino di pietra. “El logo del Perusselli” l’ho sistemato per ospitare oltre alla mia famiglia, i miei amici per un totale di 12 persone con un bel cortile adatto a prendere il sole e fare un “barbeque” con gli amici.*

Infine ho voluto recuperare e ristrutturare la costruzione a me più cara, l’antica stalletta “la tedeta”, ora Baita del Capriolo”. Soprattutto qui ho voluto operare con un metodo quasi archeologico. Dall’esterno la costruzione appare come era 200 anni fa. All’interno ho lavorato per dare ospitalità a tanti amici ma anche raccogliere gli strumenti e gli attrezzi del passato, nell’intento di tramandare la cultura, le tradizioni ma anche le belle sensazioni di un tempo.*

19/05/2017

Indirizzo

Bosco Chiesanuova
37021

Telefono

3480611450

Sito Web

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