17/06/2026
𝐋𝐚 𝐠𝐫𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐢𝐜𝐨
La storia della scoperta e delle prime esplorazioni della Grotta del Fico è legata a un mix di audacia pastorale e ricerca scientifica, che ha portato alla luce quello che un tempo era l'ultimo rifugio della foca monaca.
Il pastore scopritore
Per millenni la posizione della grotta, situata su una falesia a picco sul mare, l'ha protetta dalle intrusioni umane. La scoperta si deve a "Siu Antioglu Morette", un pastore di Baunei che conosceva profondamente le montagne circostanti dove conduceva le sue capre. Spinto da una straordinaria curiosità, Morette riuscì ad affrontare i pericolosi passaggi sulla scogliera fino a raggiungere un **misterioso foro nero** che segnava l'ingresso della cavità. Le primissime esplorazioni avvennero in modo rudimentale, illuminate solo dalla **luce di fuochi di ginepro**.
Le prime esplorazioni professionali (1957)
Le esplorazioni sistematiche e professionali iniziarono solo nel 1957, quando giunse sul posto il Gruppo Speleologico Pio XI. Tra i membri di questa spedizione figuravano:
Marcello Serra: noto scrittore che, colpito dalla maestosità dell'ingresso affacciato sul mare, inizialmente propose di chiamarla "Grotta del Castello".
Padre Antonio Furreddu: fondatore del gruppo speleologico e grande esperto che, a partire dagli anni '50, documentò la presenza della foca monaca lungo le coste sarde.
La scoperta delle foche.
Durante queste prime discese, gli speleologi percorsero la galleria principale fino a un grande pozzo interno in comunicazione con il mare.
Calandosi con le corde lungo le pareti scivolose, i ricercatori udirono sciacqui fragorosi e versi bizzarri, scoprendo così che la grotta era abitata da numerosi esemplari di Foca Monaca Mediterranea.
Dalla protezione all'apertura turistica.
Per tutelare questi animali particolarmente timidi, venne installato un cancello che chiuse la grotta per decenni. Solo nei primi anni 2000, un gruppo di giovani speleologi ha fondato la Società Speleologica Baunese (gestita da Explorando Supramonte) con l'obiettivo di prendersi cura del sito.
Hanno allestito un percorso turistico moderno e sicuro, rendendo la grotta accessibile al pubblico dal 2003. Ad oggi, sono noti circa 3.200 metri di cavità, di cui 890 metri sono visitabili.
Per la visita: grottadelfico.it