31/05/2026
Ricordo quando viaggiavo spesso e la mattina a colazione era il momento del "facciamo il piano della giornata".
Quando visiti un paese straniero o comunque un territorio che offre tante risorse, hai bisogno di pianificare degli itinerari, delle mete e calcolare tempi, eventuali alternative, etc etc bisognava vedere il più possibile di quel luogo per coglierne l'essenza, la storia, la cultura.
Quando viaggiavo in contesto rurali, montani o la classica vacanza di mare, allora il tempo non aveva più rilevanza. La lentezza, la temperatura esterna, i piccoli desideri effimeri come un gelato al tavolo di un bar, sfogliare una rivista o la seduta vista tramonto erano tutto ciò che serviva per stare sereni e appagati.
Oggi cambiano gli scenari, il maledetto smartphone non ci dà tregua, ma forse le modalità in sintesi sono le stesse.
O no?
Ho ospiti che aiuto a fare programmi fitti di "impegni", perché diventa un po' impegnativa la cosa tra degustazioni, visite culturali, magari un'escursione. È la loro modalità di viaggio e comunque trovano ristoro in vari momenti.
Altre volte invece è proprio il contrario. Ospiti che vivono il "qui e ora" e scelgono di fare ciò che li aggrada al momento, con tutta la calma possibile e non è scritto da nessuna parte che debbano fare per forza "qualcosa".
Tu che viaggiatore sei?
Hai memoria del piacere di quelle piccole cose che facevano stare bene, 'per passare il tempo", perché una volta dovevi trovare qualcosa da fare per passare il tempo, pensa un po'!
Caiazzo bedandbreaktast