28/04/2020
Cosa significa rievocare? Come mai tantissime persone si legano in maniera viscerale alla rievocazione? Perchè la rievocazione raggiunge l'animo delle persone così in profondità?
Sono queste le domande che un politico , un amministratore, un sindaco dovrebbe porsi prima di anche solo pensare di legiferare in materia.
La risposta a queste domande è ben chiara e stampata in maniera indelebile nel cuore di chi lo fa.
Rievocare significa coltivare l'orgoglio di appartenenza ad un territorio.
Significa mantenere viva la biodiversità culturale di ogni regione.
Significa fornire un ambiente protetto e virtuoso per i nostri giovani, alternativo al bar e alla strada.
Significa instradare allo studio della storia e della letteratura in maniera divertente e costruttiva.
Significa coltivare l'arte viva e pura, scevra dell'autoreferenzialità di molti "artisti" di fama.
Significa incentivare empatia e collaborazione: laddove non arrivano le risorse arriva la collaborazione tra esseri umani.
Significa addestrare i ragazzi al problem solving: in nessuna altra realtà ho visto realizzare simili miracoli amministrativi logistici ed artistici.
Significa educare alla grazia e alla bellezza.
Significa dare un posto fisico ed emotivo per far fiorire l'amicizia.
Significa fornire strumenti per comprendere in maniera vivida che siamo un popolo straordinario. O che almeno lo siamo stato.
Significa creare un meccanismo economico diretto e di indotto virtuoso: la gran parte dei bilanci di queste feste viene infatti spesa nel proprio territorio.
Significa sostituirsi in maniera economica alle istituzioni: veramente non riuscite a vederne la funzione sociale preziosa? Quanto paghereste progetti di inclusione sociale simili?
Significa imparare ad avere cura di un progetto, di uno spazio, imparare a farlo crescere nel tempo, imparare dai propri inevitabili errori.
Anni fa un grande regista (che ora purtroppo non c'è più) mi disse: gli attori delle rievocazioni raggiungono momenti di intensità più alti degli attori professionisti perchè sono liberi dal giogo dell'esito e agiscono sulle ali di sentimenti viscerali.
Tanto dovevo.
Stefano Venarucci