14/10/2026
Perché L’Aia?
Perché qui, un tempo, si batteva il grano. Era un luogo di lavoro, ma anche di incontro, di famiglia, di giornate trascorse insieme.
E forse, generazione dopo generazione, per noi è sempre rimasta proprio questo: un posto in cui staccare la spina e sentirsi in pace.
Per nostra zia era casa, nel senso più vero della parola.
Per i nostri nonni era lavoro e svago insieme, un pezzo di terra capace di riempire le giornate di cose semplici, ma concrete e importanti.
Per i miei genitori, invece, è diventata una visione.
Quando intorno c’erano rovi e terreno e nessuno riusciva a vederci altro, loro ci hanno visto molto di più. E quell’idea, negli anni, ha preso forma fino a diventare ciò che L’Aia è oggi.
E grazie a loro, per me L’Aia rappresenta l’insieme di tutte queste cose. Il collante tra i valori, le tradizioni, la storia e la famiglia.
Cerco di portare avanti le visioni di chi ci ha preceduto aggiungendo la mia, senza perdere quelle precedenti e, soprattutto, senza snaturare quel senso di pace che questo luogo ha sempre avuto per tutti noi.
L’Aia è il vento tra le foglie degli alberi, i succhi di frutta bevuti seduti sulle pietre del fiume, i pomeriggi tra i fiori di camomilla, i pranzi di famiglia, spesso fugaci ma pieni d’amore, le arrampicate sugli alberi per raccogliere e mangiare la frutta fresca, le vendemmie e la raccolta delle olive. E tanto altro.
Oggi è anche lavoro e responsabilità, è vero. Ma, incredibilmente, continua a darmi la stessa pace.
Forse L’Aia è nata proprio da qui: dalla voglia di far provare anche a voi un po’ di quello che questo posto ha sempre saputo regalare a noi.
Sono passati ormai 22 anni da quando abbiamo iniziato a farci spazio tra quei rovi, immaginando già, dal giorno zero, qualcosa che oggi è reale e che possiamo finalmente condividere con tutti voi.
Grazie a chi, in tutti questi anni, ha creduto e continua a credere ne L’Aia insieme a noi. 🌿
Erica