06/09/2026
La scuola di Jasnaja Poljana, fondata da Lev Tolstoj nel 1859 nella sua tenuta di campagna, è considerata uno dei primissimi e più radicali esperimenti di pedagogia libertaria e antiautoritaria della storia.
Tolstoj apre questa scuola gratuitamente per i figli dei contadini russi, minto da una profonda sfiducia verso i metodi d'insegnamento statali dell'epoca, che considerava basati sulla paura, sulla disciplina violenta e sul dogmatismo.
Gli alunni erano liberi di andare a scuola o restare a casa, di seguire le lezioni o ignorarle. Non esistevano obblighi di frequenza, né orari rigidi o banchi fissi.
Tolstoj rifiutava categoricamente i voti, i castighi corporali e le ricompense, ritenendo che la motivazione allo studio dovesse nascere solo dall'interesse spontaneo e dalla curiosità del bambino.
Il maestro non doveva imporre il proprio sapere dall'alto, ma sintonizzarsi sugli interessi degli alunni. Se una lezione annoiava i bambini, la colpa non era loro, ma dell'insegnante che non sapeva renderla interessante.
Grande spazio era dato all'immaginazione, al disegno, alla musica e soprattutto alla composizione di storie inventate dai bambini stessi, che Tolstoj considerava dotati di un'innata genialità poetica.
Per Tolstoj, la scuola libertaria era l'unico vero strumento per emancipare il popolo dall'ignoranza senza sottometterlo a un nuovo padrone (lo Stato o la Chiesa).
Se l'istruzione pubblica tradizionale serviva a formare sudditi obbedienti e soldati, la scuola di Jasnaja Poljana mirava a formare esseri umani liberi, capaci di pensare con la propria testa.
L'esperimento è talmente rivoluzionario da attirare i sospetti del governo zarista, e la polizia segreta arriva a perquisire la tenuta dello scrittore, costringendolo nel tempo a rallentare l'attività didattica.
L'eredità di questo progetto ha però influenzato le successive scuole democratiche e libertarie di tutto il Novecento, come la celebre scuola inglese di Summerhill.