02/12/2022
È da sempre il simbolo della città di Catania, anche se di simboli Catania ne ha due cosiderando la fenice. La leggenda lo associa al mago Eliodoro, qualche ipotesi storica alla commemorazione di una battaglia vinta contro soldati che lo cavalcavano, ma non tutti sanno che...
In Sicilia decine di migliaia di anni fa esistevano ippopotami, cervi e degli elefanti nani. Al momento del loro arrivo, però, queste creature erano grandi come quelli che conosciamo oggi con un peso di 10 tonnellate. Tuttavia sull' isola iniziarono a "dimagrire" velocemente, perdendo in media fino a 180 chilogrammi ad ogni generazione. Come ben sappiamo, soprattutto grazie a uno dei padri dell'evoluzione, Charles Darwin, le isole sono note per dare origine a popolazioni isolate che hanno un aspetto e un comportamento molto diversi dai loro "parenti" non insulari. Un esempio è dato proprio dagli elefanti nani che vivevano in Sicilia fino a 10.000 anni fa. Queste creature erano alte da 90 centimetri a 1,80 metri e pesavano da 200 a massimo 1.000 chilogrammi. Per fare un confronto, gli elefanti di oggi in Asia e in Africa variano da 1,80 a 4 metri di altezza e hanno un peso da 2.000 a 7.000 chilogrammi, a seconda della specie e del sesso. Una specie di elefante nano vissuta in Sicilia, iniziò a perdere rapidamente peso poco dopo il suo arrivo nell'isola molto probabilmente a causa di una carenza di cibo. L'elefante faceva parte di un genere estinto chiamato Palaeoloxodon ed è esistito tra 175.500 e 50.000 anni fa. Secondo la stima massima, la creatura iniziò a perdere 200 chilogrammi e circa 4 centimetri per generazione, al punto da diventare quasi un decimo delle dimensioni del loro antenato (il Paleoloxodon antiquus alto quasi 4 metri e pesante 10.000 chilogrammi). Per fare un esempio più concreto, è come se un essere umano adulto diventasse delle stesse dimensioni di un macaco, una scimmia alta 60 centimetri e pesante 12 chilogrammi.
Le collezioni di elefanti nani esistenti possono essere trovati attualmente all'interno del Museo di Geologia "G. G. Gemmellaro" a Palermo e presso il Museo Paolo Orsi a Siracusa.
Piccola curiosità: il foro centrale presente nel grosso cranio riporta subito alla memoria la figura dei ciclopi