11/06/2026
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Risorse del Territorio - Mezzanine Living non è stato un calcolo, ma un nido d'aquila sospeso nel cielo del centro storico, ideato per accogliere lo sguardo di Luca e Ingrid (Danimarca/Olanda), una soglia limbica e una cornice di sospensione spazio-temporale capace di offrire una fuga dalla realtà e, paradossalmente, nella realtà stessa come ha profondamente compreso Simla (Italia). Tra queste mura sbiadite di grandezza aristocratica ammirate da Malex (Regno Unito), i viaggiatori hanno trovato un bozzolo di colori cantato da Estelle (Francia), una mansarda poliedrica amata da Maria Paola (Italia), una barca e un teatro in cui sognare, dove secondo Giacomo (Italia) ogni singolo oggetto è rimasto lì per un motivo ben preciso, da prima che se ne potesse avere traccia. Le stanze in un'esposizione d'arte permanente in cui, come scriveva Simona (Italia), servivano sei occhi per vedere ogni dettaglio, e dove ogni risveglio al mattino diventava, per Adrian e Diana (Romania), una continua scoperta di nuovi elementi, ispirazioni e comprensioni. È stato l'alloggio preferito, un nido in armonia col creato, per chi arrivava da lontano come Jessica e Reid (Canada) per trovare la quiete profonda di una baita in montagna, una perla rara scoperta da Zoé (Francia) e un rifugio di calma e serenità per riposare l'anima per Philippe e Maryline (Francia), mentre fuori la città estiva respirava i suoi trentasette gradi placati dal benessere dell'alloggio vissuto da Sylvain (Francia). L'Arte è Amore, è testimonianza, cura, attenzione alle piccole cose. È l'attenzione di un nido cove Aurélie (Francia) ha trovato, arrivando la sera, un piatto di pasta lasciato pronto e il latte per il caffè del mattino; è il frigorifero rifornito di cibo, frutta fresca e acqua che Haley (Stati Uniti) ha visto pronti prima del suo arrivo per lenire ogni sete. È una caraffa di vino rosso siciliano versata per cancellare l'affanno di un volo perso a Parigi e trasformarlo in un tour del quartiere insieme a Sara (Stati Uniti), un meraviglioso bicchiere di liquore al limone fatto in casa dagli amici offerto alle dieci di sera a Mikados (Francia/Regno Unito), e una pizza calda ordinata per loro nella pizzeria del luogo prima di augurare la buonanotte. È la prontezza di un battito di ciglia, presentandosi alla porta in cinque minuti come ricorda Kayla (Stati Uniti) per risolvere un problema al Wi-Fi portando con sé granita e brioche calde, o correndo all'istante a sistemare un guasto al bagno per donare puro comfort agli ospiti. Non c'era l'asetticità moderna dei grandi hotel di lusso, come ha tenuto a precisare Serge (Francia) dicendo che questo luogo antico e vintage non fa per chi cerca la freddezza standardizzata, né la tecnologia dell'hotel sottolineata da Jörg (Germania) e Chloé (Francia); c'era invece il fascino stravagante di un appartamento pulito, vivace e confortevole sotto ogni punto di vista vissuto da Alice (Francia), Amy (Stati Uniti) e Márton (Ungheria), dove ogni lampada offriva un'illuminazione intima la sera e ogni risveglio al sole era una gioia per gli occhi di Anne (Francia). Un'autentica esperienza umana vissuta anche superando le barriere linguistiche con Mali (Francia), usando l'app di traduzione sullo schermo di uno smartphone per abbattere i confini, parlarsi con amore e inviare un messaggio a metà soggiorno solo per chiedere con premura: «Come sta andando la vostra vacanza?» Il vero capitale di una città non si misura con i numeri, ma con i passi condivisi. I passi di chi è salito sull'Etna insieme a Claudio per vivere una magica avventura come Valeria (Italia), Julia (Germania) e Phoebe (Regno Unito), o per guardare il tramonto stringendo dolci e gelati tra le mani con Willi (Germania) e Michal (Polonia). I passi di chi ha camminato sulla Costa dei Ciclopi o esplorato la Riserva delle Farfalle e i mercati con Dick (Olanda) e Roger (Stati Uniti), di chi ha mangiato in un ristorante di pesce tipicamente siciliano abbuffandosi come procioni felici, e di chi ha scoperto una spiaggia meravigliosa o una caverna nascosta sotto un bar come ha raccontato Ylane (Francia). Il tempo trascorso insieme è costellato di speranza, e ogni anima che ha varcato l'enorme portone di questo condominio storico ha lasciato un'impronta di pace. Martin da Portland (Stati Uniti) lo ha inciso per sempre sul basalto: «Claudio è Catania e Catania è Claudio», perché l'host non si limitava ad affittare, ma prendeva a cuore il suo ruolo con una tale generosità, umiltà e sincera dedizione da essere, come notava Alexandra (Regno Unito), semplicemente splendido e unico. Una persona fuori dal comune, un incontro intenso descritto da Katerina (Grecia), capace di far sentire coppie dello stesso sesso sempre al sicuro e le benvenute, trasformando estranei come Diego (Cile) in amici intimi e accogliendoli nell'intimità della propria famiglia. Un custode che Ioana Raluca (Romania) ha definito incredibilmente grato del fatto stesso che qualcuno avesse scelto la sua casa, pronto ad accompagnare i suoi ospiti all'aeroporto dopo aver offerto caffè e brioche, anche quando c'erano già nuovi viaggiatori in arrivo, salutandoli, come ricorda Mickey Jun (Corea del Sud), con un arrivederci colmo d'amore. Questo piccolo piano rialzato è diventato una mappa del mondo ridisegnata dall'affetto, una cassa armonica dove le distanze oceaniche e i confini geopolitici si sono sciolti dentro un unico, immenso brindisi. Le sue stanze hanno raccolto i respiri di chi è partito da New York, San Francisco, Indianapolis, Portland e dall'Idaho, portando il pragmatismo e lo stupore dell'America a riflettersi nell'oro del barocco catanese. Ha unito filosofie e orizzonti remoti: il rigore nordeuropeo di chi è giunto dalla Germania e dalla Svizzera si è fuso con la poesia romantica di anime partite sotto la neve di Mosca e San Pietroburgo, attraversando l'intera Russia per ve**re a cercare il sole. Da Vancouver e dalle foreste del Canada, dalle sponde cilene di Calama, dalle terre della Romania, della Bulgaria e dell'Ungheria, fino alle architetture avveniristiche di Dubai, ogni cultura ha deposto i propri schemi mentali per farsi rieducare alla lentezza siciliana. Insieme alle impronte di Valeria, Francesco e Cecilia, queste nazioni hanno compreso che l'accoglienza non è un servizio, ma un rito sacro: lo scambio incessante tra chi porge la propria terra sul palmo della mano e chi la riceve con gratitudine eterna. Ogni recensione non è stata una recensione, ma una confessione d'amore tradotta in mille lingue, la prova che quando un artista apre la porta di casa, annulla i chilometri e fonda una cittadinanza dello spirito. Oggi i mercati cambiano, i chioschi si spostano, il cemento e le fioriere cercano di uniformare le piazze secondo fredde logiche di cantiere e di voti. Ma l'anima profonda di Catania non si cancella e non si sfratta. Vive nei dipinti appesi sui muri delle trattorie e dei bar del quartiere, vive nel ricordo di un pane eccellente sfornato all'angolo del palazzo e negli assaggi offerti dalla gente del mercato. Chi ha teso le mani per stringere questo alloggio non ha spento la luce, ha solo permesso a quel nido di espandersi ovunque, facendo nascere in Mashair (Germania) il desiderio profondo di offrire ad Amburgo la stessa identica casa ricevuta in Sicilia, e lasciando in Boryana (Bulgaria), John (Regno Unito), Daniel Leonard (Romania), Vanessa (Portogallo), Rebecca Sophie (Germania), Svitlana (Svizzera), Christian (Germania), Marina (Francia) e Deborah (Svizzera) la certezza di un soggiorno perfetto. L'abbraccio globale di chi è passato da qui resta eterno e indistruttibile, e custodisce, nel cuore del mondo, la verità più dolce che Siham (Marocco/Olanda) ha letto sulle pareti e Ylane (Francia) ha gridato da Parigi con l'hashtag : la Sicilia ha bisogno d'amore. E l'amore è un dono che continua a risplendere a testa alta, sussurrando alla città, insieme a Tom (Regno Unito) e Vivien (Germania), che questo non è un addio, ma un arrivederci, perché il tempo vissuto insieme resterà per sempre una forza nel cuore. (Palazzo Speciale)