La casa della luce e del vento

La casa della luce e del vento la casa è a Chia, nel sud della Sardegna, sul golfo di Cagliari, è super accessoriata, è immerso nel verde della collina e dista solo 900 metri dal mare.

Non è più tempo di essere invisibilePer molto tempo è rimasta composta, quasi discreta.Ha messo radici senza fare rumore...
14/06/2026

Non è più tempo di essere invisibile

Per molto tempo è rimasta composta, quasi discreta.

Ha messo radici senza fare rumore, ha sopportato il sole, il vento, la sete e le attese. Ha speso le sue energie là dove nessuno guardava: sotto terra, nella parte nascosta della vita.

Poi qualcosa è cambiato.

Non è diventata diversa. Ha semplicemente smesso di chiedere il permesso di esistere.

Ha aperto un fiore, poi un altro, poi un altro ancora, fino a riempire lo spazio di una presenza luminosa. Non per essere ammirata, ma perché è questo il destino di una rosa quando è pronta: fiorire.

Mi sono accorta che, forse, anche per noi arriva un momento simile.

Un tempo in cui non c’è più bisogno di essere piccole per non disturbare, di restare in disparte per non occupare spazio, di abbassare la voce per non mettere a disagio gli altri.

Non è orgoglio.

È la serenità di chi ha imparato che la propria luce non toglie nulla a quella degli altri.

Così questa rosa, con il suo bianco avorio e il cuore color miele, davanti agli ulivi e al granito antico, mi ricorda una verità semplice: la forza più autentica non è quella che si impone, ma quella che finalmente si lascia vedere.

E forse la maturità è proprio questo.

Smettere di essere invisibili.

Non per cercare uno sguardo, ma per smettere di nascondersi.

Non amo i giardini perfetti. Amo quelli che conservano un piccolo margine di libertà. Una Russelia che esce da un pittos...
13/06/2026

Non amo i giardini perfetti. Amo quelli che conservano un piccolo margine di libertà. Una Russelia che esce da un pittosporo, un Callistemon che sorprende tra il verde, un ramo che decide da solo la direzione. È il disordine nell’ordine, quello che ricorda che la bellezza non obbedisce mai completamente ai nostri progetti.

Per giorni ho immaginato scatole, pesi, spostamenti, una stanchezza infinita. Poi, quando mi sono messa all’opera, tutto...
10/06/2026

Per giorni ho immaginato scatole, pesi, spostamenti, una stanchezza infinita. Poi, quando mi sono messa all’opera, tutto è filato via quasi con naturalezza.

La vera impresa, invece, è arrivata dopo.

Ho comprato due costumi interi a forte contenimento, di quelli che promettono di modellare la figura. Ecco, nessuno mi aveva avvisata che, prima di modellare la figura, bisogna riuscire a infilarci la figura.

È stata una lotta degna di un incontro di wrestling.

Mi sembrava di avere carne dappertutto: una da sistemare di qua, una da convincere di là, una da riportare all’ordine perché aveva deciso di uscire in esplorazione.

Alla fine ce l’ho fatta. Il costume ha vinto solo in apparenza, io ho vinto davvero.

E soprattutto ho scoperto una cosa: spesso è molto più pesante la paura delle cose che le cose stesse.

Viviamo in un tempo che misura tutto in velocità: il messaggio più rapido, la consegna più veloce, la risposta immediata...
06/06/2026

Viviamo in un tempo che misura tutto in velocità: il messaggio più rapido, la consegna più veloce, la risposta immediata. Io, invece, continuo a chiedermi un’altra cosa: ha ancora un senso? Se la risposta è sì, so aspettare. Perché non tutto ciò che è lento è un ritardo e non tutto ciò che è veloce è un progresso.

Credo, infatti, che esistano congiunzioni che lavorano con il tempo, invisibili ma operose, capaci di rendere possibili al meglio certe nostre azioni. Non tutto può essere forzato, non tutto può essere anticipato. Alcune decisioni hanno bisogno di maturare, alcuni incontri di attendere, alcuni progetti di respirare.

La gatta frettolosa fa i gattini ciechi, dice il proverbio. E forse ci ricorda proprio questo: che la fretta non è sempre un passo avanti e che il tempo, quando gli concediamo fiducia, non è un nemico ma un alleato.

Per questo non rincorro il nuovo. Scelgo ciò che, per me, continua ad avere senso. E quando il senso c’è, non temo l’attesa: lascio che sia anche il tempo a fare la sua parte.

🌿 Pagina di Diario – La linfa della vitaIn questi giorni il giardino mi ha raccontato due storie diverse.La prima è quel...
25/05/2026

🌿 Pagina di Diario – La linfa della vita

In questi giorni il giardino mi ha raccontato due storie diverse.

La prima è quella della mia Tradescantia.

Per settimane l’ho vista soffrire sotto l’attacco dei parassiti. Le foglie perdevano vigore, il colore si spegneva poco a poco e la pianta sembrava aver dimenticato la propria bellezza.

Poi sono arrivati l’olio di neem, il sapone di Marsiglia, un po’ di pazienza e qualche cura costante.

E lei ha risposto.

Ha ripreso forza.

Ha ritrovato il colore.

Le foglie sono tornate turgide e luminose.

Non era morta.

Era soltanto in attesa di poter tornare a essere se stessa.

La seconda storia me l’ha raccontata la rosa bianca.

Ho tagliato i fiori ormai sfioriti, scendendo lungo lo stelo fino a una foglia vigorosa. Quei fiori erano stati bellissimi. Non li ho eliminati perché malati o sbagliati.

Avevano semplicemente concluso il loro tempo.

Eppure, proprio da quel taglio, la rosa ha iniziato a produrre nuova energia.

Nuove foglie.

Nuovi germogli.

Nuova linfa.

Nuovi fiori.

Guardandola ho pensato che la vita assomiglia più a una rosa che a una fotografia.

Non trattiene ciò che è stato.

Lo trasforma.

Forse è così anche per noi.

Le persone che abbiamo amato e che non sono più accanto a noi non vengono sostituite.

Non potrebbero esserlo.

Ma la linfa che ci hanno lasciato continua a scorrere.

Diventa una parola.

Una scelta.

Un gesto.

Una carezza.

Una forza che credevamo di non possedere.

E un giorno ci accorgiamo che proprio dal punto in cui il cuore era stato tagliato sta nascendo qualcosa di nuovo.

Diverso.

Ma non meno bello.

Perché la vita conosce un segreto che le piante non dimenticano mai:

quando qualcosa termina, la linfa continua il suo viaggio. 🌿💚

🌿 Pagina di Diario – Il giorno in cui mio padre non poté piùPer molto tempo ho creduto che mio padre potesse fare tutto....
25/05/2026

🌿 Pagina di Diario – Il giorno in cui mio padre non poté più

Per molto tempo ho creduto che mio padre potesse fare tutto.

Non era un supereroe. Non aveva mantelli né poteri speciali. Eppure, ai miei occhi, era qualcosa di molto vicino all’invincibilità.

Sapeva aggiustare le cose.
Sapeva trovare una soluzione.
Sapeva capire.
Sapeva fare.

Se c’era un problema, in qualche modo lui lo affrontava.
E se non lo affrontava, era perché lo aveva già risolto prima ancora che diventasse un problema.

Poi un giorno andai da lui.

Non ricordo nemmeno quale fosse la questione che mi preoccupava. Un problema quotidiano, una delle tante cose che allora mi sembravano enormi.

Glielo esposi aspettandomi ciò che avevo sempre ricevuto: una risposta, una direzione, una soluzione.

Lui mi guardò.

E disse:

— Cosa vuoi che faccia? Cosa posso farci io?

Rimasi senza fiato.

Fu come ricevere un pugno in pieno volto.

Non perché fosse stato duro.

Perché era la prima volta che non poteva salvarmi.

In quel momento vidi qualcosa che non avevo mai visto prima.

La sua stanchezza.

La sua tristezza.

Il peso che portava dentro.

Compresi che non era una montagna.

Era un uomo.

Un uomo che aveva combattuto molto.
Un uomo che era stanco.
Un uomo che non poteva più caricarsi anche il mio peso.

Sul momento soffrii.

Molto.

Ma col tempo capii che quel pugno nascondeva un dono.

Perché in quelle parole c’era un insegnamento che nessuna carezza avrebbe potuto trasmettere con la stessa forza:

“Bambina, devi imparare a cavartela da sola.”

Non ci sarà sempre qualcuno a risolvere i problemi.

Non ci sarà sempre qualcuno a indicare la strada.

Non ci sarà sempre qualcuno a proteggerti dalle conseguenze delle tue scelte.

Dovrai imparare a farlo tu.

E così è stato.

Molti anni dopo, guardandomi indietro, mi accorgo che quel giorno non fu il giorno in cui mio padre mi abbandonò.

Fu il giorno in cui mi consegnò le mie gambe.

E mi insegnò a camminare da sola. 🌿💚

🌿 La grazia ovunqueGuardavo la mia aloe.Quando quei lunghi steli sono comparsi al centro della pianta, ho pensato che fo...
25/05/2026

🌿 La grazia ovunque

Guardavo la mia aloe.

Quando quei lunghi steli sono comparsi al centro della pianta, ho pensato che fossero semplicemente fili d’erba, forse piccoli semi portati dal maestrale.

Poi hanno continuato a crescere.

A ergersi.

A ergersi ancora.

Ogni giorno un po’ di più.

Finché, quasi d’incanto, è arrivata la fioritura.

I fiori sono rimasti poco. Del resto, è ciò che fanno spesso i fiori più belli. Come le rose, come i mandorli, come tante meraviglie della natura: si mostrano per un momento e poi lasciano il posto a qualcos’altro.

Ora la fioritura sta passando.

Non è più ciò che era.

Non è ancora ciò che sarà.

Eppure è bellissima.

Perché la grazia non appartiene soltanto al fiore.

La grazia era già presente quando quegli steli sembravano erba.

Era presente mentre crescevano senza che io sapessi cosa stessero diventando.

Era presente nell’attesa.

Nella fioritura.

Ed è presente adesso, nella trasformazione.

Credo che la grazia sia ovunque.

Sempre.

Non nel tempo che passa, ma nell’energia che tutto prende, tutto alimenta, tutto trasforma.

La stessa energia che attraversa una pianta, una pietra, il vento, il mare, una persona.

La stessa energia che ci cambia senza mai smettere di essere vita.

Forse la grazia è proprio questo:

riconoscere la bellezza mentre cambia forma. 🌿

29/04/2026
Vivo in Paradiso!
29/04/2026

Vivo in Paradiso!

AMP Capo Spartivento - Comune di Domus De Maria

È come essere in attesa,pronta a cogliere,un po’ nella nebbia.Poi, improvvisamente, tutto scorre:il significato e il sen...
12/04/2026

È come essere in attesa,
pronta a cogliere,
un po’ nella nebbia.

Poi, improvvisamente, tutto scorre:
il significato e il senso,
la giusta essenza,
la corretta forma,
il fluire.

Il nettare di miele
che si deposita sul cuore,
il calore improvviso
che scalda le membra.

Lo sguardo
che mette a fuoco la forma.

La tela bianca
che si compone
di questo misterioso miraggio.

E diventa altro da te,
e con te comunica,
e lei ti dà,
e tu le dai.

Insieme,
in questa sinfonia
di gradazione,
di colore,
di intensità,

nasce una vita propria,
una vita propria.

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