23/07/2025
A raccontarlo sembra una favola.
Testimonianze di: Maria D'Amico, Rosaria De Sanctis, Angelo Maria Ferrante, Elvira Frasca,
mons. Filippo Frasca, Clara Larini e Silvana Sarandrea
raccolte da Mauro Ornero , Mauro Venzelini e Umberto de Sanctis.
2 Giugno 1944...oggi, la parola “miracolo”, così difficile da pronunciare a voi
uomini d’oggi tutti tecnologia e “credo solo a quello che vedo”, può sembrare una
parola grossa...una cosa difficile a credersi, specialmente quando tocca proprio noi,
le nostre famiglie, il nostro paese, la nostra casa. Si pensa sempre che tocchi ad altri,
lontani, chissà dove.
Fortunati loro, ma con che peso vivere...essere stati miracolati!
Quel giorno abbiamo avuto proprio paura...e dirlo oggi sembra tutto una favola.
S. Rocco a Collepardo c’è sempre stato, a memoria d’uomo, e come ci hanno
raccontato i nostri nonni e i loro padri.
La sua chiesetta posta all’ingresso del paese, vicino alla via che la maggior parte di
noi vecchi collepardesi faceva per tornare dalle campagne, dal bosco di Trisulti, dalla
valle del fiume e delle grotte. Erano i nostri luoghi di lavoro, come li chiamate oggi.
Dentro il piccolo povero edificio – ai nostri tempi si diceva “San Rocco è povero” e
così è stato sempre, come realmente era stato nella sua vita il Santo – c’erano delle
lampade ad olio, sempre accese, che illuminavano perpetuamente la vecchia statua in
cartapesta (stracci e un vecchio lenzuolo come mantello, in realtà).
L’olio non mancava mai. Ogni persona, ogni famiglia metteva la sua parte, anche se
la stagione era stata “magra” e poi scarseggiava in casa. Lo andavamo a prendere nei
frantoi del paese...e specialmente in quello in località “San Silvestro” che aveva un
pozzo interno che chiamavamo “gl’inferno”.
Era anche molto “conteso”: si pensava che fosse miracoloso, e più di una persona
dice di essere stata guarita passandolo sulla parte del corpo malata.
Si faceva la festa di San Rocco...Ma che festa!