Casa Litarà

Casa Litarà Casa Litarà, per sentirsi a casa lontano da casa.

Litarà in griko significa "dove domina la pietra ".In Casa Litarà la pietra leccese domina e nelle 4 camere incontra le altre tre materie : il legno, il ferro e la terracotta.

12/06/2026
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11/06/2026

Desidero condividere il racconto su Casa Litarà fatto da Giulia Credi che presenta la nostra realtà nella Newsletter del suo sito flaia.it, una collezione di strutture selezionate con cura da Giulia dopo averle personalmente vissute e aver scoperto l'anima di ogni luogo. Grazie Giulia Credi per la tua empatia e sensibilità.
"Oggi ti scrivo dalla Puglia e più precisamente dal Salento... anche se quando riceverai questa email sarò già in Valle d'Itria.
Qui le giornate scorrono veloci.
Ci sono paesi da scoprire, persone da incontrare, chilometri da percorrere e, come sempre, luoghi da osservare.
Anche quando non soggiorno in strutture Flaïa per lavoro, infatti, cerco sempre posti che sento affini al mio modo di viaggiare.
Luoghi che mi permettano di lavorare serenamente, di rallentare quando ne sento il bisogno e soprattutto di sentirmi a mio agio.
Perché quando si viaggia da soli, almeno per me, questo fa una grande differenza.
Ne parlavo proprio qualche giorno fa nelle stories di Instagram.
Un luogo può essere bellissimo.
Può avere una posizione perfetta, un arredamento impeccabile e fotografie capaci di conquistarti in pochi secondi.
Ma se poi non riesce a farti sentire bene, se manca quella sensazione difficile da spiegare che ti fa rilassare appena varchi il cancello, allora qualcosa si perde.
E forse è proprio questo il motivo per cui continuo a raccontare strutture e realtà che incontro durante i miei viaggi.
Non perché siano perfette.
Ma perché riescono a trasmettermi qualcosa.
Perché dietro quei muri ci sono persone.
Storie.
Scelte.
E quando le incontro sento il desiderio di condividerle con te.
Oggi, per esempio, voglio raccontarti una realtà che non fa parte della selezione Flaïa.
Eppure mentre ero lì continuavo a pensare che meritasse di essere raccontata.
Si trova alle porte di Cutrofiano, un piccolo paese dell'entroterra salentino. Una di quelle zone della Puglia che spesso restano in secondo piano rispetto alle località più famose sul mare, ma che custodiscono una bellezza più silenziosa e autentica.
Ad accogliere gli ospiti ci sono Giorgia e la sua mamma.
Quattro camere distribuite tra piano terra e primo piano, una piscina immersa nel verde e una casa che, prima ancora di essere una struttura ricettiva, continua a essere una casa vera.
Perché Giorgia qui vive. Ci vive tutto l'anno.
E questa è una di quelle cose che si percepiscono immediatamente.
La incontri mentre prepara la colazione, mentre sistema il giardino, mentre scambia due parole con gli ospiti.
C'è sempre. Ma nel modo giusto.
Con quella presenza discreta che non invade mai gli spazi, ma che ti fa sentire che, se hai bisogno di qualcosa, qualcuno c'è.
E oggi, in un mondo dove spesso l'ospitalità rischia di trasformarsi in qualcosa di automatico e impersonale, non è una cosa così scontata.
La casa che oggi ospita il B&B risale alla fine dell'Ottocento.
Apparteneva al proprietario dei campi di tabacco che un tempo occupavano il terreno antistante l'edificio e che oggi sono diventati il giardino.
Al piano terra vivevano le tabacchine.
Donne che lavoravano il tabacco e che hanno rappresentato per decenni una parte importante della storia di questo territorio.
Una delle stanze veniva utilizzata come deposito.
Un'altra come dormitorio e cucina.
Sotto la cucina è ancora presente la vecchia cisterna per la raccolta dell'acqua.
Il primo piano, invece, era il piano nobile.
La residenza del proprietario.
Ancora oggi le grandi volte a stella sovrastano gli ambienti principali e raccontano, silenziosamente, il passato di questa dimora.
Quando Giorgia ha deciso di recuperarla avrebbe potuto scegliere una strada più semplice.
Avrebbe potuto trasformarla in una struttura come tante altre
Invece ha deciso di partire dal territorio.
Dalla sua storia.
Dalle persone che ancora oggi lo abitano.
Così ha riportato alla luce le vecchie volte che nel tempo erano state nascoste.
Ha scelto materiali che appartengono a questa terra.
Ha coinvolto artigiani locali.
Ha cercato di fare in modo che ogni stanza raccontasse il Salento senza bisogno di parole.
La pietra leccese domina gli ambienti.
Ma non è mai sola.
Incontra il legno.
Il ferro.
La terracotta.
Le cementine realizzate a mano a Galatina.
Le lampade in terracotta prodotte proprio a Cutrofiano.
Le testate dei letti recuperate e restaurate oppure realizzate in legno d'ulivo.
I dipinti creati da un artista del paese che raccontano le tabacchine, gli ulivi e il lavoro che per anni ha caratterizzato queste campagne.
Ogni dettaglio sembra avere una radice.
Ed è una cosa che personalmente apprezzo sempre molto.
Perché quando viaggio non cerco luoghi che potrebbero trovarsi ovunque. Cerco luoghi che abbiano il coraggio di appartenere al posto in cui si trovano, proprio come Casa Litarà.
Anche il nome racconta qualcosa.
Litarà, in griko, significa "dove domina la pietra".
E in effetti basta guardarsi attorno per capire quanto la pietra faccia parte dell'identità di questo territorio.
La si ritrova nei muretti a secco.
Nei frantoi.
Nelle pajare disseminate nelle campagne.
Nei dolmen e nei menhir che da secoli abitano il paesaggio salentino.
Ma se devo essere sincera, la cosa che mi porterò a casa non è la pietra. Sono le persone.
È la colazione preparata da Giorgia ogni mattina.
Una colazione che nasce ancora prima di svegliarsi.
La sera precedente, infatti, manda un messaggio ai suoi ospiti chiedendo cosa desiderano trovare il giorno dopo.
Una cosa apparentemente semplice.
Ma che racconta molto del suo modo di accogliere.
Significa preparare solo ciò che serve.
Avere prodotti sempre freschi.
Rispettare i gusti di chi soggiorna lì.
Ed evitare inutili sprechi.
Una scelta che io apprezzo sempre tantissimo.
La mattina sul tavolo ho trovato una burratina che sto ancora sognando.
I gelsi raccolti dal suo albero.
Il pasticciotto di una pasticceria del centro di Cutrofiano.
Frutta fresca.
Prodotti del territorio.
Piccole cose che raccontano un luogo molto più di tante brochure.
E poi è arrivato Giosuè.
Uno dei due figli di Giorgia.
Cinque anni.
Una passione smisurata per la botanica.
Mi ha accompagnata in giardino raccontandomi nomi, curiosità e storie delle piante con una sicurezza che mi ha lasciata senza parole.
Ad ogni passo c'era qualcosa da scoprire.
Una foglia.
Un fiore.
Un frutto.
Un aneddoto.
A un certo punto mi sono resa conto che stavo imparando cose che non avevo mai sentito raccontare prima.
E che lui era felice di condividerle.
Alla fine della visita mi ha regalato un fiore.
Mi ha spiegato che lui regala un fiore a tutte le persone che incontra.
È il suo modo di accoglierle.
Il suo modo di dire "sono contento che tu sia qui".

E forse è proprio questo il ricordo che porterò con me quando lascerò il Salento. Perché alla fine sono sempre i gesti più semplici quelli che restano impressi più a lungo.
Non la camera più bella.
Non la piscina più grande.
Non il luogo più fotografato.
Ma una persona che ti dedica del tempo.
Una colazione pensata per te.
Un bambino che ti accompagna in giardino e ti regala un fiore.
Ed è anche per questo che oggi ho voluto raccontarti questa realtà.
Perché quando incontro persone che fanno le cose con il cuore, che custodiscono un luogo con cura e che accolgono gli ospiti con sincerità, sento che meritano comunque uno spazio qui".

Scopro, vivo e racconto strutture . Attraverso i miei cinque sensi vivo queste piccole realtà esaltando la loro anima e i loro valori, per poterle raccontare.

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