29/03/2026
La degustazione alla cieca è, senza dubbio, uno strumento estremamente potente. Ci permette di avvicinarci al vino liberi da preconcetti, senza farci influenzare da etichette, blasoni o dal costo della bottiglia.
Diventa ancora più interessante quando vogliamo concentrarci su elementi specifici: un territorio, un’esposizione, un’annata, un produttore. In questi casi, la degustazione alla cieca ci spinge — quasi ci costringe — a mettere in gioco i nostri sensi e il nostro ragionamento.
Allo stesso tempo, però, può anche aiutarci a fare una cosa molto più semplice: goderci davvero il calice che abbiamo davanti.
Detto questo, è giusto ricordare che anche la degustazione alla cieca ha i suoi limiti.
Questa degustazione, ad esempio, è stata fatta sì “alla cieca”… ma con una bussola: conoscevamo le otto bottiglie in gioco.
In altri contesti — tra amici o al ristorante — siamo spesso già orientati dallo stile della carta dei vini o dai gusti di chi ci accompagna. E, soprattutto, non dimentichiamo che non sempre e non tutti hanno voglia di affrontare una degustazione in modo analitico: il vino resta prima di tutto piacere, condivisione, leggerezza.
Il mio augurio della serata appena passata è stato quello di creare un’atmosfera divertente, stimolante e magari ma non necessariamente di confronto.
Lo studio e il ragionamento sul vino possono essere affascinanti, persino “scolastici” se vogliamo… ma non dovrebbero mai, in serate come questa, prendere il sopravvento sul piacere.