Appartamento Elena - Lucca

Appartamento Elena - Lucca Appartamento a 500 m dalle mura medievali di Lucca

23/08/2026

Inaugurazione del Luna Park 2026

02/02/2026

𝐃𝐚𝐥 𝟏 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝐚𝐥 𝟑𝟏 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 saremo aperti con il seguente orario:
lun – dom 09:30 – 17:30
ultimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura.

𝗖𝗵𝗶𝘂𝘀𝗶 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀.

Ogni sabato e la terza domenica del mese alle 12:00, visita guidata inclusa nel biglietto d'ingresso.

Vi aspettiamo!
www.puccinimuseum.org

19/03/2025

Il tesoro più prezioso di Lucca non si trova nei suoi musei o nelle chiese, ma si estende per 4,2 chilometri attorno alla città.

Le mura di Lucca sono tra le meglio conservate in Europa e, a differenza di tante altre città dove le fortificazioni sono state demolite, qui si sono trasformate in un meraviglioso parco sopraelevato.

Immaginate di passeggiare sopra la storia, su un percorso alberato dove una volta i soldati montavano guardia, e ora famiglie, runner e ciclisti godono di una vista privilegiata sulla città. È come un anello verde che abbraccia il centro storico, offrendo scorci che altrimenti sarebbero impossibili da ammirare.

Con i loro 4,2 chilometri di lunghezza e 12 metri di altezza, percorrerle interamente richiede circa un'ora a piedi, ma è tempo ben speso. Un gioiellino tutto italiano che dimostra come si possa preservare il passato integrandolo perfettamente nella vita quotidiana.

La prossima volta che visitate la Toscana, riservate almeno un paio d'ore per questa passeggiata sospesa tra passato e presente.

12/11/2024
08/11/2024
Le meravigliose storie della città di LuccaZita la vergine dei fioriNel XIII secolo viveva, in un paesino vicino a Lucca...
28/04/2024

Le meravigliose storie della città di Lucca
Zita la vergine dei fiori
Nel XIII secolo viveva, in un paesino vicino a Lucca, una famiglia numerosa e poverissima. Un giorno, la figlia maggiore , decise di lasciare la casa paterna e di recarsi a Lucca a servizio in modo da poter togliere ai genitori il peso di una bocca in più da sfamare ed al contempo potergli inviare periodicamente un po’ di soldi. A malincuore i genitori acconsentirono e così Zita lasciò il paese di Monsagrati per recarsi in città a sevizio dalla nobile famiglia Fatinelli proprietaria del grande palazzo che sorge presso la chiesa di S.Frediano.
All’inizio la fanciulla dovette subire le angherie degli altri servitori che la schernivano per i suoi modi semplici e grezzi da autentica campagnola, ma con la buona volontà e con il lavoro seppe farsi rispettare ed amare da tutti. La signora Fatinelli ebbe tanta stima di lei da affidargli la cura dei suoi figli più piccoli. Zita era estremamente religiosa e passava le sue giornate fra i lavori di casa e la preghiera. Fra i lavori che le erano affidati c’era anche quello che riguardava l’impasto e la cottura del pane che, a quei tempi, ogni famiglia faceva per sé cucinandolo nel grane forno di mattoni che ogni casa possedeva. Una mattina Zita, dopo aver accuratamente setacciato tutta la farina si recò nella chiesa di S.Frediano a pregare e lo fece così intensamente da non accorgersi del passare del tempo. Quando si accorse dell’ora tarda si rese conto che doveva ancora impastare la farina, farne dei pani e metterli a lievitare ed infine cuocerli: non avrebbe mai fatto in tempo! Corse in cucina e vide, con meraviglia, che la farina era stata impastata, i pani lievitati e pronti per essere infornati. Zita non capiva chi potesse aver fatto tutto quel lavoro quando, all’improvviso, sentì un coro di angeli ed essa comprese che erano stati loro a lavorare al suo posto mentre lei pregava il Signore.
Le strade di quei tempi erano frequentate da poveri e viandanti, molti dei quali erano pellegrini che percorrevano la Via Francigena, che cercavano aiuto e qualcosa da mangiare. Per aiutarli Zita era solita raccogliere gli avanzi di casa Fatinelli e di distribuirli a coloro che avevano fame. I poveri lo sapevano e ogni giorno aspettavano che la ragazza uscisse di casa con gli avanzi del pane che portava in strada avvolti nel suo ampio grembiule. La notizia giunse all’orecchio del padrone che non gradì affatto, per cui il giorno seguente si appostò in strada e quando Zita uscì con il suo grembiule pieno gli si avvicinò domandandogli : “Zita, cosa porti nel grembiule? Aprilo e fammi vedere!” Zita si sentì morire, conoscendo la tirchieria del suo padrone invocò Dio che l’aiutasse e rispose: “Nel mio grembiule ci sono solo fiori” e quando lo aprì comparvero veramente solo rose e tantissimi fiori. Dopo che il Fatinelli, scusatosi, era rientrato in casa con la coda fra le gambe per aver pensato male, Zita riaprì il grembiule e lo trovò miracolosamente pieno di panini appena usciti dal forno che potè distribuire ai suoi amati poveri. Finito di mangiare uno di essi disse: “Ho sete, avresti un po’ d’acqua?” Zita si recò al pozzo (quello che esiste ancora in Via Fontana) e vi immerse il secchio per poi offrirlo al povero. Con meraviglia il secchio era pieno di ottimo vino ed ogni volta che lo riempiva d’acqua questa si trasformava nuovamente in vino. Zita crebbe amata da tutti, la sua vita fu lunga e accompagnata da molti miracoli fino al momento in cui si concluse. Un giorno, era il 27 aprile del 1278, le campane della chiesa di S.Frediano si misero a suonare a festa con un suono così forte e melodioso che giunse agli orecchi di tutti gli abitanti di Lucca. La gente si chiedeva il perché di questo scampanio festoso ed il parroco corse a vedere chi suonava le campane senza che lui ne avesse dato l’ordine. Arrivato al campanile trovò la porticina chiusa a chiave e, una volta aperta, si accorse che dentro non c’era nessuno eppure le campane suonavano a distesa. Incredulo uscì dal campanile e proprio allora sentì la gente che urlava piangendo : “E’ morta Zita la domestica dei Fatinelli”. Allora comprese: nell’attimo in cui Zita aveva cessato di respirare le campane della chiesa avevano cominciato a suonare a festa per annunciare l’arrivo della santa in Paradiso. Il suo corpo, vestito di seta ed adornato di fiori, fu esposto nella chiesa di S.Frediano dove ancor oggi si conserva miracolosamente. Dell’antico paramento rimane oggi solo la cintura mentre l’abito le è stato fatto rifare dalla Duchessa Elisa Baciocchi nel 1822.
I lucchesi la venerarono come santa sin dai primissimi giorni dopo la sua morte ed il nobile Lando di Buonagiunta nel 1290 lasciava una somma di denaro da distribuirsi fra i poveri nel giorno della festa (27 aprile), nello Statuto del Comune di Lucca del 1308 viene definita Santa anche se per la chiesa si dovette attendere il 1519 quando il Pala Leone X concesse che nel giorno della Festa fosse celebrata una messa con l’ufficio del rito doppio. Lo stesso Dante Alighieri la ricordò nella Divina Commedia quando, parlando degli Anziani di Lucca, li definì “Gli Anziani di Santa Zita”.
Fu papa Innocenzo XIII che nel 1695 approvò il culto della Santa iscrivendone il nome nel martirologio romano.
Per tutti i motivi sopra descritti ogni anno il 27 aprile, sin da quel lontano 1279, le campane delle chiese lucchesi suonano a festa ed i fiori della primavera colorano le vie che videro i suoi miracoli.
Il popolo converge numeroso sulla città ammirando la tradizione del mercato dei Fiori dove i fedeli sono soliti acquistare mazzetti di fiori di campo da far benedire accostandoli al corpo della santa che è co-patrona della Diocesi di Lucca (assieme a S.Paolino) e Santa protettrice delle domestiche.
Massimo Baldocchi

Oggi si festeggia S. Zita ❤
27/04/2024

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I due premi Oscar in via Beccheria nel primo giorno di riprese del film di Peter Greenaway che parla di Lucca.

Indirizzo

Via Borgognoni 124
Lucca
55100

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