Gessy's

Gessy's L'appartamento è situato sulle colline lucchesi, infatti dista 10 km. Hotel/alloggio

a nord di Lucca, vicino alle più belle ville lucchesi e alla Via Francigena CIN: IT046017C2NUG5S42C

07/09/2026

La cultura e…la coltura del mitico fagiolo lucchese
LUCCA - La campagna lucchese si conferma una terra vocata all’agricoltura nel passato come nel presente alla coltivazione di tanta frutta e di tanti ortaggi. Tra i prodotti di una terra tanto rigogliosa spicca il fagiolo lucchese.
Siamo nella zona di sant’Alessio-Carignano dove opera l’azienda agricola Giovanni Simonetti che oltre a coltivare grano, farro e mais è specializzata nella coltivazione dei legumi: un aspetto che conferma l’antica tradizione del fagiolo lucchese. A maggio Noi Tv dedicò uno speciale alla semina e oggi a distanza di tre mesi è il momento della raccolta. Quello che vediamo è un ampio appezzamento dov’è stata seminata la varietà del fagiolo Cannellino; in altre aree è stato coltivato anche il famoso fagiolo rosso di Lucca. Il cannellino è un fagiolo bianco con buccia fine che lo rende particolarmente apprezzato in cucina. Questa poi è la macchina che provvede al taglio delle piantine e volendo può farlo su 6 solchi contemporaneamente. Segue la fase di raccolta e pulizia, compito svolto invece da un altro macchinario. E’ stata, e lo è ancora, un’ estate molto calda ma nonostante ciò il risultato è apprezzabile. Oltre a soddisfare il mercato locale, Simonetti metterà a disposizione per un marchio prestigioso della grossa distribuzione circa 150 quintali di fagioli cannellini. Va però aggiunto che oggi lavorare nel settore agricolo è sempre più complicato. Mettiamoci il caro-carburante, i cambiamenti climatici ma soprattutto la concorrenza dall’estero, dove si produce senza regole che tutelino la nostra salute. E’ anche per questo che dobbiamo elogiare chi ancora svolge il mestiere con passione e competenza.

07/09/2026

Che cosa potare a settembre e quali piante non bisogna toccare
Con la fine dell’estate arriva il momento di riordinare il giardino, ma le forbici vanno usate con prudenza. Siepi, rose rifiorenti e alcuni arbusti possono essere sistemati; ortensie, piante a fioritura primaverile e specie sensibili al freddo rischiano invece di essere danneggiate
Che cosa potare a settembre e quali piante non bisogna toccare
Settembre, con le giornate che si accorciano e le temperature che iniziano lentamente a scendere, invita a rimettere ordine in giardino. Rami secchi, siepi spettinate e fiori ormai appassiti possono far ve**re voglia di impugnare subito le forbici. Non tutte le piante, però, devono essere potate in questo periodo.
Un taglio eseguito nel momento sbagliato può eliminare le gemme della primavera successiva, favorire nuovi germogli destinati a essere danneggiati dal freddo oppure indebolire la pianta proprio mentre si prepara al riposo invernale. A settembre, quindi, la parola d'ordine è moderazione.
Verdure di settembre: cosa mettere nel carrello tra ultimi sapori estivi e primi ortaggi d’autunnoPomodori, peperoni e zucchine non sono ancora finiti, ma arrivano zucca, spinaci, porri e broccoli. Settembre è il mese in cui la spesa cambia stagione senza rinunciare ai colori dell’estate
Siepi, ma senza interventi drastici
Le siepi sempreverdi, come lauroceraso, ligustro, photinia ed eleagno, possono ricevere una leggera potatura di riordino. Si possono accorciare i getti cresciuti troppo durante l'estate e restituire una forma più regolare alla chioma.
È invece sconsigliato interve**re in profondità o eliminare grandi branche. Una potatura energica potrebbe stimolare la produzione di nuovi germogli teneri che, con l'arrivo delle prime notti fredde, avrebbero poche possibilità di irrobustirsi.
Anche bosso e altre siepi formali possono essere rifiniti, scegliendo preferibilmente una giornata asciutta e non troppo calda.
Rose rifiorenti, via i fiori appassiti
Le rose che continuano a fiorire fino all'autunno possono essere ripulite eliminando i fiori sfioriti, i rametti secchi e quelli particolarmente deboli. Questo intervento migliora l'aspetto della pianta e, se il clima rimane mite, può favorire una nuova fioritura.
Non è ancora il momento della vera potatura invernale. Tagli troppo decisi renderebbero la rosa più vulnerabile al freddo e alle malattie. È possibile anche eliminare i polloni che spuntano dalla base, soprattutto se nascono sotto il punto d'innesto.
Dagli orti dei monasteri alle antiche spezierie: per secoli monaci e frati hanno trasformato erbe, fiori e radici in tisane, sciroppi, unguenti profumati e preparazioni destinate alla cura e al benessereConoscere una pianta significava osservarla, seguirne la crescita, rispettarne i tempi e imparare a riconoscerne le caratteristiche. Era un sapere costruito giorno dopo giorno
Lavanda e aromatiche: soltanto una spuntatura
Dopo la fioritura, la lavanda può essere leggermente accorciata per mantenerla compatta. Bisogna però evitare di tagliare nella parte vecchia e legnosa, dalla quale la pianta fatica a produrre nuovi germogli.
La stessa prudenza vale per salvia, timo e rosmarino. Si possono eliminare le estremità rovinate e i fiori secchi, ma una potatura severa è rischiosa, specialmente nelle zone del Monferrato dove l'inverno può portare gelo e umidità persistente.
Lamponi e piccoli frutti
Nei lamponi che hanno già terminato la produzione si possono recidere alla base i tralci che hanno fruttificato, facilmente riconoscibili perché più scuri, secchi e legnosi. Devono invece essere conservati i nuovi getti verdi, destinati a produrre nella stagione successiva.
Anche ribes e uva spina possono essere ripuliti dai rami secchi, spezzati o malati, evitando tuttavia di modificare pesantemente la struttura della pianta.
Alberi da frutto: solo tagli necessari
A settembre si può interve**re con cautela su alcuni alberi da frutto, soprattutto dopo la raccolta, eliminando rami secchi, spezzati o chiaramente malati. Per ciliegio, albicocco, pesco e susino, eventuali piccoli tagli vanno eseguiti con tempo asciutto e con strumenti ben disinfettati.
Le grandi potature devono invece essere programmate valutando specie, clima e condizioni della pianta. Tagliare senza criterio può favorire infezioni e compromettere la produzione dell'anno seguente.
Le piante che non bisogna potare a settembre
Particolare attenzione meritano gli arbusti che fioriscono in primavera. Forsizia, lillà, azalea, rododendro, camelia e molte varietà di viburno hanno già iniziato a preparare le gemme che si apriranno dopo l'inverno. Potandoli ora si rischia di eliminare in anticipo gran parte della futura fioritura.
Anche l'ortensia più comune, la Hydrangea macrophylla, non dovrebbe essere tagliata drasticamente. Molte varietà fioriscono sui rami formati l'anno precedente. A settembre è meglio limitarsi a eliminare le parti secche o danneggiate, lasciando eventualmente i capolini sfioriti sulla pianta: oltre a essere decorativi durante l'inverno, proteggono in parte le gemme sottostanti.
Prudenza anche con magnolie, aceri ornamentali e alberi giovani. Se non ci sono rami pericolosi, malati o spezzati, è preferibile rimandare qualsiasi intervento importante.
Attenzione alle conifere
Tuie, cipressi e altre conifere possono essere appena rifinite, ma non devono essere tagliate fino al legno vecchio e privo di vegetazione. Molte di queste piante, infatti, non producono nuovi germogli dalle parti ormai spoglie: il rischio è lasciare antiestetici buchi marroni che potrebbero non richiudersi più.
Anche il tempo fa la differenza
La potatura non dovrebbe essere eseguita durante giornate piovose, molto umide o immediatamente prima di un brusco calo delle temperature. Le ferite provocate dai tagli hanno bisogno di asciugarsi e rimarginarsi. Umidità e attrezzi sporchi possono facilitare la diffusione di funghi e altre malattie.
Le lame devono essere affilate e disinfettate, soprattutto quando si passa da una pianta all'altra. I rami che presentano macchie, muffe o segni di infezione non dovrebbero essere lasciati a terra o inseriti nel compost domestico.
A settembre, dunque, più che una vera potatura serve una pulizia ragionata. Si eliminano il secco, le parti malate e ciò che disturba la forma della pianta, rimandando gli interventi più importanti al periodo adatto per ciascuna specie. In giardino, qualche volta, la scelta migliore è proprio saper tenere chiuse le forbici.

07/09/2026

Fermati un attimo
L’isola greca che offre colazione e alloggio gratis a chi si prende cura dei gatti randagi
Trascorrere un mese gratis su una splendida isola greca e in più essere circondati da gatti. Per alcuni sarebbe un sogno ad occhi aperti, invece è realtà. Ve ne avevamo già parlato, ma l’iniziativa è stata rinnovata anche quest’anno e dunque non possiamo esimerci da riproporvi l’esperienza. Ebbene, a Syros, una delle isole Cicladi, vivono oltre 3mila gatti randagi. Per aiutarli, l'organizzazione no profit Cat Syros offre a persone di tutto il mondo alloggio e colazione gratuita in cambio di alcune ore di volontariato in cui ci si prende cura dei mici. Il lavoro comprende diverse attività, dalle più semplici, come coccolare i gatti, nutrirli e pulire le lettiere, fino a mansioni che richiedono più attenzione, come somministrare medicinali o sistemare i loro rifugi. In cambio di cinque ore di lavoro al giorno, per sei giorni alla settimana, l’organizzazione mette a disposizione una camera privata all’interno di una casa condivisa con altri volontari e la colazione. Ci sono dei requisiti, ma la buona notizia è che non sono troppo stringenti. Oltre ad amare i gatti, occorre essere maggiorenni ed essere disponibili a trascorrere sull’isola almeno un mese. È anche richiesta una buona conoscenza dell’inglese, indispensabile per comunicare con il resto del team, e un’assicurazione internazionale. L’organizzazione consiglia inoltre di portare con sé vestiti che possano sporcarsi, crema solare e un cappello.
Lorenzo, l’autismo e il sogno del cinema: crea una T-shirt per finanziare il suo primo film ​​​​​​​
Lorenzo Giustini ha 19 anni, è di San Giustino Umbro ed è un designer creativo affetto da disturbo dello spettro autistico. Sul suo futuro ha le idee chiarissime: vuole fare il regista. Non a caso il suo idolo è Steven Spielberg e a lui si ispira nella speranza, un giorno, di girare film iconici come “E.T.” o “Lo Squalo”. La caparbietà e la passione hanno portato lorenzo a realizzare particolarissime t-shirt e metterle in vendita. L’obiettivo? Autofinanziare il suo primo film, che ha già un titolo e una trama definiti. In questa impresa, Lorenzo ha il totale sostegno non solo dei genitori Anna Maria e Luca, ma anche di due comunità, Città di Castello e San Giustino, con i rispettivi sindaci, Luca Secondi e Stefano Veschi, che hanno voluto rendere pubblica e promuovere la sua storia. "Lorenzo ha quasi 20 anni - racconta la mamma Anna Maria - e ha raggiunto traguardi straordinari acquisendo tantissime competenze.. Il progetto delle magliette griffate "è partito dalla sua creatività”, spiega ancora Anna Maria, che aggiunge: "Oggi le maglie si possono trovare sul suo sito che stiamo continuamente aggiornando. Io e il padre Luca come genitori di fronte a un desiderio così chiaro e ad un impegno così grande non potevamo fare altro che sostenerlo con tutte le nostre forze"
Invenzioni che fanno bene: un drone volante guidato dall’IA per salvare molte più vite in mare ​​​​​​​
Diciamoci la verità. L’intelligenza artificiale non ha una gran reputazione. Ormai, chi più chi meno, abbiamo cominciato ad utilizzarla tutti, eppure sono tanti i timori legati a questo tipo di innovazione. “Sfuggirà al nostro controllo” o “ci ruberà il lavoro”, si dice. E invece ci sono ambiti in cui l’IA, se ben usata, fare del bene e salvare la vita delle persone. Lo dimostra un esempio che arriva dalla Cina, dove c’è un drone concepito esclusivamente per salvare vite. Si chiama JX-6A Water Rescue Drone, ed è un salvagente volante. Una soluzione insospettatamente semplice a un problema apparentemente impossibile da risolvere, cioè come raggiungere un bagnante in difficoltà il più velocemente possibile. Pamela Anderson nella serie Baywatch usciva dalla torretta, prendeva il salvagente, attraversava la spiaggia correndo e poi nuotava tra le onde per raggiungere il malcapitato. Il salvagente volante, ancora in fase di test, viaggia alla velocità di 13 metri al secondo, aumentando in maniera considerevole le probabilità di successo nel recupero. Non c’è problema: il drone può effettuare più di un decollo e di un atterraggio per volta. Può portarne un secondo appeso. Insomma: il margine d’azione è larghissimo. E se grazie all’IA si riuscirà a salvare anche una sola vita in più, ecco che l’innovazione avrà mostrato il suo volto migliore

06/09/2026

Paolo Del Debbio torna a Lucca per presentare il suo libro
alle ore 21.00, nel giardino del Caffè delle Mura, Paolo Del Debbio torna nella sua Lucca per presentare il libro Siamo tutti filosofi senza saperlo. L’evento, a ingresso libero, si svolge in collaborazione con il Comune di Lucca.
Dopo un periodo di assenza dalla città delle Mura, Del Debbio incontra nuovamente il pubblico lucchese in una serata dedicata alla riflessione e al rapporto con le grandi domande della vita di tutti i giorni. Al centro dell’incontro ci sarà il volume nel quale il giornalista e conduttore televisivo parte da sei storie per affrontare alcune delle questioni più profonde che accompagnano l’esistenza di ciascuno di noi. Attraverso vicende concrete e il pensiero dei grandi filosofi, l’autore propone una riflessione sul significato delle nostre scelte, sul tempo e sulla coscienza.
La presentazione sarà anche l’occasione per un dialogo aperto con Del Debbio, che, partendo dai temi del libro, allargherà lo sguardo alle questioni che animano il dibattito pubblico di attualità. Una serata che segna il ritorno a Lucca di uno dei volti più conosciuti dell’informazione televisiva italiana, per incontrare il pubblico nel luogo da cui è partito.

06/09/2026

Alcuni viaggi rimangono nel cuore
Un giorno ti ritroverai a tavola con i tuoi amici o la tua famiglia, a sfogliare vecchie foto di viaggio. Qualcuno dirà: «Ti ricordi quando...» e tutti inizieranno a sorridere prima ancora che la storia sia finita.
I piani che facciamo oggi hanno la strana abitudine di trasformarsi nei ricordi più belli che avremo domani. Non ti resta che decidere dove inizierà la tua prossima storia.
Trascorrere un mese gratis su una splendida isola greca e in più essere circondati da gatti. Per alcuni sarebbe un sogno ad occhi aperti, invece è realtà. Ve ne avevamo già parlato, ma l’iniziativa è stata rinnovata anche quest’anno e dunque non possiamo esimerci da riproporvi l’esperienza. Ebbene, a Syros, una delle isole Cicladi, vivono oltre 3mila gatti randagi. Per aiutarli, l'organizzazione no profit Cat Syros offre a persone di tutto il mondo alloggio e colazione gratuita in cambio di alcune ore di volontariato in cui ci si prende cura dei mici. Il lavoro comprende diverse attività, dalle più semplici, come coccolare i gatti, nutrirli e pulire le lettiere, fino a mansioni che richiedono più attenzione, come somministrare medicinali o sistemare i loro rifugi. In cambio di cinque ore di lavoro al giorno, per sei giorni alla settimana, l’organizzazione mette a disposizione una camera privata all’interno di una casa condivisa con altri volontari e la colazione. Ci sono dei requisiti, ma la buona notizia è che non sono troppo stringenti. Oltre ad amare i gatti, occorre essere maggiorenni ed essere disponibili a trascorrere sull’isola almeno un mese. È anche richiesta una buona conoscenza dell’inglese, indispensabile per comunicare con il resto del team, e un’assicurazione internazionale. L’organizzazione consiglia inoltre di portare con sé vestiti che possano sporcarsi, crema solare e un cappello.
Lorenzo, l’autismo e il sogno del cinema: crea una T-shirt per finanziare il suo primo film ​​​​​​​
Lorenzo Giustini ha 19 anni, è di San Giustino Umbro ed è un designer creativo affetto da disturbo dello spettro autistico. Sul suo futuro ha le idee chiarissime: vuole fare il regista. Non a caso il suo idolo è Steven Spielberg e a lui si ispira nella speranza, un giorno, di girare film iconici come “E.T.” o “Lo Squalo”. La caparbietà e la passione hanno portato lorenzo a realizzare particolarissime t-shirt e metterle in vendita. Autofinanziare il suo primo film, che ha già un titolo e una trama definiti. In questa impresa, Lorenzo ha il totale sostegno non solo dei genitori Anna Maria e Luca, ma anche di due comunità, Città di Castello e San Giustino, con i rispettivi sindaci, Luca Secondi e Stefano Veschi, che hanno voluto rendere pubblica e promuovere la sua storia. "Lorenzo ha quasi 20 anni - racconta la mamma Anna Maria - e ha raggiunto traguardi straordinari acquisendo tantissime competenze. Ma alla domanda 'Lorenzo cosa farai da grande?' lui ha sempre risposto con assoluta certezza f'arò il regista'". Il progetto delle magliette griffate "è partito dalla sua creatività”, spiega ancora Anna Maria, che aggiunge: "Oggi le maglie si possono trovare sul suo sito che stiamo continuamente aggiornando. Io e il padre Luca come genitori di fronte a un desiderio così chiaro e ad un impegno così grande non potevamo fare altro che sostenerlo con tutte le nostre forze"
Invenzioni che fanno bene: un drone volante guidato dall’IA per salvare molte più vite in mare ​​​​​​​
Diciamoci la verità. L’intelligenza artificiale non ha una gran reputazione. Ormai, chi più chi meno, abbiamo cominciato ad utilizzarla tutti, eppure sono tanti i timori legati a questo tipo di innovazione. “Sfuggirà al nostro controllo” o “ci ruberà il lavoro”, si dice. E invece ci sono ambiti in cui l’IA, se ben usata, fare del bene e salvare la vita delle persone. Lo dimostra un esempio che arriva dalla Cina, dove c’è un drone concepito esclusivamente per salvare vite. Si chiama JX-6A Water Rescue Drone, ed è un salvagente volante. Una soluzione insospettatamente semplice a un problema apparentemente impossibile da risolvere, cioè come raggiungere un bagnante in difficoltà il più velocemente possibile. Pamela Anderson nella serie Baywatch usciva dalla torretta, prendeva il salvagente, attraversava la spiaggia correndo e poi nuotava tra le onde per raggiungere il malcapitato. Il salvagente volante, ancora in fase di test, viaggia alla velocità di 13 metri al secondo, aumentando in maniera considerevole le probabilità di successo nel recupero. Non c’è problema: il drone può effettuare più di un decollo e di un atterraggio per volta. Può portarne un secondo appeso. Insomma: il margine d’azione è larghissimo. E se grazie all’IA si riuscirà a salvare anche una sola vita in più, ecco che l’innovazione avrà mostrato il suo volto migliore

06/09/2026

Antonella Gabbriellini, l’eccellenza lucchese nel tiro a segno mondiale
TIRO A SEGNO - Nuovi prestigiosi traguardi internazionali arricchiscono la straordinaria carriera di Antonella Gabbriellini, ufficiale di gara di Lucca e figura di spicco nel panorama mondiale del tiro a segno.
Negli ultimi mesi, la Gabbriellini è stata chiamata a ricoprire ruoli di massima responsabilità in due dei più importanti eventi sportivi del calendario internazionale: i Campionati Europei Under 23 in Polonia e i Giochi del Mediterraneo 2026 svoltisi a Taranto.
Nelle prime settimane di agosto, Gabbriellini è stata impegnata in Polonia a Wrocław/Vlav, in occasione dei Campionati Europei Under 23. Convocata direttamente dalla ISSF, la federazione mondiale di tiro a segno, ha ricoperto il delicatissimo e prestigioso ruolo di Capo dell’Ufficio Controllo Armi ed Equipaggiamenti. In questa veste di giudice internazionale, ha coordinato con assoluto rigore le operazioni di verifica tecnica dei materiali, un settore cruciale per garantire la regolarità delle competizioni giovanili europee. Subito dopo l’esperienza polacca, Gabbriellini è stata convocata a Taranto per i Giochi del Mediterraneo 2026, una manifestazione di risonanza internazionale paragonabile a un’Olimpiade per i paesi del bacino mediterraneo, sempre all’interno dell’ufficio controllo armi ed equipaggiamenti. Nel rispetto dei regolamenti internazionali, che precludono al Paese ospitante la nomina dei capi settore – affidati in questo caso a una collega di nazionalità turca –, Antonella Gabbriellini ha fornito un contributo organizzativo e tecnico di altissimo profilo, confermando la sua autorevolezza anche nei contesti di massima pressione mediatica e sportiva.
Queste recenti convocazioni non fanno che confermare un curriculum senza eguali. Antonella Gabbriellini è una delle poche donne in Italia a essere giudice internazionale ISSF e a possedere tutte le licenze internazionali previste dalla federazione. Questo bagaglio tecnico le ha permesso in passato di distinguersi in eventi del calibro dei Mondiali del Cairo, dove ha operato come jury di pi***la per tutte le discipline e ha avuto l’onore di condurre come giudice in carica la finale di pi***la ad aria compressa donne a 10 metri.
Oltre ai meriti puramente tecnici, la figura di Antonella Gabbriellini rappresenta un esempio concreto di emancipazione e crescita della presenza femminile in settori tradizionalmente maschili. Come la stessa Gabbriellini ha sottolineato in occasione della sua esperienza mondiale al Cairo, l’incremento della partecipazione delle donne nei ruoli di direttori di tiro e commissari è un segnale forte e incoraggiante per l’intero movimento sportivo globale.

05/09/2026

Lucca, commercio in lutto: addio a Rita Del Mugnaio
Erede dello storico banco di dolciumi della famiglia Michelini: per decenni ha custodito e tramandato la tradizione del croccante e delle cialde nelle fiere e nelle festività lucchesi. Nel 2013 la Camera di Commercio le aveva conferito la medaglia per la fedeltà al lavoro
LUCCA. Il mondo dell’artigianato e del commercio tradizionale lucchese piange la scomparsa di Rita Del Mugnaio, figura di riferimento e simbolo di dedizione dello storico banco di dolciumi della famiglia Michelini. La sua scomparsa, avvenuta il giorno dopo il suo 81simo compleanno, priva il territorio di una straordinaria protagonista dell'imprenditoria locale e di una custode preziosa delle tradizioni dolciarie della città.
Figlia dei fondatori dell'attività, Giuseppe Del Mugnaio e Rosa Dinelli, Rita aveva ereditato una passione autentica per il lavoro artigianale.
Nel 1992 aveva rilevato ufficialmente l'attività del padre, prendendo la licenza e continuando a portare avanti la tradizione di famiglia al fianco del marito Gino Michelini.
Sotto la sua guida, l'attività ha affrontato con successo le fatiche e le sfide di un mestiere a contatto quotidiano con il pubblico, garantendo la produzione artigianale di specialità iconiche come il croccante e le cialde, immancabili protagoniste delle fiere e delle festività del Settembre Lucchese.
Il suo immenso apporto al settore è stato coronato nel 2013, anno in cui la Camera di Commercio di Lucca le ha conferito la prestigiosa medaglia per la fedeltà al lavoro, un riconoscimento che ha celebrato la sua eccezionale costanza, professionalità e lo spirito di sacrificio che l'ha sempre contraddistinta, diventando motivo di enorme orgoglio per tutta la famiglia.
In questo momento di profondo dolore, la Cna di Lucca, insieme a tutta la dirigenza e allo staff, si stringe con affetto e si unisce al dolore dei figli Daniele e Chiara e di tutta la famiglia.
Daniele Michelini, che oggi prosegue con orgoglio l'attività di famiglia tramandata di generazione in generazione, è un punto di riferimento per l'associazione, ricoprendo le cariche di vicepresidente provinciale di Cna Lucca e di presidente del settore commercio su aree pubbliche.
Con la scomparsa di Rita, Lucca perde un pezzo di storia della sua dolcezza tradizionale, ma il suo esempio di eccellenza artigiana e dedizione al lavoro continuerà a vivere attraverso l'impegno dei figli e il ricordo grato di tutta la comunità.
Il suo funerale è programmato per sabato 5 settembre alle 9 nella chiesa di Saltocchio.

05/09/2026

Ai nastri di partenza la nuova stagione di TFP Summit
È in programma per il prossimo 1° ottobre a Venezia la prima data della nuova stagione della nostra job fair dedicata al recruiting nel turismo e nell'ospitalità: tutte le informazioni per iscriversi, partecipare e sostenere con successo i colloqui di lavoro
È partito il conto alla rovescia in vista della ripresa di TFP Summit – Turismo Formazione Professioni, la nostra job fair dedicata all’incrocio tra domanda e offerta di lavoro nel settore dell’ospitalità e del turismo, alla formazione e al networking professionale. Il primo appuntamento della nuova stagione – che da qui al prossimo marzo conterà otto date in altrettante destinazioni italiane – è infatti per il prossimo 1° ottobre con TFP Summit Venezia.
Prepararsi ai colloqui di lavoro
Per la prima volta, dunque, la job fair farà tappa in Laguna, nella destinazione simbolo del turismo italiano. L’evento sarà ospitato dall‘Hotel Leonardo Royal Hotel Venice Mestre in via Ca’ Marcello 6, dalle 9 alle 17. Come sempre, nel corso della giornata i candidati avranno accesso libero alla job fair (previa iscrizione gratuita a questo link) per sostenete in loco il primo colloquio di lavoro con numerose aziende del turismo, dell’ospitalità e della ristorazione in cerca di personale. Sul sito di TFP Summit Venezia, a questo link, è già possibile visionare l’elenco delle aziende che parteciperanno – in costante aggiornamento – e, per ciascuna, il profilo della struttura e l’elenco delle figure ricercate. Un’opportunità per i candidati per arrivare ai colloqui di lavoro con tutte le informazioni necessarie, anche grazie alle guide alla job fair e al recruiting con tanti consigli utili per sostenere al meglio le selezioni, disponibili sempre sul sito di TFP Summit a questo link.
Formazione e networking
I colloqui di lavoro saranno affiancati da momenti dedicati alla formazione e al networking professionale, sempre ad accesso libero e gratuito. Due le sessioni già in programma, entrambe curate da Eduforma, società che si occupa di progettazione, commercializzazione, organizzazione, erogazione di interventi di formazione, informazione e orientamento professionale, con un focus specifico sul monitoraggio delle risorse umane presenti in azienda e specializzazione nel settore turistico. Il primo, tenuto da Sabrina Di Napoli, sarà dedicato alla formazione finanziata e alle opportunità collegate per le aziende alberghiere e del turismo. Il secondo, invece, a cura di Davide Pastore, affronterà un tema oggi cruciale per hotel e catene alberghiere, lato risorse umane, ma non solo: l’organizzazione aziendale con impiego dell’intelligenza artificiale.
Una stagione dedicata al recruiting
Quella di Venezia sarà solamente la prima data di un calendario mai così ricco per TFP Summit. Gli appuntamenti già in calendario per il 2026/2027 sono i seguenti:
20 ottobre, Firenze, Grand Hotel Baglioni
18 novembre, Napoli, Palazzo Caracciolo
27 gennaio, Milano, Hotel Melià
9 febbraio, Roma, Bettoja Hotel Massimo d’Azeglio
18 febbraio, Cagliari, Hotel Regina Margherita
4 marzo, Palermo, Hotel Mercure
16 marzo, Villa San Giovanni, Altafiumara Resort & SPA.
Per le aziende alberghiere e del turismo in cerca di talenti è già possibile prenotare il proprio posto per tutte le date. Anche per i candidati in cerca di lavoro è possibile sin da ora iscriversi a tutte le job fair.

05/09/2026

Piani: Prenotare un viaggio
Ciao,
mentre termina l'ennesima estate torrida, il mondo del vino continua a cercare contromisure per affrontare il cambiamento climatico. Fra tante difficoltà, ci sono anche buone notizie: le vigne italiane resistono al caldo meglio delle altre e nonostante una vendemmia complessa e rese ridotte, il prezzo dei vini italiani non aumenterà, anzi, è destinato a scendere. Vi spieghiamo perché.
Fra i territori che più subiscono le alte temperature c'è la Sicilia, dove la produzione di spumante, relativamente recente, sta raggiungendo livelli qualitativi importanti. E allora vi raccontiamo come si sta evolvendo il mondo delle bollicine siciliane, tra uve autoctone e promozione del territorio. Sempre in Sicilia, e più precisamente alle Eolie, si trova un'uva unica del suo genere, il Corinto Nero, cui abbiamo dedicato il focus di questo mese.
Con l'arrivo dell'autunno gli appuntamenti dedicati al vino si moltiplicano: per questo vi proponiamo otto eventi, il doppio del consueto, in cui assaggiare i vini autoctoni nella loro terra d'origine, unendo alle degustazioni l'opportunità di visitare borghi e terre di grande interesse storico e paesaggistico.
Una vendemmia anticipata
Quest'anno le temperature sopra la media stagionale e i prolungati periodi di siccità, dirette conseguenze del cambiamento climatico, hanno avuto come conseguenza due importanti cambiamenti nel mondo enologico, uno a breve e uno a lungo termine. Il primo è la vendemmia anticipata: quella del 2026 è stata la vendemmia più precoce della storia italiana in molte aree: in Franciacorta, nel Bresciano, la raccolta delle uve è iniziata addirittura il 30 luglio. In Piemonte, in particolare per quante riguarda le uve da spumante dell'Alta Langa e dell'Astigiano, nei primi giorni di agosto; e così pure in Irpinia e in Sicilia: nella parte occidentale dell'isola la raccolta è iniziata ad agosto. E nel nordest, in particolare in Veneto, si parla di una vendemmia anticipata di 10 giorni rispetto allo scorso anno.
Uve mature e foglie ingiallite: in molte regioni è stato necessario anticipare la vendemmia
Sempre come conseguenza della siccità, le rese si preannunciano inferiori alla scorsa annata (anche se la qualità è buona). Questo dato, assieme alla raccolta anticipata, porterebbe a pensare a un'impennata dei prezzi dei vini. E invece no.
Come è possibile? A causa delle giacenze. Secondo i dati del Ministero dell'Agricoltura, al 31 luglio erano presenti nelle cantine italiane 45,6 milioni di ettolitri di vino. Parliamo di un centinaio di bottiglie per ogni cittadino italiano, astemi inclusi, che il mercato deve progressivamente assorbire e che bilanceranno ampiamente i costi dell'ultima vendemmia. Questo dato non è legato al cambiamento climatico: la giacenza dell'ultimo anno è superiore solo del 7% a quella del 2024. Tutto dipende da uno squilibrio fra la produzione del territorio, che è sostanzialmente stabile, e la domanda dei mercati che, già inferiore alla produzione, negli ultimi anni è ulteriormente scesa. In sostanza, si produce molto più vino di quello che si riesce a vendere, anche con le vendemmie anticipate e le rese ridotte.
Se per i vini di fascia alta i prezzi dovrebbero restare sostanzialmente invariati, per le bottiglie in vendita nella grande distribuzione e i vini sfusi si prevede un calo di prezzo intorno al 10%: dal punto di vista dei consumatori, questa è una buona notizia.
Nella grande distribuzione saranno sempre più frequenti sconti e offerte speciali sulle bottiglie di vino
I vigneti italiani vanno in montagna
Ma c'è un'altra conseguenza del cambiamento climatico che inciderà sul lungo periodo sulla produzione di uve e di conseguenza di vino. Secondo una ricerca realizzata dall'Istituto nazionale francese della ricerca agronomica se, come previsto, entro il 2050 le temperature medie aumentassero di 2 gradi centigradi, il 56% delle attuali regioni vitivinicole nel mondo sarebbe a rischio estinzione. I paesi del Mediterraneo, tra cui l'Italia, sarebbero i più colpiti. Per fronteggiare la situazione, già oggi stiamo assistendo a una migrazione dei vigneti: in Europa, numerosi produttori hanno cominciato a investire in Svezia, Danimarca, Norvegia e nel Sud dell'Inghilterra, aree che prima non erano mai state considerate adatte alla viticoltura.
Vigneti in Sicilia, alle pendici dei Nebrodi
Non potendo emigrare, i vigneti italiani si stanno spostando sempre più in alto di quota, in montagna e in collina, alla ricerca di temperature più moderate. Esemplare è il caso del Piemonte: in pochi anni, i vigneti di Chardonnay e Pinot Nero, usati per lo spumante Alta Langa, si sono progressivamente spostati da 250 metri fino a 800-1.000 metri per preservare le loro caratteristiche organolettiche. Anche i vigneti siciliani si stanno spostando in altura: non solo sull'Etna, dove prima si concentravano tra i 400 e gli 800 metri e oggi superano i 1.000 metri; ma anche nella zona montuosa sopra Corleone, a circa 700 metri di altitudine, sulle Madonie e sui Nebrodi.
Sempre per contrastare le alte temperature, in molte aree, come nelle terre del Prosecco, si sta tornando a utilizzare le vigne a pergola: la copertura vegetale forma infatti una sorta di tetto per le uve a una certa distanza dal suolo per proteggerle dal sole e preservarne la freschezza e l'acidità.
Per proteggere le uve dal sole, molti viticultori tornano a utilizzare il pergolato
La buona notizia per l'Italia è che la biodiversità dei nostri vitigni potrebbe attenuare e addirittura dimezzare i danni delle regioni vitivinicole nel prossimo futuro. Questo perché i vitigni autoctoni sono più forti, più resistenti. Come spiega Attilio Scienza, uno dei più importanti studiosi di viticoltura a livello internazionale "i vitigni autoctoni, che sono frutto di un ciclo di selezione di alcune migliaia di anni, hanno attraversato fasi climatiche estreme e per questo hanno accumulato nel loro dna, per effetto di incroci spontanei e mutazioni, tratti genetici che consentono loro di superare condizioni climatiche davvero difficili".
Guida Vinibuoni d'Italia 2027
La guida ViniBuoni d'Italia Touring fin dalla sua nascita è dedicata ai vitigni autoctoni, espressione del territorio
I vitigni autoctoni - da oltre 25 anni protagonisti della guida ViniBuoni d'Italia, la cui edizione 2027 è in dirittura d'arrivo - non sono quindi solo importanti dal punto di vista culturale, perché preservano l'identità di un territorio attraverso la produzione di vini distintivi e radicati nella storia, ma possono diventare uno strumento fondamentale per contrastare le variazioni climatiche.
Come le bollicine stanno conquistando la Sicilia
Da diversi anni ormai la guida ViniBuoni d'Italia rivolge particolare attenzione agli spumanti con un capitolo dedicato alle migliori bottiglie metodo classico e con il premio Sparkling Star, atteso appuntamento che ogni anno a Vinitaly vede sfidarsi oltre 400 etichette di metodo classico e metodo Martinotti. A scegliere i vincitori è il pubblico che sempre più numeroso affolla lo stand di Enoteca Italia, organizzato dalla guida del Touring Club Italiano.
Oggi poi le bollicine stanno diventando volano di una nuova esperienza enoturistica. Pioniera è ancora una volta la Sicilia, che ha pubblicato il "Manifesto della rete delle bollicine italiane" in cui la produzione di spumante diventa una destinazione da esplorare nei suoi tesori enologici e paesaggistici. Il Manifesto individua e mappa gli itinerari negli areali enologici d'eccellenza, integrando i vitigni autoctoni con il mare, i siti archeologici, le città d'arte, i borghi, i parchi naturali e la gastronomia. L'intento dell'iniziativa, che condividiamo e sosteniamo, è quello di sviluppare percorsi enoturistici in una terra che custodisce patrimoni Unesco e luoghi di grande suggestione come l'Etna, la riserva dello Zingaro, la Valle dei Templi, Selinunte, Segesta, i borghi arabo-normanni e le città barocche del Val di Noto.
Secondo l'Osservatorio Irvo - Istituto Regionale dell'Olio e del Vino sono ben 140 le aziende siciliane produttrici di vini spumanti con 330 etichette sui mercati nazionali e internazionali. La produzione spumantistica siciliana è piccola, ma preziosa: conta l'1% del totale dei vini imbottigliati nell'isola, ma è in continua crescita. E sono proprio i vitigni autoctoni dell'isola alla base della spumantizzazione.
Le bollicine siciliane sono prodotte per il 54% seguendo il Metodo Martinotti (Charmat) e per il 46% seguendo il Metodo Classico. L'86% degli spumanti in Sicilia sono bianchi, il 14% sono rosati. Per denominazione, il 49,1% della produzione è a Igt Terre Siciliane, il 29,3% a Doc Sicilia e il 20,4% a Doc Etna; ma la Doc Etna è la più rilevante in termini di crescita: +20,4% nel 2025.
Nell'edizione 2027 della guida ViniBuoni d'Italia che verrà presentata come di consueto al Merano Wine Festival a inizio novembre, ci sono diverse bollicine siciliane che hanno ottenuto la Corona, massimo riconoscimento della guida, e tre in particolare sono entrate nei Top300: sono il Catarratto Brut Arya 2020 Sicilia Doc di Caruso&Minini, storica cantina di Marsala che produce da Catarratto in purezza un metodo classico di grande finezza; il Grillo Extra Brut 2020 Sicilia doc del Cristo di Campobello, nell'Agrigentino, un altro metodo classico da uve raccolte a mano per questa cantina che è una delle espressioni più autentiche del territorio; e il Sicilia Doc Brut di Feudo Disisa a Monreale (PA), un feudo di 400 ettari dove si produce vino d'eccellenza dal 1867.
Tra le altre cantine siciliane che producono bollicine di qualità vogliamo citare almeno Firriato, prestigiosa azienda con i vigneti e ospitalità ai piedi dell'Etna e nel Trapanese, che ha ottnuto una Corona per l'Etna Doc Brut Gaudensius Blanc de Noir 2020, e la valutazione immediatamente inferiore, 4 stelle, su ben tre etichette, tra cui un rosato.
Corinto Nero, il vino delle Eolie
Il Corinto Nero delle Eolie è un vitigno a bacca nera di antichissima origine mediterranea, diventato oggi il simbolo enologico a bacca rossa dell'arcipelago vulcanico siciliano. Il nome stesso svela la sua terra natale: proviene dall'antica città di Corinto, in Grecia, e si ritiene che sia stato introdotto nelle isole Eolie dai colonizzatori greci. Il naturalista latino Plinio il Vecchio lo menzionava nei suoi scritti definendolo "uva marina nera".
InVino Touring - I vigneti di Corinto Nero delle Tenuta di Castellaro a Lipari
I vigneti di Corinto Nero delle Tenuta di Castellaro a Lipari. Foto di Luca Bonora
Quest'uva è un miracolo della natura: molti dei suoi ceppi ad alberello, che affondando le radici nelle sabbie vulcaniche delle Eolie, sono sopravvissuti alla devastazione della fillossera. Il Corinto Nero ha una particolarità quasi unica nel mondo del vino: i suoi acini sono naturalmente senza semi. Anche per questa ragione per secoli la sua uva è stata essiccata per diventare uvetta da cucina, finché i viticoltori locali non hanno scommesso sulla sua vinificazione in purezza.
Proprio questa uvetta, assieme agli immancabili capperi, a pinoli e olive, zucchero e aceto è alla base di una delle ricette particolari dell'arcipelago, il coniglio all'eoliana. Un piatto di terra dolce e salato, come la vita su queste isole, che può essere meravigliosa, ma anche molto dura.
Essendo privo di vinaccioli, il vino Corinto Nero manca di tannicità e di asprezza e sprigiona una freschezza minerale, vulcanica. Al naso è un'esplosione di frutti di bosco scuri, pepe nero, liquirizia e cenni salmastri dovuti al vento marino.
Il Corinto Nero delle Tenuta di Castellaro, una delle espressioni più autentiche di questo vitigno eoliano. Foto Tenuta di Castellaro
Se il Corinto Nero è un antichissimo vitigno autoctono, il Porticello è uno dei vini bianchi più celebri delle Eolie (nonché uno dei fiori all'occhiello dalla Tenuta di Castellaro, un'oasi di tranquillità tra i vigneti sul versante nord dell'isola). Prende il nome dall'omonima spiaggia di Lipari, famosa per le sue distese di pietra bianca. È un blend delle storiche varietà del territorio, che unisce la verticalità acida del Carricante, l'aromaticità floreale del Moscato Bianco e la ricchezza della Malvasia. Al naso offre profumi freschi ed erbacei, cenni di mela verde, iodio e agrumi. La dolcezza agrumata iniziale è bilanciata da una sapidità quasi salina, che pulisce la bocca. Perché alle Eolie anche i vini sanno di mare.
Gli appuntamenti del vino di settembre
Con l'arrivo dell'autunno gli appuntamenti dedicati al vino si moltiplicano: come di consueto, vi proponiamo una selezione di quelli che sono secondo noi gli eventi più interessanti per assaggiare i vini autoctoni nel loro territorio d'origine, unendo alle degustazioni l'opportunità di visitare borghi e terre di grande interesse storico e paesaggistico.
ViniMilo
Fino al 13 settembre, Milo
Ai piedi del vulcano, il piccolo borgo montano ospita da oltre 40 anni la manifestazione più antica della regione dedicata ai vini dell'Etna. Giunta alla 46ª edizione, ViniMilo celebra il patrimonio vitivinicolo etneo attraverso degustazioni, incontri, masterclass, cultura, musica e momenti di convivialità. Al centro della manifestazione i vini dell'Etna, con particolare attenzione all'Etna Bianco Superiore Doc, espressione identitaria del territorio. In piazza Belvedere e nel centro storico saranno presenti oltre 20 cantine del territorio, tra cui le storiche Barone di Villagrande, Benanti, Cantina Maugeri.
10-13 settembre, Greve in Chianti
Expo Chianti Classico
Organizzata dal Comune di Greve in Chianti a partire dagli anni Settanta, è l'unica che porta in piazza i produttori di tutti i Comuni del Chianti Classico. Per questa 54° edizione, in piazza Matteotti oltre 50 cantine presentano le etichette storiche del Chianti Classico. Banchi di assaggio e vendita, masterclass e numerosi eventi collaterali: mostre fotografiche, artigianato, spettacoli musicali. Da vedere in paese anche il Museo del Vino.
11-20 settembre, Asti
Douja d'Or
In dialetto piemontese è la brocca che un tempo si usava per conservare e servire il vino. Da quasi sessant'anni ad Asti Douja d'or è l'evento dedicato ai vini della città, del Monferrato e del Piemonte, protagonisti di 10 giorni di degustazioni, talk, masterclass, incontri. L'edizione 2026 sarà un'edizione diffusa, che coinvolgerà le piazze e le vie del centro storico di Asti, con il Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato ospitato a Palazzo Alfieri e oltre 400 etichette da tutto il Piemonte nello spazio allestito in piazza San secondo. Ampio spazio a Moscato d'Asti e Brachetto, ma anche a eccellenze regionali come il vermouth e la grappa di Barolo.
18-20 settembre, Lombardia
Festival Franciacorta in Cantina
Tre giorni per scoprire la denominazione geografica tra Brescia e il Lago d'Iseo dove nasce uno dei migliori spumanti italiani metodo classico. Una ventina i Comuni coinvolti che ospitano visite e degustazioni in cantina, eventi all'aperto ma anche visite guidate a castelli, monasteri e dimore storiche della zona; non mancano mostre tematiche e musica dal vivo.
Festa del Vino del Monferrato
18-20 settembre e 25-27 settembre, Casale Monferrato
65° edizione per la grande rassegna enologica che anima di fatto tutto il mese di settembre e culmina nei due finesettimana dedicati alle cucine in piazza che celebrano i sapori e i vini tipici del territorio monferrino: una trentina di proloco del territorio preparano le ricette tradizionali, in un grande ristorante all'aperto. Cuore della manifestazione piazza Castello, che ospita i banchi di assaggio di trenta produttori locali: tra i vini presenti la Barbera del Monferrato, i rossi Grignolino e Rubino di Cantavenna, i bianchi Cortese e Moscato d'Asti.
Gustus - Vini e Sapori di Vicenza
19-20 settembre, Vicenza
Sabato 19 e domenica 20 settembre il Conservatorio di Musica Arrigo Pedrollo ospita la 16a edizione di Gustus - Vini e Sapori di Vicenza, l'appuntamento dedicato alle DOC Colli Berici, Vicenza e Gambellara. Oltre 30 aziende vitivinicole presenteranno al pubblico più di 120 etichette, in un percorso che unisce degustazione, gastronomia locale e valorizzazione del patrimonio artistico cittadino. Gustus propone un itinerario tra vitigni autoctoni e interpretazioni internazionali, dal carattere distintivo di Tai Rosso e Garganega all'eleganza di Pinot Bianco e Sauvignon; naturalmente, vista la sede che ospita l'evento, non mancheranno eventi musicali di ampio respiro.
1-4 ottobre, Val di Cembra
DoloViniMiti, Festival dei vini verticali
Una quattro giorni per scoprire la Valle di Cembra, nel Trentino orientale, il suo territorio, le sue storie e tradizioni ma soprattutto i suoi vini, definiti verticali perché nascono da appezzamenti che raggiungono il 40% di pendenza. Per la quarta edizione il festival accende i riflettori su uno degli elementi che più raccontano questo paesaggio, ovvero i muretti a secco: 700 chilometri che sorreggono 700 ettari di vigneti terrazzati coltivati a Müller Thurgau, Chardonnay, Pinot Nero, Riesling, Kerner e Schiava, vitigno storico di questa terra. Ci sarà spazio anche per la grappa, altro prodotto tradizionale del territorio. Performance e degustazione si intrecciano anche in una serata nel paese di Faver, con uno spettacolo itinerante - calice alla mano - tra vie, piazzette e porticati tra i murales e gli affreschi del borgo.
4-5 ottobre, Bologna
Champagne Experience
Chiudiamo con un appuntamento che non riguarda i vini autoctoni italiani, ma sicuramente susciterà l'interesse degli appassionati: il padiglione 18 di BolognaFiere ospita la 9ª edizione dell'evento diventato ormai un punto di riferimento per gli amanti del metodo classico francese. Partecipano 125 fra aziende e maison produttrici; oltre 700 le etichette in degustazione suddivise per aree geografiche

Indirizzo

Via Della Ruga 167 Sesto Di Moriano
Lucca
55100

Sito Web

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