Hotel Casino Ridola

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La residenza d’epoca “Ridola” è stata edificata nel 1872 da Leonardo Ridola, fratello del senatore Domenico – appassionato archeologo di cui il Museo Nazionale di Matera porta il nome. I Ridola erano una famiglia gentilizia che, al pari delle altre casate materane, nel periodo che va dall’Unità d’Italia agli inizi del ‘900, insediarono nei loro possedimenti di campagna una serie di dimore, dette a

nche “casini”, in una rinomata zona a sud a ridosso della cinta muraria della città, la “Regione Poliero”, da cui da sempre provengono benefiche correnti d’aria dal Mar Jonio. Leonardo Ridola era un valente architetto, ed edificando la sua residenza di campagna volle curarne personalmente l’impianto con gusto e senso pratico, al fine di adeguarla perfettamente alle proprie necessità abitative. Della dimora i Ridola occupavano nei mesi più caldi la parte superiore, affidandone il piano terra al fattore che invece vi soggiornava per tutto l’anno. Nel 1900, Leonardo trasferì la proprietà dell'immobile a suo figlio Gregorio, appassionato di pubblica illuminazione, che vi insediò lo “Studio tecnico elettro-industriale G. Durante il secondo conflitto bellico, diventò sede della vedetta marina, per il controllo della costa jonica. Passarono gli anni, e nel 1952 i Ridola affidarono il villino ad una famiglia amica, riservandosene l’uso nei mesi estivi: intanto il mobilio fu trasferito nell’abitazione principale di Via Duomo. Nel 2003, infine, l'edificio è stato venduto dalla famiglia Ridola agli attuali proprietari. Cosimo Dell’Acqua, architetto materano, e sua moglie Lucia, hanno amorevolmente adottato il palazzotto, sottoponendolo ad un lunghissimo intervento di restauro, durato due anni, inteso a ripristinarne fedelmente tutte le qualità originarie. Alla base dei lavori, una certosina ricerca storica ed il recupero di tutti quegli elementi la cui integrità non fosse stata irrimediabilmente compromessa dall’usura del tempo. Alcuni dei mobili originari sono stati acquistati e restaurati, ed il vetusto orologio solare, che scandiva il tempo nel 1900, ha rivisto la luce di cui oggi proietta decorosamente l’ombra. Alla fine dei lavori, l'immobile è tornato al suo antico splendore, e la famiglia Dell’Acqua, trasferendovisi per farne la propria dimora, ha deciso di rendere la stessa parte superiore che fu alloggio estivo dei Ridola, una prestigiosa residenza d’epoca, a disposizione degli ospiti.

Indirizzo

Via Marcello Morelli 13
Matera
75100

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Hotel, Residenza d’epoca a 4 stelle

La residenza d’epoca “Ridola” è stata edificata nel 1872 da Leonardo Ridola, fratello del senatore Domenico – appassionato archeologo di cui il Museo Nazionale di Matera porta il nome. I Ridola erano una famiglia gentilizia che, al pari delle altre casate materane, nel periodo che va dall’Unità d’Italia agli inizi del ‘900, insediarono nei loro possedimenti di campagna una serie di dimore, dette anche “casini”, in una rinomata zona a sud a ridosso della cinta muraria della città, la “Regione Poliero”, da cui da sempre provengono benefiche correnti d’aria dal Mar Jonio. Leonardo Ridola era un valente architetto, ed edificando la sua residenza di campagna volle curarne personalmente l’impianto con gusto e senso pratico, al fine di adeguarla perfettamente alle proprie necessità abitative. Della dimora i Ridola occupavano nei mesi più caldi la parte superiore, affidandone il piano terra al fattore che invece vi soggiornava per tutto l’anno. Nel 1900, Leonardo trasferì la proprietà dell'immobile a suo figlio Gregorio, appassionato di pubblica illuminazione, che vi insediò lo “Studio tecnico elettro-industriale G. Ridola”. Durante il secondo conflitto bellico, diventò sede della vedetta marina, per il controllo della costa jonica. Passarono gli anni, e nel 1952 i Ridola affidarono il villino ad una famiglia amica, riservandosene l’uso nei mesi estivi: intanto il mobilio fu trasferito nell’abitazione principale di Via Duomo. Nel 2003, infine, l'edificio è stato venduto dalla famiglia Ridola agli attuali proprietari. Cosimo Dell’Acqua, architetto materano, e sua moglie Lucia, hanno amorevolmente adottato il palazzotto, sottoponendolo ad un lunghissimo intervento di restauro, durato due anni, inteso a ripristinarne fedelmente tutte le qualità originarie. Alla base dei lavori, una certosina ricerca storica ed il recupero di tutti quegli elementi la cui integrità non fosse stata irrimediabilmente compromessa dall’usura del tempo. Alcuni dei mobili originari sono stati acquistati e restaurati, ed il vetusto orologio solare, che scandiva il tempo nel 1900, ha rivisto la luce di cui oggi proietta decorosamente l’ombra. Alla fine dei lavori, l'immobile è tornato al suo antico splendore, e la famiglia Dell’Acqua, trasferendovisi per farne la propria dimora, ha deciso di rendere la stessa parte superiore che fu alloggio estivo dei Ridola, una prestigiosa residenza d’epoca, a disposizione degli ospiti.