16/06/2026
Esistono due Italie.
Una è già dentro l’immaginario internazionale. È fotografata, cercata, prenotata, attraversata ogni giorno da milioni di viaggiatori.
L’altra è molto più grande. È fatta di città medie, paesi, cammini, borghi, comunità locali e territori che spesso restano fuori dal racconto globale.
Quando abbiamo iniziato a lavorare su questa visione, il dato era chiarissimo.
Circa il 70% dei viaggiatori internazionali si concentrava sull’1% del territorio italiano.
Il vero potenziale dell’Italia è nel 99% del Paese che deve ancora trovare spazio nella percezione internazionale.
Secondo OpenEconomics, lavorare sulla promozione del resto d’Italia potrebbe generare oltre 85 miliardi di euro di sviluppo e incidere fino al 4,5% sul PIL.
E soprattutto, questo modello sta già funzionando.
Nel Nord Sardegna, tra il 2023 e il 2025, nei due aeroporti di Olbia e Alghero, i passeggeri esteri sono cresciuti di circa il 34%.
A Genova, a febbraio 2026, le presenze sono cresciute del 14,33% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
La Via Francigena, nel 2025, ha registrato un aumento del 35,95% delle credenziali distribuite rispetto all’anno precedente.
Ragusa ha registrato una crescita del 21,5% dei pernottamenti stranieri.
Castelsaraceno, dopo alcuni anni di flessione, sta tornando a registrare segnali di crescita negli arrivi.
Tropea è diventata una locomotiva della Calabria.
Arezzo cresce più velocemente di Firenze.
L’Aquila sta costruendo un percorso in cui la cultura diventa ecosistema di rilancio.
In tutti questi esempi, come Visit Italy, abbiamo l’onore di essere parte attiva di questa trasformazione.
Oggi lavoriamo con oltre 50 piccole e medie destinazioni italiane che appartengono a quel 99% del Paese rimasto troppo a lungo fuori dal racconto internazionale.
Lo facciamo insieme ai territori, alle amministrazioni, agli operatori, alle comunità locali e al nostro team.
Perché il turismo del futuro non può dipendere solo dai luoghi già sotto pressione.
Deve imparare a distribuire valore e attenzione.
È anche per questo che in Visit Italy ci svegliamo ogni mattina.
Per raccontare l’Italia che il mondo conosce già.
Ma soprattutto per dare spazio a quella che merita ancora di essere scoperta.
👉 Ne ho scritto in un nuovo articolo, dove racconto perché questo modello sta già funzionando: https://www.marketing-italia.eu/blog/turismo/il-99-italia-che-puo-cambiare-il-futuro-del-turismo/
_________________________________
Mi chiamo Ruben Santopietro e dal 2016 guido Visit Italy, la piattaforma culturale indipendente che racconta l’Italia lontano dai riflettori.
Qui parlo di turismo, delle sue trasformazioni e del percorso di un’impresa che cresce insieme ai territori a cui dà voce.