03/11/2025
Non me ne sono accorta.
Forse è stato un vissuto oggettivo, ma non soggettivo.
Non c’ero e dunque non ho vissuto.
A volte si vivono intere vite senza esserci.
Patrizia Cavalli
Ogni essere umano nasce per un fine, per vedere profondamente in se stesso, per trarre da sé qualcosa che è il motivo per cui è venuto a nascere, per capire il mistero e il significato della propria esistenza.
Se si sanno leggere bene gli eventi che ci accadono, possiamo arrivare a rispondere alle grandi domande esistenziali: Chi sono? Perché sono qui? Perché mi sono accadute certe cose? Dove vado? Quale è il significato della mia vita?
Finché non avremo intravisto la risposta, continueremo a vivere come sonnambuli, mai totalmente svegli alla vita, mai incentrati sul nostro essenziale Sé.
Non intravedere il nostro perché fondamentale può essere causa di sofferenza, apatia, inquietudine, irrequietezza, scontento, malattia, addirittura pericolo di morte.
La vita ci richiama col dolore alla parte più profonda di noi stessi. Il dolore fisico o psichico è un campanello d'allarme che dice: "Cerca il tuo perché. Cerca il motivo per cui sei venuto al mondo".
Ci sono persone che fuggono tutta la vita in cerca di luoghi lontani, di altri amori, altri lavori, altre possibilità, in una pulsione infinita, sempre altrove, sempre in fuga da sé stessi, quando il luogo dove dovrebbero andare è il loro cuore.
Jung chiama questo "principio di individuazione", scoprire chi siamo e perché siamo al mondo, individuarci, scoprire il segreto e lo scopo della nostra esistenza.
Purtroppo, dice sempre Jung, la maggior parte delle persone arriva alla morte senza mai scoprirlo.
Viviana Vivarelli "Oltre"
Disegni dei pazienti di Jung