01/09/2025
Se non sai quello che prenoti, il problema sei te
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L'Orestes Hütte nasce dal sogno di due montanari (e grandi alpinisti) nati e cresciuti a Gressoney negli anni '40. Il racconto di Emil Squinobal: "Tutto è partito da una promessa fatta a zio Oreste sul letto di morte. Oggi il rifugio intitolato a suo nome è realtà. La particolarità? Offre solo cucina vegana: alcuni apprezzano, altri capiscono, ma non manca chi si lamenta o preferisce tornare a valle a pancia vuota".
"Già negli anni antecedenti alla scelta molti degli escursionisti che venivano da noi lo facevano perché si erano innamorati delle nostre focacce o zuppe e ora vengono ancora più volentieri. Abbiamo mantenuto la nostra clientela alla quale si sono aggiunte molte persone che, anche se inizialmente scettiche, si ricredono e poi tornano, entusiaste dell'esperienza".
"Quando abbiamo deciso di diventare un rifugio vegano anche nostro padre, oggi 80enne, era scettico: ora invece fa yoga - racconta con un sorriso - pratica che tra l'altro 'si accompagna' molto bene con i movimenti delicati dell'arrampicata o con quella lentezza che dovrebbe sposarsi con l'andare montagna - conclude Emil -. In questi anni ne sono successe davvero di ogni, ma siamo felici di quello che abbiamo costruito. Il ricordo più bello? Portare la nostra nonna materna in rifugio a 92 anni dopo una vita trascorsa a valle: è stata una grande emozione".
👉 Leggi l’articolo completo sul sito, nel blog "STORIE DAI RIFUGI" (qui il link: https://tinyurl.com/4pyrmhe5) e segui L'Altramontagna per conoscere notizie e approfondimenti dalle Terre Alte