12/09/2026
Ogni anno verso fine luglio facciamo una scelta etica, sostenibile ma anche indispensabile. Diamo una sforbiciata ai fiori recisi, allentiamo l'annaffiatura e li lasciamo in una breve stasi vegetativa fino al calare delle temperature da fine agosto in poi.
Quest'anno il calo delle temperature ha coinciso con una serie di temporali + downburst ( l'ultimo abbastanza devastante mercoledi pomeriggio) che hanno distrutto molte delle fioriture ♡ (pausa heartbreak)
Questo il raccolto di stamattina in termini di rami spezzati e/o distrutti e passeremo il resto della giornata a ripulire ♡
Ma questo è anche nulla in confronto ai danni subiti da altre farm piccole e grandi di tutta l' Italia. I contadini si rimboccano le mani e ripartono, assieme alla natura volenterosa. Ma un pensiero e una riflessione sono obbligatorie. Quanto ancora ci vorrà prima che, proprio come società, ci mettiamo a parlare di imprevedibilitá climatica? Di creare resilienza dei nostri sistemi agricoli ed ambientali? Dobbiamo aspettare davvero che manchi cibo nei supermercati prima che convinciamo tutti ad abbracciare metodi di agricoltura (e stili di vita) rigenerativi e che siano da scudo e cuscino all' imprevedibilitá che stiamo vivendo?