Casale Hortensiae

Casale Hortensiae A due passi dalla civilizzazione, un territorio salvaguardato, per chi non mangia nessuno….
:)

10/06/2026

Quando uscì dai cancelli della fabbrica, sembrava davvero troppo piccola per cambiare qualcosa. Eppure, la Fiat 500 cambiò l’Italia.

Era il 4 luglio 1957. L’aria profumava di speranza: il Paese si stava rialzando, pronto a ricostruire il proprio futuro. Dentro la Fiat, un uomo osservava con orgoglio la sua creatura: Dante Giacosa. Da anni lavorava a un sogno, rendere l’auto accessibile a tutti, non più solo un privilegio per pochi.

Fino ad allora, avere una macchina era un lusso irraggiungibile per la maggior parte degli italiani. Olivetti aveva portato le parole nelle case, Bialetti il caffè nelle cucine. Ora serviva qualcuno che portasse la libertà in ogni famiglia.

La 500 era piccola, economica, geniale. Due porte, motore posteriore, consumi bassissimi. Perfetta per i parcheggi stretti, le strade di paese, i cuori delle persone.

All’inizio qualcuno la guardava con diffidenza: troppo spartana, troppo semplice. Ma poi arrivò la seconda versione, con i finestrini apribili, il tetto in tela, più comfort. E da lì, il boom.

Negli anni Sessanta la 500 era ovunque: la prima auto di fidanzati, operai, studenti. Simbolo di giovinezza, spensieratezza, ripartenza.

Era il tempo dei juke-box, delle vacanze al mare, dei film in bianco e nero. E in quasi ogni scena, una 500 parcheggiata da qualche parte.

Per Giacosa non era solo ingegneria: era un gesto politico, culturale. Regalare quattro ruote a chi aveva solo le scarpe. Offrire autonomia, mobilità, futuro.

Alla fine degli anni ’70, più di 4 milioni di 500 sfrecciavano per le strade. Piccola, rumorosa, ma amata come poche altre cose al mondo.

Oggi la 500 è un’icona, esposta nei musei, reinventata nel design. Ma quella vera, la prima, resiste ancora nei garage, nei raduni, nei ricordi di chi ha imparato a guidare stringendo quel volante minuscolo.

Perché la Fiat 500 non era solo una macchina. Era il primo passo verso un’Italia più libera.

E su quei sedili stretti, tra borse della spesa e sogni più grandi del bagagliaio, l’Italia imparò a correre.

A volte, sono proprio le cose più piccole a insegnarci che il cambiamento parte da un gesto semplice, da un sogno che sembra minuscolo ma che, chilometro dopo chilometro, può portare un intero Paese lontano.

09/06/2026

Al Casale cerchiamo di non sprecare nulla. 🌿

Anche l’acqua del tè o delle tisane può avere una seconda vita.

Quando è ancora buona e profumata, la utilizziamo per allungare un sugo, una zuppa o una preparazione in cucina.

Sono piccoli gesti che non cambiano il mondo da soli, ma cambiano il nostro modo di guardare ciò che abbiamo davanti.

Perché spesso il valore delle cose non finisce quando pensiamo che sia finito.

At the Casale, we try not to waste anything. 🌿

Even the water from tea or herbal infusions can have a second life.

When it still carries its aromas, we use it to enrich sauces, soups, and simple recipes.

These are small gestures that may not change the world on their own, but they change the way we look at what we already have.

Because the value of things often lasts longer than we think.





27/05/2026

⭐⭐⭐ Arnold Ehret – Una dieta alcalinizzante è la chiave della guarigione

Arnold Ehret più di cento anni fa guarì migliaia di pazienti ritenuti incurabili per la medicina semplicemente attraverso la dieta con l’obiettivo di rimuovere le scorie acide, le tossine e il muco dall’organismo considerate la vera causa della malattia

E’ di recente pubblicazione il nuovo libro di Stefano Momentè intitolato Arnold Ehret – L’amore alla base di tutto in cui viene spiegato come molte scoperte moderne hanno confermato le teorie avanzate da Ehret sulla nutrizione. Ecco alcuni estratti dal libro.

“Il grado avanzato di Ehret si riscontra in ogni suo scritto. «L’errore più eclatante e distruttivo dell’uomo è quello di acidificare il sangue on cibi costipanti, ostruenti e muco formanti», scrisse, anticipando di trent’anni le teorie di Otto Einrich Warburg e tutto quello che è stato scoperto in seguito. «Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile», scriveva il professore bavarese alla vigilia del primo conflitto mondiale e dell’epidemia sp****la che avrebbe decimato la popolazione europea.

L’acidosi è uno stato pericoloso del nostro organismo: crea stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi. Siamo formati da circa 75 miliardi di cellule che lavorano in continuazione e che riversano i rifiuti metabolici prodotti nei fluidi che le circondano. Tali rifiuti sono acidi e necessitano di un ambiente alcalino per essere eliminati, e non devono accumularsi avvelenando la cellula.

Per mantenere il sangue sempre nel suo stato alcalino, l’organismo in stato di acidificazione tenterà di alcalinizzarsi in ogni modo, ad esempio utilizzando gli elementi minerali, come il calcio, presenti sia nelle ossa che nei denti, e che hanno la capacità di neutralizzare gli acidi in eccesso. Le conseguenze possono risultare in un fenomeno di decalcificazione generale.

Una dieta a base di alimenti alcalinizzanti può invertire il processo degenerativo e far scomparire molti sintomi. Non necessariamente i cibi che hanno un gusto acido sono anche acidificanti. La frutta ad esempio contiene acidi deboli (citrico, malico, tartarico) che nella digestione vengono ossidati e trasformati in composti alcalinizzanti.

Riteneva necessario quindi eliminare tutti i cibi che creano o apportano muco: farine raffinate, zucchero bianco e cibi di origine animale. La definizione ehretiana di muco si riferisce alle sostanze vischiose, come catarro, colesterolo, flemma (negli antichi trattati di medicina uno dei quattro umori fondamentali del corpo, considerato causa di debolezza e pigrizia) che entrano nell’organismo con i cibi e attecchiscono nel colon, da dove raggiungono tutti gli altri organi e sistemi del nostro corpo. Depositate sulle pareti intestinali, queste sostanze impediscono l’assorbimento dei nutrienti essenziali. Virare verso un’alimentazione composta esclusivamente da alimenti vegetali come frutta e verdura preferibilmente crude, anche sotto forma di succhi, oltre naturalmente a delle sane abitudini di vita, secondo Ehret mette le persone al sicuro dal rischio di ammalarsi.”

Ecco come l’autore introduce il suo libro:

Arnold Ehret sosteneva che il ritorno ad un modo di alimentarsi più idoneo per l’uomo, permetterebbe l’autoguarigione, coadiuvando il cambio di alimentazione solo con una serie di digiuni leggeri. Il suo metodo consisteva in un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari (l’esclusione graduale dei cibi elaborati industrialmente, degli alcolici e di tutti i cibi producenti muco). In digiuni più o meno lunghi, un costante esercizio fisico, in bagni di sole e d’aria.

Chi lo contesta – ed è capitato anche che contestassero me quando ne parlavo –mette in luce soprattutto l’epoca in cui visse il professore e la
mancanza di dati scientifici a supporto. Vero è, come dice Valdo Vaccaro, che ad Ehret mancavano certamente dei riscontri importanti, come le prove di Paul Kouchakoff sulla leucocitosi del sangue, che il ricercatore russo portò alla prima Conferenza Mondiale di Microbiologia di Parigi del 1930. Gli mancava pure il concetto preciso di enzimi nel cibo, sviluppato da Edward Howell. E gli mancavano le ricerche di Afred Bovis e Andrè Simoneton sul potere radiante e sulla vibrazione dei cibi. In verità anche quest’ultimo molto contestato dalla medicina tradizionale. Di tutte queste cose Ehret fu certo anticipatore. Ed è per questo che ho deciso di scriverne

22/05/2026

L’acqua è vitale, certo.
Ma forse abbiamo trasformato anche questo in un eccesso. 🌿

Ci portiamo bottiglie ovunque, spesso di plastica, dimenticando che il nostro corpo si nutre anche attraverso ciò che mangiamo: frutta, verdura, alimenti vivi.

Qui al Casale cerchiamo un rapporto più naturale con l’idratazione e con ciò che ci fa stare bene.
Per questo prepariamo anche la nostra kombucha al rosmarino: semplice, fermentata lentamente, fatta con quello che cresce accanto a noi. ✨

A volte il benessere non è aggiungere di più.
È tornare a qualcosa di più essenziale.

Water is vital, of course.
But perhaps we’ve turned even this into an excess. 🌿

We carry bottles everywhere, often made of plastic, forgetting that our bodies are also nourished through what we eat: fruits, vegetables, living foods.

Here at the Casale, we try to keep a more natural relationship with hydration and wellbeing.
That’s why we make our own rosemary kombucha: simple, slowly fermented, made with what grows around us. ✨

Sometimes wellbeing isn’t about adding more.
It’s about returning to what is essential.





15/05/2026

La bottiglia di plastica?
Qui non entra.
Non è un capriccio — è una scelta che viene da lontano.
Perché l’acqua in plastica non è solo acqua: porta con sé ftalati, perturbatori endocrini, cose che la gente non vede ma il corpo sente.
Al Casale l’acqua è un’altra storia.
Viene da una sorgente, filtrata attraverso strati di sabbia e sassolini di diametro diverso, poi un defangatore, poi il filtro Berkey in acciaio.
Niente cloro. Niente arsenico.
Solo acqua vera.
E d’estate, quando la sorgente si prosciuga, abbiamo le nostre cisterne — migliaia di litri raccolti con cura.
L’acqua non si spreca. L’acqua si rispetta.
La beviamo liscia, con il sciroppo di sambuco fatto in casa, con il limone, con le erbe del casale.
Ogni giorno diversa. Sempre buona.
🌿 L’acqua è vita. Trattala come tale.

The plastic bottle?
Not here.
It’s not a whim — it’s a choice rooted in awareness.
Water stored in plastic isn’t just water: it carries phthalates, endocrine disruptors, things people can’t see but the body feels.
At the Casale, water is a different story.
It comes from a spring, filtered through layers of sand and stones of different sizes, then a clarifier, then the famous Berkey steel filter.
No chlorine. No arsenic.
Just real water.
And in summer, when the spring runs dry, we have our cisterns — thousands of litres collected with care.
Water is not wasted. Water is respected.
We drink it plain, with homemade elderflower syrup, with lemon, with herbs from the garden.
Different every day. Always good.
🌿 Water is life. Treat it that way.

05/05/2026

Nel bosco del Casale c’è una pietra un po’ misteriosa.

Un disegno inciso, lasciato lì chissà da chi e chissà quando.
C’è chi ci vede simboli antichi… e chi ci vede altro. 😄

Io ho la mia idea, ma preferisco non influenzarvi troppo…
Archeologi, studiosi, curiosi: fatevi avanti.

Secondo voi cos’è? 🌿

In the woods of the Casale, there’s a rather mysterious stone.

An engraving, left there by who knows who, and who knows when.
Some see ancient symbols… others see something else. 😄

I have my own idea, but I won’t influence you too much…
Archaeologists, curious minds — what do you think it is? 🌿





02/05/2026

Le immagini hanno evidenziato una differenza chiara: mentre le auto a benzina rilasciano molto più calore, soprattutto nella zona del motore e dello scarico, quelle elettriche tendono a mantenere una temperatura più uniforme e più bassa, poiché non c’è combustione interna.

01/05/2026

✈️ L’uomo che ha vissuto 27 anni bloccato in un aeroporto

Mehran Karimi Nasseri è rimasto intrappolato per oltre un quarto di secolo nell’Aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.

Tutto iniziò nel 1988, quando p***e i suoi documenti.
Senza identità legale, nessun Paese poteva accoglierlo.

Così rimase sospeso in un limbo:
impossibilitato a entrare in Francia…
e impossibilitato a partire.

Col tempo, quel terminal diventò casa.
Dormiva sulle panchine, leggeva giornali, scriveva appunti e parlava con chi lavorava lì.

Per molti era solo un passeggero.
Per altri… una presenza fissa.

La sua storia ispirò il film The Terminal di Steven Spielberg, con Tom Hanks.
Ma la realtà fu molto più dura.

Solo nel 2006 lasciò l’aeroporto per motivi di salute.
Morì nel 2022, a 76 anni.

Una vita intera fermata dalla burocrazia.

Perché a volte non serve una prigione per restare bloccati…

basta non avere un documento.

Indirizzo

Via Vocabolo Resano 6
Orte
01028

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Casale Hortensiae pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Casale Hortensiae:

Condividi