09/04/2022
Poco distante dal Borgo di Ostia Antica, la Pineta di Castel Fusano offre la possibilità di immergersi tra natura e storia.
A ridosso del Lido di Ostia, il Parco Urbano Pineta di Castel Fusanofa parte della Riserva Naturale Statale Litorale Romano. Pini, lecci e un fitto sottobosco tipico della macchia mediterranea non sono però l’unica attrattiva di questa ampia zona verde che rappresenta il più grande parco suburbano tra Roma e il litorale. Al suo interno si trovano infatti alcuni importanti siti archeologici di epoca romana che rendono ancora più ricca la sua visita. Dal basolato della via Severiana ai reperti archeologici della controversa villa di Plinio, l’area protetta della Pineta di Castel Fusano ci riporta indietro nella storia, quando gli antichi Romani cominciarono a esplorare questa zona, costruendo prima una importante infrastruttura viaria e poi, lungo quest’ultima, le ville suburbane delle famiglie patrizie.
Via Severiana
Nel 198 d.C., l’Imperatore Settimio Severo ordinò la costruzione dell’ultima delle grandi strade imperiali romane, la via Severiana, che prese il nome dallo stesso Imperatore, per collegare le città di Portus (l’odierna Fiumicino) e Terracina, sul litorale sud.
L’antica strada romana venne costruita per incrementare i traffici commerciali, soprattutto per il trasporto della calce proveniente dai Monti Lepini, necessaria per la manutenzione del porto di Ostia, divenendo nel tempo una delle strade più trafficate dell’Impero.
Di questa antica arteria stradale rimangono alcuni tratti, di cui uno lungo circa 5 km all’interno del Parco Urbano Pineta di Castel Fusano. Il basolato in pietra lavica attraversa longitudinalmente tutto il parco, correndo parallelamente alla costa.
Villa di Plinio o Villa di Ortensio
Questo bellissimo complesso residenziale, di cui sono visitabili il peristilio, le terme con il famoso mosaico e gli ambienti di servizio, sia stato ritrovato, e sia oggi fruibile dal grande pubblico. Il mosaico in bianco e nero della sala principale dell’impianto termale, datato al 139 d.C., mostra Nettuno con tridente su di un carro, trainato da due ippocampi tra pesci, crostacei e cavalli marini.