23/04/2026
C’è un luogo, nel cuore della Basilica di Sant'Antonio, dove il tempo sembra raccogliersi in un unico respiro di fede, memoria e speranza: la Tomba di Sant'Antonio. Da secoli è il centro spirituale attorno a cui tutto ruota e prende significato, meta silenziosa e potente di chi entra in Basilica con una preghiera nel cuore. Si trova all’interno della Ca****la dell’Arca ed è conosciuta da generazioni come la “tomba miracolosa”. Ogni giorno dell’anno, senza distinzione di stagione o provenienza, qui arrivano pellegrini e devoti in cerca di conforto, grazie ricevute, ringraziamenti sussurrati o semplicemente di un momento di raccoglimento davanti al Santo più amato della città.
Sant'Antonio morì il 13 giugno 1231 all’Arcella e, secondo il suo desiderio, venne trasportato nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini, il luogo dove aveva vissuto gli ultimi giorni. Quella piccola chiesa, custode della sua prima sepoltura, sarebbe poi stata inglobata nella grande Basilica iniziata nel 1238, diventando la Ca****la della Madonna Mora.
Al sarcofago si accede attraverso una scalinata con balaustre ornate da ricchi elementi decorativi e scultorei, testimonianza della devozione e dell’arte che nei secoli hanno voluto onorare la sua memoria. Ma è sul lato posteriore che si compie uno dei gesti più intensi e sentiti.
Lì si trova la celebre lastra di marmo verde, il punto dove ai fedeli è consentito sostare e appoggiare le mani sulla tomba. Un contatto semplice, umile, tramandato dalla tradizione, che diventa preghiera, affidamento, speranza.
Perché davanti alla Tomba del Santo non si arriva mai da semplici visitatori: si arriva con il cuore aperto.
Foto di Marcelo Bruno