Villa dei Pini è un B&B incastonato nella trama pulsante dell'estremo Ponente ligure, a ridosso del confine, a due passi dalla spiaggia più bella e profonda dell'intera Intemelia. Non appena se ne varca il cancello, d'improvviso il tempo si dilata, l'aria s'illumina, e il giardino, che fu un hortus romanus, avvolge l'ospite nei profumi e nei colori dei suoi fiori: e così lo spirito del viandante s
tanco s'acquieta, e le sue membra riprendono subito vigore. Al suo interno vi è la Sala delle Agapi, ove al mattino si consuma la prima colazione: i piatti e i boccali sono rigorosamente in legno, le caraffe in peltro, le posate in stagno. Soltanto cibi del luogo, appena sfornati, appena raccolti, appena munti, serviti su vassoi anch'essi lignei: perché nessuna confezione è consentita, in questa dimora. Ci sono tre luoghi di ospitalità, che portano il nome di “camere”: Con riferimento agli Arcani Maggiori, c'è la Camera dell'Eremita, c'è la Camera degli Amanti, e c'è la Camera del Risveglio. Per chi volesse, Villa dei Pini, per i suoi ospiti, da B&B può divenire anche una scuola, una Schola Pythagorica. Tutti i giorni, dal Lunedì al Sabato, all'alba e poi al tramonto, lontano dalle sonnolente tribolazioni della digestione, si tengono le Conversazioni del cenacolo: e ogni Conversazione dura esattamente 22 Clessidre, che costituiscono grossomodo l'ora odierna. Non si tratta di “lezioni”, come si intendono oggi: il Magister non fornisce soluzioni, non vende fedi, né spaccia verità. Include tutte le ipotesi, ma scaccia tutti i dogmi. Pone problemi, appalesa contraddizioni, solleva dubbi: e le risposte vengon fuori dallo spirito, come il neonato dalle viscere materne. Il Luogo delle Conversazioni è un giardino che avvolge nella sua bellezza: sotto due altissimi pini di mare, protetto da ombrelli di palme, all'ombra di una vigna, profumato di fiori di mille colori. C'è sabbia fine sulla terra, per potervi tracciare figure e simboli con il giunco di canna, mentre si conversa, indossando tutti dei semplici chitoni bianchi, di lino o di lana grezza a seconda del clima. Ci sono antichi capitelli a semicerchio, come in un vecchio anfiteatro, il quale invoca il loro Cerchio e il loro Centro.