28/11/2022
Capitolo III – I bolli laterizi ed i reperti correlati alla famiglia del Dominus della Villa.
============================
I bolli laterizi, rinvenuti in contrada Sofiana (Philosophiana) FILO_ SOF o PHILO _SOF secondo una datazione alta, risalente al periodo post costantiniano, potrebbero attribuirsi a Flavius Philagrius (296-350 d.C.)Prefetto d’Egitto nel 340 d.C. ed a suo figlio Flavius Eparchius Philagrius (343-382 d.C.).
Quest’ultimo si sposò con Egnatia Avita (350-396 d.C.),figlia di Quintus Flavius Lollianus Egnatius Mavortius (306-355 d.C.) e di Cornelia Severa (310-368 d.C.).
Dopo il 325 d.C. la statio di Philosofiana dipese dal Praedium, in pratica l'insediamento abitato costruito nelle immediate adiacenze della Villa.
Possiamo già considerarla una dimora aristocratica monumentale occupante un'area piuttosto estesa.
I recenti scavi ( P. Pensabene-P.Barresi 2012_2015. .) nei dintorni della Villa fanno ritenere probabile l’ipotesi dell’esistenza di un insediamento abitato ,tanto più che sono stati ritrovati i resti delle Terme sud e di vari edifici che costituiscono un insediamento urbano.
(ndr. Per questa pars fructuaria unitamente alle monete scriverò in seguito).
_______________________________
Sono stati rinvenuti poi bolli laterizi recanti impresso il nome o la sigla EGNATI che lo studioso Roger Wilson ha sciolto ed interpretato come E (XPRAEDIS) CN ATI (LI) ascrivibili al Proconsole d’Africa Quintus Flavius Maesius Egnatius Lollianus (300-356 d.C.) il quale sposò Cornelia Severa (310-368), cugina del Dominus della Villa il Consulares della Sicilia Memmius Vitrasius Orfitus signo Honorius.(Roma 310 +369)
Ritornando alle sigle dei bolli laterizi FIL_ SOF rinvenuti all’interno della Villa, se la datazione alla prima età costantiniana per FIL fosse confermata, si potrebbe risalire alle figlinae del Proconsole d’Africa del 317-318 d. C., Fabius Aconius Catullinus signo Philomathius (285-349 d.C.), padre di Aconia Fabia Paulina (330-394 d.C.), sacerdotessa della Magna Mater (tauroboliata) e di Vesta, moglie del Senatore pagano Vettius Agorius Praetextatus (311+384 d.C.), capo del partito pagano di Roma, amico intimo del Dominus Memmius Vitrasius Orfitus e di suo genero il Senatore e filologo Quinto Aurelio Simmaco (340-403 d.C.), avendo quest'ultimo. sposato la figlia Rusticiana.(Roma 355+419).
Gli altri bolli laterizi, recanti l’altra sigla SOF potrebbero provenire dalle figlinae di Caius Memmius Scipio Orfitus (285-343 d.C.), marito di Vitrasia, figlia del Pontefice di Vesta, Vitrasius Praetextatus (250-305 d.C.)
In pratica il padre del Dominus
Occorre precisare che Vitrasia era una zia di Vettius Agorius Praetextatus nonché una discendente diretta degli Antonini.
(ndr. Capitolo IV - La genealogia del Dominus).
Fabio Aconio Philomathius fu nominato Vicario d’Africa negli anni 338- 339 d.C., Prefetto urbano nel 342-344, ed infine Console
nell’anno 349 d.C..
A mio sommesso parere, mi sembra plausibile l’ipotesi che la villa rustica, edificata sin dai primi anni dell’Impero per come è stato rilevato dagli scavi , nel fundus di proprietà dei Cornelii Scipioni, imparentati per via di matrimoni con gli Orfiti, venga abbattuta per far posto alla realizzazione di una grande dimora aristocratica.
(ndr secondo A. Carandini la realizzazione della Villa va ascritta agli anni 320-330 d.C. .)
Se la sigla FIL si potesse riferire con sicurezza alle figlinae del Prefetto e Console
P(h) I L omathius e se la sigla SOF si potesse riferire con altrettanta sicurezza alle fabbriche laterizie di S (cipio) O r (F) itus, padre del Consularis Siciliae negli anni 337- 340 d.C.,
Caius Memmius Vitrasius Orfitus signo Honorius (Roma 310+369) il primo Dominus della Villa , si potrebbe provare la connessione della Statio Philosophiana con il praedium della Villa.
Peraltro secondo le risultanze archeologiche il vastissimo latifondo si è formato con l'’accorpamento di varie e considerevoli massae agrarie.
Tale concentrazione di fundi nelle mani delle grandi gentes romane come quella dei Memmi è stata rilevata nel IV secolo d.C..
L'importanza della Sicilia per i rifornimenti di grano e prodotti vari per l’Annona di Roma e si è accertata la presenza nell’Isola, in quel periodo (320-330 d.C.) del fratello del citato Caius Memmius Scipio Orfitus ,si tratta del Proconsole d’Africa, Egitto e Mesopotamia , Prefetto del Pretorio negli anni 342-344, Prefetto di Roma negli anni 346-347
Marcus Maecius Memmius Furius Baburius Caecilianus Placidus. (Roma 290+350?)
Sappiamo che Memmio Furio Ceciliano Placido come Pontifex maior e Praefectus urbi si occupò anche di allestire spettacoli per il Circo Massimo di Roma con la cattura ed il trasporto di animali dall’Africa.
E in tale occasione diede in dono ai suoi amici e famigliari dei paragauda ,in pratica dei bordi di tunica decorati in oro.
Nel mosaico del grande corridoio di caccia i due personaggi, a mio modesto parere, raffigurati in prossimità dell'aula basilicale sono proprio Memmio Ceciliano Placido Placido e suo nipote Memmio
Vitrasio Orfito.
_____________________________
I bolli laterizi CALVI secondo gli esperti risalenti del I sec.d.C rinviano invece ad un’altra Statio, quella denominata *Calvisiana *posta nella Piana di Gela.
Il toponimo. Calvisiana potrebbe associarsi a Publius Calvisius Sabinus Pomponius Secundus (10-50 d.C.) amico intimo di
Plinio il vecchio, nominato Console nel 44 d.C. dall’Imperatore Claudio.
Questo eminente personaggio, amante della tragedia e della poesia (ndr scrisse alcuni saggi sull’Eneide) era un romano raffinato, discendente dall’unione matrimoniale della gens Sabina con la gens Pompea.
È ragionevole pensare che gli altri bolli laterizi, recanti la sigla SAB appartenessero alle sue figlinae.
Sempre prendendo spunto per le nostre indagini e ricerche, dalla toponomastica dei luoghi dell’area territoriale che abbiamo preso in esame, è lecito pensare che i resti di una Villa Romana ritrovati in contrada Eliano(Leano), a poca distanza da quella grandiosa del Casale potrebbe essere stata costruita dal cavaliere Lucio Eliano Lamia,(40+84 ) un Senatore che sposò Domizia Longina,(Roma 53+128) figlia del generale Corbulone e di Cassia Longina.
Domizia Longina attraverso il padre Corbulone fratellastro di Milonia Cesonia (moglie di Caligola) era lo zio di Servio Cornelio Scipione Salvidieno Orfito
Console nel 51 insieme a Claudio e Proconsole in Africa negli anni 62-64
(sotto Nerone ) ,in pratica un avo del Dominus Memmius Vitrasius Orfitus, per come in seguito sarà trattato nel capitolo sulla genealogia .
Domizia Longina era proprietaria di un vastissimo latifondo compreso fra la Statio Philosophiana e Capitoniana, in pratica che comprende l'area della Villa sino alla prima Statio Capitoniana.
Il latifondo di cui sopra in origine era di proprietà di Sesto Pompeo, Console nel 14 d. C e gli venne espropriato da Caligola che lo condannò a morte.
Caligola nel 41 venne assassinato insieme alla moglie Milonia Cesonia ed alla loro figlia infante Giulia Drusilla.
Pertanto I terreni furono ereditati dai fratellastri di Cesonia, in modo particolare dal citato generale Corbulone, padre di Domizia Longina.
La testimonianza di ciò ci viene data da .una Lapide marmorea ritrovata in Contrada Cugno nel territorio di Aidone con la scritta su ABDALAS il fattore di Domizia Augusta_
(ndr allo stato attuale presso il. Museo civico di Ramacca)
D’altronde, la presenza di qualche liberto di Domizia è stata attestata a Catania da una lapide intitolata ad un certo Domitiani servus.
Peraltro ho potuto rilevare che una grande statua di Domizia Longina Imperatrice presso il Museo P. Orsi di Siracusa venne ritrovata a suo tempo nell’area della stessa piana di Catania.
Ma soprattutto a confermare questa mia ipotesi c’è la testa marmorea ritrovata durante gli scavi della Villa esposta presso il Museo di Palazzo Trigona di Piazza Armerina.
Per tale motivo ho voluto scrivere una estesa annotazione.
La vastissima proprietà di Domizia Longina rimase sempre alla sua famiglia, com’è attestato da un’epigrafe su lastra marmorea di Catania:
LEMNO AUG.L. PROCUR PATRIMONI
ET EHERD. ET DOMITIAE PHIL
DOMITIUS LENUS
_______________________________________
I bolli laterizi con la sigla PETIL secondo la datazione attribuita dagli studiosi non potrebbero essere riferiti che alla Statio Petiliana.
Potrebbero , infatti, provenire dalla figlinae di Quinto Petilio Rufo, Console nell’83 d.C., collega e cognato dell’imperatore Domiziano.
I bolli laterizi con la sigla SERE secondo gli esperti risalenti del I sec.d.C potrebbero attribuirsi appunto al sopracitato
SER vius corn E lio Scipio Salvidienus Orfitus, Console nel 51 d.C., e collega dell’imperatore Claudio,, Proconsole d’Africa negli anni 62-63 d.C.. con Nerone .
I bolli laterizi con la sigla SAB potrebbero attribuirsi a Lucius Vibuius Sabinus (50-84 d.C.), marito di Salonina Matidia, la nipote dell’imperatore Traiano.
Un’iscrizione, rinvenuta nel Tempio di Iside ad Ostia datata agli anni 50-54 d.C., con riferimento all’imperatore Claudio (Tiberius Claudius Augusto Germanico) associa Lucio Sabino a Servio Cornelio Scipio Salvidieno Orfito per la celebrazione di un taurobolio:
(is) M(anibus) / Lucio Sabino militi / [qui] vix(it) a(nnos) LXI m(enses) II d(ies) VII ... Aug(usto) Germanico V / Ser(vio) Cornelio Orfito co(n)s(ulibus) / Isidi Invictai (! ) ... Orfitus v(ir) c(larissimus) / augur ex voto / taurobolio sive / criobolio facto ... 3] / C(aio) Bellicio Natale / P(ublio) Cornelio Scipione Asiatico co(n)s(ulibus).
Per quanto attiene ai bolli laterizi recanti le sigle *CLARI POSTUMI *rinvenuti nello scavo di G.Gentili (1955) nell’Aula basilicale della Villa , a mio avviso potrebbero fornire un utile contributo per svelare l’identità del Dominus della Villa.
Sembra pacifico rilevare un chiaro riferimento alla gens Postumia e Albina, in particolare a Septimius Acyndinus (293-348 d.C.), Prefetto d’Oriente nel 338-339 e Console nel 340, insieme a Valerio Proculo Populonio.
Settimio Acindino era lo zio di Costanza Galla, figlia di Giulio Costanzo (fratellastro di Costantino) moglie di Caius Memmius Vitrasius Orfitus, ed era proprietario di una splendida Villa a Baia che donò alla nipote Costanza.
La Villa di Baia fu in seguito ereditata da Rusticiana(355+414), figlia del Dominus Memmius Vitrasius Orfitus e moglie di Quinto Aurelio Simmaco.(340+403).
Lo stesso Simmaco considerava questa Villa
insieme alla sua grande Villa (Palatium ) di Puteoli (Pozzuoli)anche questo ereditato attraverso la moglie Rusticiana, nipote del proprietario il Prefetto e Pontifex M. Maecius Memmius Furius Baburius Caecilianus Placidus(290+348)..
Un’importante eredità da custodire e da ampliare tanto che nell’epistolario con l’amico Virius Nichomaus Flaviano Senior lo stesso Simmaco scrive del suo *Morbus Fabbricatoris.*
Su Costanza Galla moglie del Dominus Memmius Vitrasius Orfitus si può considerare un'altra ipotesi.
La madre Anastasia era una sorellastra di Costantino cioè figlia di Costanzo Cloro e di Massimiana Teodora.
Per la presenza in Sicilia di Anastasia e della figlia Galla sono state ritrovate due iscrizioni che proponiamo qui di seguito:
Adeodatae / Anastasia // Postumiani /
Galla viva / tis
(ndr. Lapide ritrovata a Palermo)
___________________
D(ecimi) Licini L(uci) l(iberti)
(ndr Lapide ritrovata a Catania)
_______________________________
Con molta probabilità, nella costruzione della Villa, furono impiegati materiali provenienti da costruzioni oppure da fabbriche laterizie in Sicilia di proprietà della gens Sabina.
In tal modo, si spiega anche la presenza nella lunetta absidale dell’esedra dell’Aula basilicale della Rota porphyretica, in porfido purpureo, simbolo esclusivo riservato alla famiglia dell’Imperatore.
La residenza e la presenza di Costanza Galla,( nipote di Costantino ,) giustificherebbe la prerogativa imperiale significata dalla* Rota porphyretica.*
Probabilmente, la menzione della *Statio Philosophiana* nella Tabula Peutingeriana, potrebbe avere un preciso riferimento alla splendida dimora, costruita a partire
dal 330 d.C. .
Le monete(totale nr. 304) dei vari Imperatori romani, da Adriano sino a Giuliano, rinvenute nella Statio Philosophiana attestano un’abitazione ed una frequentazione costanti nella Massa agraria, comprendente un territorio che si estendeva dal fiume Gela sino al torrente Cimia.
Questa Massa di Philosofiana in seguito divenne possesso della famiglia Anicia (Papa Gregorio Magno=Gregorius Anicius ) imparentata con la famiglia Cornelia-Memmio, ma di ciò in seguito scriverò un'intera Capitolo.
La gens Memmia imparentata con la gens Cornelia era proprietaria del latifondo di Philosophiana dall’età di Claudio (41-54 d.C.).
__________________________________
Nella persona del primo possessor Servio Cornelio Scipio Salvidieno Orfito, Console e Proconsole d’Africa avvenne la costruzione della villa rustica nei primi decenni dell’Impero
Successivamente l’ampliamento fu portato avanti nei secoli ininterrottamente dai suoi discendenti sino all’anno 369-370 d.C.,sino alla morte di Memmius Vitrasius Orfitus.
Nell’apposita scheda dell’albero genealogico sono visibili le unioni matrimoniali tra le gentes romane Memmia(Orfito) , con la gens Aurelia (Simmaco) e la gens Anicia(Nicomaco Flaviano junior ) , con la creazione di cospicue concentrazioni fondiarie.
Questa estesissima Massa in Sicilia , appartenente ai Memmi ed ai Simmaci, passò agli Anici attraverso la figlia di Quinto Aurelio Simmaco e di Rusticiana, di nome Aurelia Memmia (371-427 d.C.), la quale sposò nel 393 Virius Nichomachus Flavianus junior (366-434), figlio dell’amico intimo di Simmaco il dotto Senatore Virius Nichomachus Flavianus signo Phosphorius senior (335-394).Capo del partito pagano di Roma dopo la morte di Memmius Vitrasius Orfitus.
La parentela fra i Simmaci e i Nichomachi viene testimoniata dal famoso Dittico, che realizzato probabilmente in occasione del matrimonio.
Peraltro il figlio di Simmaco, Quinto Memmio Aurelio Simmaco (383-445 d.C.) sposò nel 401 Galla Flavia,(390+??) figlia di Nichomacus Flavianus Clementianus l'altro figlio dell'amico Flaviano senior.
Tutto ciò ci viene confermato dalla iscrizione ritrovata nella Domus dei Simmaci a Roma sul Mons Celius(l'attuale area dell'ospedale Celio).
Si tratta del basamento per la statua eretta a Virius Nichomacus Flavianus senior definito oltre i vari titoli :
pro_suocero , storico, coltissimo dal nipote Quintus Fabius Memmius Symmachos.
Per quanto attiene a Virius Nichomachus Flavianus junior sappiamo che venne nominato Prefetto tre volte la prima volta nell'anno 393 d.C la seconda negli anni 399-400 e la terza nel 408.
Dalle fonti sappiamo che dal 408 al 430 d.C. Virius Nichomacus junior soggiorno' diverse volte in Sicilia, quando si occupò di curare gli scritti di suo padre Flaviano senior , morto suicida nel 394 d.C., dopo la sconfitta nella battaglia del Frigido.
Una guerra sostanzialmente religiosa quella in cui le legioni di Flavio Eugenio (l'usurpatore) con il simbolo pagano di Ercole erano contro quelle di Teodosio con il labaro di Cristo.
La memoria di Virio Nicomaco Flaviano senior venne in seguito riabilitata dal nipote Quinto Fabio Memmio Simmaco. .
Un codice Vaticano ci informa che le Storie di Tito Livio furono emendate da Nicomaco Flaviano junior *apud Hennam,* località che troviamo nella carta della Tabula Peutingeriana.
Fra l’altro, anche il senatore Giulio Firmico Materno (Siracusa 312-372 d.C.) parla di una *Villa apud Hennam *dove soggiornava per scrivere la sua opera contro la religione pagana in favore del cristianesimo (347-350 d.C.). si tratta di Henna _(MUN HENNAE).
Hennae era un Municipio romano che aveva avuto i suoi magistrati monetali(duoviri) in Lucius Munatius Plancus e Marcus .Cestius
nel 44 a. C. poco prima della morte di Giulio Cesare.
Lucio Munazio Planco era suocero di Servio Cornelio Lentulo Cethego Console nel 24 d. C e Proconsole dell’Africa dal 30 al 40 d.C. padre di Servio Salvidieno Orfito.
Quindi appare plausibile che molti terreni (fundus) vennero concessi prima da Ottaviano Augusto e poi da Tiberio allo stesso Cornelio Lentulo Cetegho figlio di Servio Cornelio Lentulo Maluginese Console del 19 a.C nonché nipote del Prefetto di Sicilia dell’anno 55 a.C. Cornelio Lentulo).
Infine la presenza di Virius Nichomachus senior è attestata nel 365 d.C. in Sicilia.
Probabilmente, fu ospite gradito nella splendida Villa dell’amico capo del partito pagano di Roma Memmius Vitrasius Orfitus.
______________________________________
Fine III capitolo
Umberto Digrazia