Quelli che sono stati al B&B Scilla e Cariddi

Quelli che sono stati al B&B Scilla e Cariddi Il B&B è composto da 8 camere da letto grandi con balcone, tv, aria condizionata e frigobar, 4 bagni e 2 lavatoi.

Nella splendida casa della famiglia D'arrigo, ti senti uno di loro la simpatia e il modo di trattarti ti porta a essere parte integrante di una grande Famiglia. Per famiglie numerose è disponibile un appartamento da 6 posti letto.

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25/06/2026

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L'oleandro che vedi su ogni viale, spartitraffico e giardino del Centro-Sud è splendido, resistente e indistruttibile. È anche una delle piante più velenose d'Europa — e quasi nessuno sa quanto.

🌸 L'oleandro (Nerium oleander) non è "leggermente tossico". È tossico in modo estremo, in ogni sua parte. Ecco cosa è davvero importante sapere:

Tutta la pianta è velenosa. Foglie, fiori, rami, radici, semi e perfino la linfa contengono glicosidi cardioattivi (oleandrina e affini), sostanze che agiscono sul cuore come la digitale. Ne basta pochissimo: l'ingestione di una sola foglia può essere fatale per un bambino. I semi e le radici sono le parti più tossiche, e le varietà a fiore rosso sono più velenose di quelle a fiore bianco.

Il pericolo che quasi nessuno conosce — il fumo. Bruciare le potature di oleandro libera le tossine nell'aria. Non è teoria: nel dicembre 2025, nel Padovano, 76 bovini su 205 sono morti entro 30 ore dopo aver respirato il fumo di rami di oleandro bruciati in un campo a una ventina di metri dalla stalla. È il primo caso documentato in letteratura scientifica di oleandro letale per inalazione. Non bruciare MAI le potature.

Le altre vie insospettabili — non usare i rami come spiedini per la carne (così morirono alcuni soldati napoleonici in Italia); persino l'acqua in cui hai messo dei fiori recisi diventa tossica; e il contatto con la linfa può irritare pelle e occhi.

Chi è più a rischio — i bambini, attratti dai fiori colorati, e gli animali (cani, gatti, cavalli, bestiame), soprattutto quando residui di potatura finiscono mescolati al foraggio.

Come conviverci in sicurezza — pota con i guanti e lavati bene le mani; smaltisci le potature in sacchi chiusi, mai sul fuoco e lontano da pascoli; non usare i rami per cuocere cibo; con bimbi piccoli e animali, tieni la pianta in zone non accessibili.

Non esiste un antidoto specifico: conta solo la prevenzione. In caso di sospetta ingestione o malore (nausea, vomito, battito irregolare), chiama subito il 112/118 e fatti mettere in contatto con un Centro Antiveleni, attivo 24h. Conserva un campione della pianta.

Godititi l'oleandro con gli occhi — è bellissimo. Ma trattalo con il rispetto che merita. 🌿

Cumpararato sincero e duraturo!
24/06/2026

Cumpararato sincero e duraturo!

Cumpari di San Giovanni

C’era una volta – e forse c’è ancora, ma ammucciata (nascosta) – una parola che in Sicilia valeva più d’un testamento, più d’una stretta di mano, più d’un giuramento davanti a Dio e ai santi tutti: “cumpari”.

Non era semplice parola: era patto, era pegno, era sangue versato senza ferita.
“Cum” e “par”, cioè “insieme” e “uguale”. Così parlava il latino dei dotti.
Ma il popolo – che spesso ne sa più dei professori – la fece carne e consuetudine: “cumpari”, cioè fratelli scelti, alleati per la vita.

In una terra scassata dai secoli, dove briganti, baroni e infami di ogni tipo erano in agguato, l’unico scudo era il vicino, ‘sta parola era una polizza contro i tradimenti e un lasciapassare tra le trame delle famiglie, dei paesi, delle coscienze.

Tre erano le vie per diventare cumpari:
– testimoni a un matrimonio (cumpari d’aneddu),
– padrini di battesimo (cumpari i cuppula),
– oppure, la più misteriosa e profumata: i cumpari di San Giuvanni.

Il 24 giugno, festa del santo col vestito di pelle e la voce di profeta, uno dei due – diciamo Nino – si recava dal fioraio e comprava un vaso di terracotta, capace e ben fatto, con dentro un cespo di basilico cresciuto diritto come la parola data.

Ci metteva un fiocco rosso, e forse un bigliettino scritto col cuore, e lo mandava all’amico – diciamo Turiddu.
Turiddu, se il sentimento era ricambiato, rispondeva con un dono simile. E da quel momento erano cumpari. Ma non per scherzo: per la vita. E guai a tradire.
Perché a tradire un amico è già brutto. Ma a tradire un cumpari... è come sputare in faccia a San Giovanni.

Se volete capire fino in fondo quanto contava questa faccenda, non dovete far altro che rileggervi La Cavalleria Rusticana.
Lì, nel duello tra Turiddu e compare Alfio, c’è tutto: la parola data, l’onore tradito, il sangue che lava il disonore. Altro che commedia: era diritto consuetudinario scolpito nel cuore dei siciliani.

E le donne?
C’era anche il cummaratico: due femmine che si giuravano rispetto e solidarietà, anche loro con basilico e doni.

Ma che non ti venisse in mente, Dio ne scansi e liberi, di stringere il comparatico tra un uomo e una donna: in Sicilia l’amicizia mista era come una corda bagnata sull’orlo del pozzo. Prima o poi scivolava giù.
E ora – domanda da processetto morale – che c’entra San Giovanni in tutto questo?
E' lunga la coda del paganesimo sotto la veste dei santi…

Prima del Battista c’era la Dea Fortuna, e prima del basilico c’erano i serti(ghirlande o corone di fiori) e i doni per ingraziarsi il raccolto.
Poi venne il cristianesimo – quello dei vescovi furbi – e per non perdere il controllo su certi riti popolari, gli misero addosso la maschera di San Giovanni.
Fu così che il profeta del deserto divenne – col tempo – il patrono dei giuramenti d’amicizia e il protettore degli indovini.

Non per niente le mavare continuavano a predire il futuro in suo nome, con riti e filtri antichi camuffati da devozione.
E in ogni paese il rito cambiava un poco:
A Barrafranca, si recitava:
“E cumpari a Sangiuvanni,
sa cc’avimmu nni spartimmu,
e s’avimmu ‘na favuzza,
nn’a spartimmu menza l’unu.”

A Caccamo, si scioglieva il piombo in caldaia come per legarsi nell’anima, e si cantava al vento:
“San Giovanni vucca d’oru,
quantu è beddu u vostru nomu…”

Ma oggi?
Oggi la caldaia è fredda. Il basilico lo vendono al supermercato. E il termine “cumpari” spesso si sente solo nei processi.
Rimane il racconto, rimane la memoria.

E chi ha orecchie per intendere – lo sa:
una volta, in Sicilia, bastava un vaso di basilico per dire: “Ti starò vicino finché campo.”

Fonti : goccediperla; wikipedia ; radioluce.

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23/06/2026

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Come eliminare le macchine✨

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23/06/2026

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🇮🇹 8 Sughi per la Pasta – Ricette Complete

1️⃣ Sugo Pomodoro e Basilico

Ingredienti

* 400 g di pomodori pelati
* 2 spicchi d’aglio tritati
* 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
* 10 foglie di basilico fresco
* Sale e pepe

Preparazione

1. Scalda l’olio in una padella.
2. Soffriggi l’aglio per 1 minuto.
3. Aggiungi i pomodori schiacciati.
4. Cuoci per 20 minuti.
5. Aggiungi basilico, sale e pepe.
6. Condisci la pasta.



2️⃣ Crema ai Funghi

Ingredienti

* 300 g di funghi champignon affettati
* 200 ml di panna fresca
* 2 spicchi d’aglio tritati
* 2 cucchiai di prezzemolo tritato
* Sale e pepe

Preparazione

1. Rosola l’aglio in poco olio.
2. Aggiungi i funghi e cuoci 8 minuti.
3. Versa la panna.
4. Cuoci altri 5 minuti.
5. Aggiungi prezzemolo, sale e pepe.
6. Mescola con la pasta.



3️⃣ Pesto alla Genovese

Ingredienti

* 50 g di basilico fresco
* 30 g di pinoli
* 50 g di Parmigiano grattugiato
* 100 ml di olio extravergine d’oliva
* 1 spicchio d’aglio

Preparazione

1. Frulla basilico, pinoli e aglio.
2. Aggiungi il Parmigiano.
3. Versa lentamente l’olio.
4. Mescola fino a ottenere una crema liscia.
5. Condisci la pasta senza cuocere il pesto.



4️⃣ Carbonara Cremosa

Ingredienti

* 4 tuorli d’uovo
* 80 g di Parmigiano grattugiato
* 150 g di guanciale o pancetta
* Pepe nero
* Sale

Preparazione

1. Rosola il guanciale fino a renderlo croccante.
2. Sbatti i tuorli con Parmigiano e pepe.
3. Scola la pasta e aggiungila al guanciale.
4. Togli dal fuoco.
5. Versa il composto di uova e mescola rapidamente.
6. Servi subito.



5️⃣ Arrabbiata Piccante

Ingredienti

* 400 g di pomodori pelati
* 1 peperoncino rosso
* 2 spicchi d’aglio
* 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
* Prezzemolo

Preparazione

1. Soffriggi aglio e peperoncino nell’olio.
2. Aggiungi i pomodori.
3. Cuoci per 20 minuti.
4. Aggiungi prezzemolo tritato.
5. Condisci la pasta.



6️⃣ Gorgonzola e Noci

Ingredienti

* 200 g di Gorgonzola
* 150 ml di panna liquida
* 50 g di noci tritate
* Pepe nero
* Prezzemolo

Preparazione

1. Sciogli il Gorgonzola a fuoco dolce.
2. Aggiungi la panna.
3. Mescola fino a ottenere una crema.
4. Unisci le noci.
5. Aggiungi pepe e prezzemolo.
6. Condisci la pasta.



7️⃣ Ragù alla Bolognese

Ingredienti

* 400 g di carne macinata
* 300 g di passata di pomodoro
* 1 cipolla tritata
* 1 carota grattugiata
* Erbe aromatiche italiane

Preparazione

1. Soffriggi cipolla e carota.
2. Aggiungi la carne e rosola bene.
3. Versa la passata di pomodoro.
4. Aggiungi le erbe aromatiche.
5. Cuoci a fuoco basso per 45 minuti.
6. Servi con la pasta.



8️⃣ B***o e Salvia

Ingredienti

* 80 g di b***o
* 8 foglie di salvia
* 30 g di Parmigiano grattugiato
* Qualche goccia di limone
* Pepe nero

Preparazione

1. Sciogli il b***o in una padella.
2. Aggiungi le foglie di salvia.
3. Cuoci 2 minuti fino a renderle profumate.
4. Aggiungi qualche goccia di limone.
5. Versa sulla pasta.
6. Completa con Parmigiano e pepe nero.

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22/06/2026

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Il primo giorno d'Estate in Sicilia

Alle 10:24 del 21 giugno 2026 il Sole raggiungerà il punto più alto del suo viaggio apparente nel cielo. È il solstizio d'estate, l'istante in cui, nell'emisfero nord, la luce ottiene la sua massima vittoria sulle tenebre.

A Catania il Sole sorgerà alle 5:39 e tramonterà alle 20:25, regalando circa 14 ore e 46 minuti di luce. Dal giorno successivo le giornate cominceranno lentamente ad accorciarsi, quasi senza che ce ne accorgiamo.

L'estate ha sempre rappresentato la stagione della pienezza. I raccolti maturano, i frutti si gonfiano sugli alberi, il mondo sembra arrivare al culmine della propria forza. Non stupisce che quasi tutte le civiltà abbiano guardato al solstizio con rispetto e meraviglia.

Druidi, Egizi, Romani, Maya e Inca costruirono monumenti e osservatori allineati al Sole di giugno. A Cuzco ancora oggi si celebra l'Inti Raymi, la grande festa dedicata al dio Sole.

Anche in Sicilia il solstizio era considerato una notte speciale. Il cristianesimo vi sovrappose la festa di San Giovanni, ma molte tradizioni più antiche continuarono a vivere sotto altre forme. Fuochi accesi nelle campagne, raccolta delle erbe magiche, auspici amorosi e riti legati all'acqua accompagnavano la notte più breve dell'anno.

La tradizione vuole che si raccolgano nove erbe speciali: iperico, artemisia, verbena, ruta, aglio, agnocasto, lavanda, ginestra e felce. Proprietà magiche, protezione dal malocchio, prosperità e salute si intrecciano in un patrimonio di credenze che mescola paganesimo, religione e folklore.

Le leggende raccontano perfino che nella notte del solstizio il Sole e la Luna si sposino. Le ragazze lasciavano cadere gocce d'acqua sull'albume di un uovo per conoscere il proprio destino sentimentale. L'acqua attinta all'alba prometteva una vista migliore. Un bagno in mare al sorgere del Sole proteggeva dai dolori reumatici.

La Sicilia conserva ancora luoghi legati agli antichi calendari astronomici. L'Argimusco, sui monti Peloritani, mostra allineamenti che continuano ad affascinare studiosi e appassionati. Nel castello di Milazzo uno scarabeo di pietra proietta ombre associate al ciclo annuale del Sole.

Scienza e leggenda continuano così a camminare insieme. Il solstizio resta un fenomeno astronomico perfettamente spiegabile e, nello stesso tempo, una delle poche occasioni in cui l'uomo alza ancora gli occhi al cielo e si sente parte di qualcosa di più grande.

Buon primo giorno d'estate a tutti.

Fonti: MeteoWeb; studi astronomici sul solstizio; tradizioni popolari siciliane; ricerche sull'Argimusco e sul castello di Milazzo.

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22/06/2026

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Oggi è il Solstizio d'Estate
6 cose da sapere sul Solstizio d'Estate

1) Il solstizio (dal latino solstitium, "Sole fermo") è il momento in cui il Sole raggiunge la massima declinazione rispetto all'equatore celeste. Per l'emisfero nord rappresenta il giorno più lungo dell'anno e l'inizio dell'estate astronomica.

2) Nel 2026 il solstizio cade domenica 21 giugno alle ore 10:24 italiane (CEST), corrispondenti alle 08:24 UTC.

A Catania il Sole sorgerà intorno alle 05:39 e tramonterà verso le 20:25, regalando circa 14 ore e 46 minuti di luce. Dal giorno successivo le giornate ricominceranno lentamente ad accorciarsi.

3) La Battaglia del Solstizio, combattuta sul Piave nel giugno 1918, fu l'ultima grande offensiva austro-ungarica della Prima Guerra Mondiale. Il nome venne coniato da Gabriele D'Annunzio. Tra morti, feriti e prigionieri gli austro-ungarici persero circa 150.000 uomini, mentre gli italiani subirono quasi 90.000 perdite.

4) A Stonehenge il Sole del solstizio sorge in allineamento con il celebre Heel Stone. Molti immaginano un osservatorio perfetto, ma il monumento ha subito crolli, spostamenti e restauri. Gran parte dell'aspetto attuale deriva anche da importanti interventi di consolidamento effettuati nel XX secolo, compreso gli "aggiustamenti" per renderlo preciso.

5) Anche gli Inca celebravano il solstizio. A Cuzco, grazie a torri e punti di osservazione chiamati mojones, era possibile seguire il ciclo delle stagioni. Ancora oggi il 24 giugno si celebra l'Inti Raymi, la grande festa dedicata al dio Sole.

6) Contrariamente a quanto si pensa, il giorno più lungo dell'anno non coincide con il giorno più caldo. L'atmosfera e gli oceani accumulano calore lentamente. Per questo motivo le temperature massime arrivano spesso tra luglio e agosto, diverse settimane dopo il solstizio.

San Giovanni benedice Pozzallo e i navigatori
21/06/2026

San Giovanni benedice Pozzallo e i navigatori

Indirizzo

Via Lucania, 20
Pozzallo
97016

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