17/03/2016
LE NAIADI
Le Nàiadi - figure della mitologia greca (Ναϊάδες dal greco νάειν, "fluire," e νἃμα, "acqua corrente") - furono immaginate dagli antichi come fanciulle di fiorente bellezza, signore dei fiumi, dei ruscelli e di tutte le acque dolci della terra, possedevano facoltà guaritrici e profetiche. Si distinguevano in:
Potameidi, ninfe dei fiumi.
Pegee, ninfe delle sorgenti.
Crenee o Creniadi, ninfe delle fontane.
Limniadi, ninfe dei laghi.
Eleadi, ninfe delle paludi.
La loro origine varia sia a seconda dei mitografi sia a seconda delle leggende. Omero, per esempio, si riferisce a loro chiamandole "Figlie di Zeus", altrove sono legate alla stirpe di Oceano, più comunemente sono semplicemente figlie del dio del fiume in cui abitano.
Qualunque sia stata la loro origine è comunque certo che le Nàiadi fossero personaggi familiari all'immaginazione ellenistica. Infatti non solo ogni corso d'acqua aveva una Nàiade associata, ma questi personaggi venivano spesso usati per spiegare alcuni fenomeni, acquistando così una funzione molto importante nelle leggende locali.
Dotate di grande longevità, ma mortali, erano note per la loro benevolenza verso il mondo umano e in virtù delle forze vitali dell'acqua erano onorate come nutrici delle piante, degli animali e degli uomini. Per questa ragione si consideravano anche nutrici di Dioniso e di Demetra. Danzano in lieti cori in compagnia di Satiri e di Sileni, coltivando la musica, la poesia e l'arte della divinazione.
Il culto delle Nàiadi, considerate benefiche divinità della salute, ebbe maggior diffusione fra i contadini, i quali le onoravano con offerte di fiori, frutta e latte.