04/06/2024
𝐋𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐝 𝐂𝐫𝐲𝐩𝐭𝐚𝐬 𝐚 𝐅𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐢 𝐞𝐫𝐠𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐀𝐯𝐞𝐣𝐚.
Deve l’intitolazione alla struttura ipogea, nucleo di un primitivo edificio in stile romano-bizantino del IX - X secolo, sorto a sua volta su un tempio pagano, dedicato probabilmente alla dea Vesta. L’attuale aspetto risale alla fine del XIII - inizi XIV secolo: esempio mirabile di architettura cistercense, presenta elementi tipici della tradizione abruzzese fusi insieme a quelli della cultura borgognona del gotico-cistercense, opera di maestranze benedettine.
L’impianto planimetrico ad aula unica termina in un’abside quadrata rialzata e voltata a crociera; a separare il vano dal corpo centrale è presente un imponente arco ogivale alla sinistra del quale si addossò, nel XVI secolo, un'edicola soprastante un altare lapideo lavorato a bassorilievo. È probabile che la volta originaria, a botte a sesto acuto, sia crollata in seguito al terremoto del 1313, poi sostituita dalle capriate ancora oggi visibili. Al corpo ipogeo della cripta si accede da una gradinata di grossi mattoni sita al di sotto dell'arco trionfale; qui si conserva un altare costituito da una mensa in pietra dura poggiata su un tronco di colonna e un lacerto di affresco raffigurante la Crocifissione.
La navata è interamente decorata da pregevoli cicli ad affresco di diversa epoca e matrice stilistica, con scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento: il primo ciclo, di scuola bizantino-cassinese o benedettina, è datato tra il 1264 e il 1283, ed è attribuito a Gentile da Rocca; a questo si aggiunse quello eseguito intorno ai secoli XIV e XV di scuola toscana, tra cui spicca l’elegante ca****la che ospita l'Annunciazione di Sebastiano di Cola da Casentino (1486). Nella parte inferiore dell’abside sono rintracciabili i nomi dei committenti della decorazione pittorica: Morel De Saours, feudatario di Ocre - documentato nel 1259 - sua moglie, l’abate Guido e tre giovani donne. All’esterno la volumetria dell’edificio tradisce le diverse stratificazioni susseguitesi nei secoli insieme alle opere di contenimento a valle, risultate necessarie a scongiurare il rischio di cedimenti per via della conformazione orografica del pendio su cui sorge la chiesa. La muratura si compone di file di pietre quadrate, tra le quali sono presenti elementi di reimpiego provenienti dagli edifici della antica città romana di Aveja.