06/03/2026
(✍️Gabriele Bojano) I sogni son desideri e non c’è bisogno di scomodare Cenerentola per averne la certezza. Giusy Paolillo, 28 anni, di Salerno, una vita piena di mestieri per sbarcare il lunario e di cani per assecondare lo spirito animalista (ne ha cinque: un corso, un pitbull, un bulldog francese, un meticcio e uno appena arrivato di pochi mesi), è riuscita a realizzare la sua più grande aspirazione: suonare il violino nell’orchestra sinfonica del Festival di Sanremo. È rientrata da qualche giorno a casa dopo un mese e mezzo, tra prove e serate in diretta tv, trascorso nella città dei fiori. L’entusiasmo le è rimasto attaccato addosso, parla di tutto e di tutti in termini elogiativi («tutti dolcissimi, tutti carinissimi») e fa la conta dei primi piani che la regia televisiva le ha dedicato durante l’esecuzione delle canzoni.
Giusy, come sta? Smaltita la sbornia sanremese?
«Macché, sono ancora in coma... ho il cellulare pieno di messaggi e solo ora trovo il tempo per rispondere».
Come ha fatto ad arrivare al Festival?
«Tramite un amico sono riuscita a recuperare il numero di telefono del primo violino dell’Orchestra di Sanremo e ho avanzato la mia candidatura. La risposta è stata: siamo al completo, se qualcuno si ammala o rinuncia ti faccio sapere”.
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