15/09/2026
«Tutte le strade partono da Roma e tornano a Roma, questa è stata sempre la città dell'incontro».
Jovanotti si è preso il Circo Massimo per il doppio finale del Jova Summer Party e nella prima serata romana ha trasformato l’arena in una festa lunga ore, iniziata dal pomeriggio e andata avanti fino a sera davanti a oltre 45 mila persone.
Per il ritorno nella città dove è nato e cresciuto, Lorenzo ha messo in scena un live pieno di ospiti, cambi di ritmo e incursioni tra generi diversi. Con Alfa ha cantato 'Buon vento', uno dei brani più forti dell’estate, e poco prima ha lanciato una frase che riassume bene il clima dello show: "C'è un lusso che non posso permettermi - dice prima di eseguire il brano - è il pessimismo".
Sul palco anche Benny Benassi per scaldare il pubblico prima del set principale, poi una scaletta f***a di classici: da ‘Gimme Five’ a ‘Mi fido di te’, da ‘L’ombelico del mondo’ a ‘Ragazzo fortunato’, fino alla chiusura con ‘A te’.
Dietro le quinte Jovanotti ha raccontato il senso di questo format, diverso dal concerto tradizionale: "È bellissimo. Quando scende il sole diventa magico: è rotto il formato del concerto. Diventa una festa quasi familiare. L’esperimento è riuscito: loro si divertono molto. Io anche mi diverto molto, soprattutto io mi diverto molto".
Durante la giornata c’è stato spazio anche per un set unplugged al centro dell’arena, per il freestyle con Cor Veleno e per il duetto con Mobrici su 'Border Jam', chiuso con un messaggio netto: "senza più confini, senza più guerre".
Jovanotti ha anche parlato del documentario 'Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti', diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, in arrivo nelle sale dal 26 novembre al 2 dicembre. "Il film è chiuso - racconta - Per la prima volta nella mia vita non ho avuto il controllo". E il dettaglio che più lo ha colpito riguarda alcuni Super 8 girati dal padre: "È un documentario su un bambino, il bambino che mi porto dentro".
A rendere speciale la tappa romana, ha detto, è stato anche il giro in bici tra i luoghi della sua infanzia, in una città trovata "molto meglio di come viene raccontata".
Più che un semplice concerto, al Circo Massimo è andata in scena una festa collettiva costruita su musica, ospiti e una tribù trasversale di fan: coetanei, figli, nipoti, famiglie intere.