A Casa di Pe'

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16/06/2026

«Finalmente Bravetta esce dall’isolamento». Con queste parole il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, ha salutato l’apertura del nuovo percorso ciclopedonale che attraversa la tenuta di Villa York e collega il quadrante di Bravetta e Pisana con Casaletto, Gianicolense e Monteverde.

All’inaugurazione, avvenuta nel tardo pomeriggio del 15 giugno, si sono presentate centinaia di persone che hanno accolto con particolare entusiasmo la novità. E non poteva essere altrimenti, considerato che il collegamento era atteso da circa trent’anni.

Tra i presenti al taglio del nastro, insieme a ciclisti, camminatori, fantini, cani e cavalli, anche il consigliere capitolino Riccardo Corbucci, il presidente del Municipio XI Gianluca Lanzi, l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè, diversi esponenti delle amministrazioni territoriali oltre ai rappresentanti della proprietà di Villa York.

Per conoscere i dettagli sul nuovo tracciato leggi l'articolo di Giacomo Zito sul sito de La Capitale, link nel primo commento.

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20/05/2026

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Sotto via delle Botteghe Oscure ci sono 7.700 posti a sedere.

Non una metafora. Un teatro romano intero, con la cavea, i corridoi, i vomitoria — tutto ancora in piedi, a qualche metro sotto i sampietrini.

Nel 13 a.C. Lucio Cornelio Balbo il Giovane inaugurò il suo teatro nel Campo Marzio. Era un personaggio fuori scala: nato a Gades, l'attuale Cadice, aveva vinto una guerra contro i Garamanti nel Sahara, trionfato a Roma — primo romano non nato a Roma a farlo — e poi usato il bottino per costruirsi un monumento di pietra capace di 11.510 posti secondo i Cataloghi Regionari. Il giorno dell'inaugurazione il Tevere era esondato e il pubblico ci andò in barca.

Il teatro non fu mai abbattuto.

Quando lo spettacolo finì — secoli dopo — nessuno si prese la briga di smontarlo. Si tolsero i marmi, si aprirono botteghe dentro le arcate, si costruì sopra. Le strutture buie che reggevano il peso delle case medievali diedero il nome alla strada: via delle Botteghe Oscure. Il teatro era ancora lì, sotto tutto. Lo era nel Medioevo. Lo era nel Cinquecento, quando l'antiquario Francesco Albertini ne identificò i resti nella casa della famiglia Mattei. Lo era nel 1960, quando l'archeologo Gatti dimostrò grazie alla Forma Urbis Severiana che quella curvatura nell'isolato non apparteneva al Circo Flaminio, come si credeva da secoli, ma al teatro di Balbo.

Aspetta, perché qui la scala cambia.

Sotto quell'isolato non c'è solo il teatro. Ci sono strati di Roma sovrapposti senza soluzione di continuità: la cavea augustea in opus quadratum, le officine tardoantiche, una fullonica, un sacello cristiano, le case medievali, le botteghe rinascimentali. Millecinquecento anni di vita urbana compressa in verticale, tutti in piedi nello stesso posto. Il Museo Nazionale Romano — sede Crypta Balbi — lo ha aperto al pubblico, e la stratigraf ia che si vede dal vivo è una di quelle cose che spostano il modo in cui si guarda qualsiasi strada italiana.

Una città non cancella il passato. Ci costruisce sopra e poi ci cammina sopra, senza saperlo.

In breve:
Il Teatro di Balbo (13 a.C.) fu sepolto sotto l'isolato medievale senza essere mai demolito.
Sotto via delle Botteghe Oscure sopravvivono la cavea, gli strati tardoantichi e le strutture medievali: 1.500 anni di Roma in verticale.
Il sito è visitabile al Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi.

18/05/2026

Indirizzo

Donna Olimpia 20
Rome
00152

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