28/04/2026
Per quasi due secoli, il riso a Vercelli era illegale per decreto reale.
Non metaforicamente. Non provvisoriamente. Con tanto di editto firmato dai Savoia — e poi un altro, e poi un altro ancora.
Vercelli, fine del Cinquecento. Le risaie si stanno espandendo lungo tutta la pianura piemontese, e a corte cominciano ad arrivare i rapporti: le acque stagnanti portano la malaria. La gente muore. Qualcuno deve fermare questa cosa.
La risposta dei Savoia fu semplice: vietare tutto. Primo editto nel 1583. Poi di nuovo nel 1607. Nel 1608. Nel 1622. Nel 1656, nel 1660, nel 1663, nel 1669, nel 1693, nel 1697.
Dieci editti in centoquattordici anni.
Se stai pensando che qualcosa non ha funzionato, hai ragione.
Il punto è questo: ogni volta che i Savoia emettevano un nuovo divieto, stava implicitamente ammettendo che il precedente era stato ignorato. Non esiste motivo di vietare una seconda volta qualcosa che nessuno fa più. Quei dieci editti non sono la prova di una repressione efficace — sono la prova di una resistenza sistematica, organizzata, decennio dopo decennio.
I vercellesi coltivavano il riso di nascosto. Tra deroghe strappate, trasgressioni tollerate, campi che comparivano appena si girava lo sguardo dall'altra parte. La pianura vietata era già una risaia.
Aspetta. Perché qui arriva il ribaltamento.
Oggi quella stessa pianura produce oltre il 50% di tutto il riso italiano. Vercelli non è solo la prima città risicola d'Italia — è la capitale del riso in Europa. Il prodotto che i Savoia tentarono di cancellare con dieci decreti consecutivi è diventato l'identità economica e culturale di un intero territorio.
La malaria, nel frattempo, era causata dalle zanzare — non dalle risaie. Le acque delle coltivazioni erano per lo più in movimento, non stagnanti. Il rischio era reale, ma la diagnosi era sbagliata. I Savoia combatterono per più di un secolo contro una coltura che non avrebbe dovuto essere il problema.
I vercellesi lo sapevano, o lo intuivano. E continuarono.
Ci vollero cento anni di editti regi per non fermare niente.
In breve:
I Savoia vietarono il riso a Vercelli con 10 editti tra il 1583 e il 1697, temendo la malaria delle acque stagnanti
I vercellesi continuarono a coltivarlo di nascosto per generazioni, aggirando sistematicamente ogni divieto
Oggi quella stessa pianura produce oltre il 50% del riso italiano e Vercelli è la capitale risicola d'Europa