11/06/2026
Di tutte le dimore del nostro albergo diffuso, questa piccola casa nei toni del verde di Marzo è quella che amiamo di più.
L’abbiamo chiamata Ca’di Pustèn, postini in dialetto pavese, ora capirete perché.
Qui ci vivevano il
Giuseppe e la Laura.
Si narra che li avesse fatti conoscere “il mediatore” della valle, avvezzo a favorire vendite di vigneti e a combinare matrimoni, per la gente di qui sentimenti e terra erano importanti uguali.
Alla Laura, dopo il primo sguardo timido, il Giuseppe era sembrato proprio un brav’uomo. In tempi di guerre e incertezza l’amore aveva bisogno di serietà e spalle larghe.
Si sono sposati e non si sono lasciati più.
Giuseppe per tutta la vita ha fatto il postino. Andava a piedi, all’alba, all’ufficio in fondo valle, riempiva la bisaccia e risaliva, arrancando, frazione per frazione.
Da questo affetto quieto e costante sono nati tre figli, l’Erminia, la Mariuccia e il Lino.
Tutti con il sorriso mite e l’animo gentile di mamma Laura. Tutti futuri postini, perché niente va mai perso.
Questa è stata una casa benedetta dalla bontà, qui non mancava mai un piatto in più per le persone in difficoltà. Sui fornelli c’era sempre un caffè caldo e profumato da offrire, sul tavolo di legno un bicchiere di inebriante moscato non filtrato e due fette di salame con la goccia attendevano i tanti amici di passaggio.
Nella cucina, dove ora sedete voi, troneggiava una grande radio. Portava le notizie di un mondo che stava, troppo velocemente, cambiando.
Laura, nei rari momenti di riposo, si concedeva persino di canticchiare sulle note delle canzonette che trasmetteva.
Lo faceva con gli occhi chiusi e i cappelli avvolti nel suo inconfondibile foulard, che il parrucchiere era una frivolezza inutile per le donne di collina.
Ecco, noi crediamo che un po’ di questa semplicità, l’amore, i ricordi felici, siamo rimasti impigliati fra i muri del “Pustèn”.
Una cosa che ci ripetete spesso, quando soggiornate qui, è “non ho mai dormito così bene “.
Noi sorridiamo, perché sappiamo che le nostre case non sono solo fatte di pietre e intonaci sapienti, ma anche, soprattutto, di vibrazioni positive.