Grand Hotel Residence SIVA - Adults Only

Grand Hotel Residence SIVA - Adults Only ..ascolta il Silenzio, assapora la Montagna. Dal 1940. L' Albergo

Vi diamo il benvenuto nel sito del nostro hotel! ospitiamo fino a 200 persone.

il Grand Hotel S.I.V.A. *** sorge nella posizione più bella, panoramica e tranquilla del paese e della valle dell'Aveto. Il centro del paese dista circa 300 metri ed è facilmente raggiungibile a piedi in meno di 5 minuti, mentre l’impianto di risalita dista solo 1,5 km. La nostra posizione garantisce ai nostri clienti una certa sobrietà: il nostro parco si affaccia sul paese, distante quanto basta

per creare un’atmosfera di relax di cui tutti in vacanza abbiamo bisogno. Voltando lo sguardo verso nord invece godiamo di 180° di montagne: il Groppo Rosso, il Monte Bue e il Monte Maggiorasca (cima dell’appennino Ligure) e tutto il verde che li caratterizza e circonda sono proprio lì davanti a noi. Il parco a disposizione offre 4 grandi giardini ombreggiati da secolari abeti che ci fanno respirare l’aria fresca di montagna, una piscina con relativo solarium, il tutto facilmente visitabile a piedi senza barriere architettoniche. Disponiamo di 66 stanze, ognuna con servizi privati, telefono interno, tv schermo piatto, internet wifi gratuito e cassaforte. Il Ristorante

Il nostro ristorante è riservato ai soli clienti che soggiornano in hotel. La posizione della sala è meravigliosa: le grandi vetrate si affacciano sul nostro verde parco di abeti e sulla favolosa Val d’Aveto, creando un contesto da cartolina! Proponiamo per colazione un vasto buffet di brioches assortite, dolci e torte casalinghe, yogurt, marmellata, pane fresco, formaggio, salumi, succo di frutta e molto altro in aggiunta a tè caldi assortiti, caffè latte e cappuccino da noi realizzato con latte fresco e caffè espresso. Il pranzo e la cena sono basati 4 portate:

- un antipasto di verdure crude e cotte a buffet;
- scelta fra tre primi giornalieri di vario gusto, tra cui spesso una scelta di pesce e alla sera sempre una zuppa o minestra;
- scelta fra tre secondi piatti giornalieri, tra cui almeno una scelta di pesce;
- per i più golosi, a partire dal 2015, un ricco e gustoso buffet di dolci casalinghi oltre alla frutta fresca di stagione e macedonia di frutta fresca. La domenica a pranzo viene servito ulteriormente un antipasto della casa. In caso di eventi come matrimoni, comunioni etc. Non vediamo l’ora di deliziarvi! Il Residence

Siamo lieti di informarvi che, a partire dal 2010, è possibile soggiornare nel nuovo "Residence del Grand Hotel S.I.V.A.": 6 bilocali con 2, 3 o 4 posti letto, con camera matrimoniale, angolo cottura, salottino, bagno e parcheggio privato. Il Residence sorge nella posizione più bella, panoramica, fresca e comoda di Santo Stefano d'Aveto. Infatti si trova a 500 metri dal centro (2 minuti a piedi), e gode di massima tranquillità, e soli 2 km dalla partenza delle piste da sci. La vista è mozzafiato a 360°: le cime dell'appennino ligure vi attendono alla finestra ogni mattino, così come le verdi vallate dell'entroterra ligure. La soluzione di un Residence come il nostro è consigliata per quel cliente che desidera massima autonomia ma non vuole rinunciare al confort e ai servizi di un hotel. Ogni cliente del Residence gode degli stessi privilegi dei clienti dell'Hotel, e può anche usufruire del ristorante. Non si accettano animali. Ogni appartamento del Residence consiste in un bilocale di 40 metri circa, con camera matrimoniale e terrazzo con panoramica vista sulla valle, bagno con doccia e finestra, anticamera, angolo cottura, salottino con divano-letto e terrazzo con panoramica vista sui monti, tv lcd. E' disponibile per ogni cliente il parcheggio privato gratuito. A disposizione degli ospiti si trova in zona comune locale lavanderia con lavatrice, asciugatrice e ferro da stiro. Per il vostro soggiorno è disponibile, come benvenuto, un kit per la colazione del primo giorno, uno spumantino di benvenuto, internet wifi gratuito. Gli appartamenti del Residence sono completamente nuovi, arredati con pregiata e calda mobilia artigianale in legno tipico montano. I 40 metri quadri garantiscono il confort massimale per 2 persone, e la possibilità di ospitare una terza o una quarta persona nel divano-letto, facilmente apribile. Spazi Interni - Esterni

I nostri ampi spazi interni ed esterni vi permetteranno di trascorrere le vostre ore di svago in assoluta tranquillità. Internamente disponiamo di un ampio salotto con panoramiche vetrate sul giardino e sulla valle, due sale tv e lettura con grande scelta di libri a disposizione, sala bar con annessa sala carte e relax. Esternamente la piscina e il solarium sono situati nella posizione più soleggiata e il nostro parco offre un’atmosfera idilliaca, dove ogni lunedì offriamo il “Tea Time” di metà pomeriggio a tutti i clienti, con biscotti fatti in casa, e al venerdì “L’ora dell’Aperitivo” sotto il sole che tramonta, con calde specialità casalinghe. Le Stanze:

Disponiamo di ben 65 stanze, ognuna con servizi privati, cassaforte, telefono interno, asciugacapelli, tv schermo piatto, e internet wifi gratuito. Offriamo le seguenti tipologia di stanza:

Singola: circa 15 mq, recentemente e sobriamente rinnovata;
Doppia standard: circa 21 mq , con vista sulle vette dell’Appennino Ligure, soleggiata al mattino e fresca il pomeriggio;
Doppia con balcone: circa 27 mq , con vista sulla valle, soleggiata dalla tarda mattinata fino a sera;
Doppia/Tripla/Quadrupla su due livelli: di circa 42 mq, con vista sulla valle e con balcone al piano terra, con ben due servizi privati. Tutte le stanze sono raggiungibili con ascensore e senza scalini.

MANGIA E SCIOPPA 2026 🌸🌼🌺❤️Domenica il nostro territorio ha dato il meglio di sé.La Mangia e Scioppa non è stata soltant...
09/06/2026

MANGIA E SCIOPPA 2026 🌸🌼🌺❤️

Domenica il nostro territorio ha dato il meglio di sé.

La Mangia e Scioppa non è stata soltanto una passeggiata tra sapori, musica e panorami: è stata la dimostrazione di quanto possa essere straordinaria una comunità quando decide di mettersi in gioco insieme.

Un paese intero che apre le porte, unisce le forze e accoglie piu di 700 persone in una cornice naturale semplicemente spettacolare. Aria buona, paesaggi che riempiono gli occhi, specialità da gustare tappa dopo tappa, sorrisi, musica e quella bella compagnia che rende ogni momento ancora più speciale.

Il Grand Hotel Residence SIVA è orgoglioso di aver contribuito anche quest’anno, aprendo e chiudendo le danze di questa splendida giornata, accogliendo i partecipanti all’inizio del percorso e ritrovandoli al termine, con la soddisfazione di chi ha vissuto un’esperienza autentica, fatta di convivialità, tradizioni e amore per il territorio. Ma che top era vedervi tutti nel nostro parco a godervi musica, sole e relax?? 🎵 ☀️ 🕺

Eventi come la Mangia e Scioppa raccontano l’anima più vera della nostra terra: persone che collaborano, volontari che dedicano tempo ed energie, attività locali che fanno squadra e una comunità che sa trasformare un semplice evento in una festa indimenticabile.

A tutti coloro che hanno partecipato, organizzato, collaborato e contribuito al successo della giornata va il nostro più sincero grazie.

Ma ora la domanda è una sola: vi siete ripresi? Perché tra una forchettata, un bicchiere in compagnia, due passi “per digerire” e una canzone cantata a squarciagola, qualcuno potrebbe aver bisogno di qualche giorno per tornare alla normalità!

Noi del SIVA siamo pronti a rifarlo da capo. Magari con la stessa allegria, gli stessi sorrisi… e qualche buco in più alla cintura.😜

PS: avete preferito il gelato alle patatine fritte 🍟 o quello al salmone 🍣? Ditecelo nei commenti! ⬇️

Un ringraziamento particolare va a:

Matteo rossi
Marco dellacasagrande
ASD Maestri di sci e MTB
Greta sbarboro
Tessa cella
Jessica cella
Mangia e Sciòppa della Val d'Aveto

💚

📍  ZeriDomenica 24 maggio si è svolta la Rassegna Interregionale del Cantamaggio, una giornata che ha riportato l’Appenn...
03/06/2026

📍 Zeri

Domenica 24 maggio si è svolta la Rassegna Interregionale del Cantamaggio, una giornata che ha riportato l’Appennino indietro nel tempo, tra voci antiche, cori provenienti da paesi lontani e melodie tramandate da generazioni 🌿🎶

Per un’intera giornata, gruppi provenienti da Liguria, Toscana ed Emilia si sono ritrovati insieme per condividere una delle tradizioni popolari più affascinanti delle nostre montagne: il Cantamaggio ✨

E la cosa più bella è stata proprio questa:
ogni gruppo ha cantato il “proprio” Maggio 🎵

Ogni paese ha portato con sé il proprio modo di cantare, le proprie armonie, il proprio dialetto e le proprie storie. È nato così un intreccio unico di voci, culture e tradizioni che si sono incontrate tra borghi, prati e strade di montagna 🌄

Non è stata una gara.
Non è stato uno spettacolo costruito.
È stato un incontro autentico tra persone che custodiscono ancora oggi una tradizione antichissima, fatta di musica popolare, cammino, convivialità e memoria ❤️

La Rassegna Interregionale del Cantamaggio si è svolta a Montereggio di Zeri, un territorio sospeso tra le province della Spezia e Parma, nel cuore dell’Appennino ⛰️

Qui, tra boschi, pascoli, piccoli borghi in pietra e montagne che superano i 1500 metri, sono arrivate circa mille persone tra cantori, musicisti, accompagnatori e appassionati del canto tradizionale popolare 🎶🌿

E forse è stato proprio questo il lato più bello dell’evento:
vedere comunità diverse riunirsi per mantenere viva una tradizione che altrove rischia di scomparire 🤝

I gruppi partecipanti sono arrivati da:
Anzola, Coli, Comuneglia, Codivara, Castevoli, Giova Gallo, Corlaga, Credarola, Ferriere, Levi, Mareto, Marsaglia, Corte Brugnatella, Montereggio, Rossano di Zeri, San Pietro Vara, Santo Stefano d’Aveto, Vallecchia, Varese Ligure, Vezzolacca, Scurtabò e Farini.

E la scena è stata davvero suggestiva ✨
Un gruppo che cantava in un piccolo borgo…
le fisarmoniche, le voci che rimbalzavano tra le case in pietra, le persone affacciate alle finestre, il profumo del pranzo che arrivava dalle cucine, il suono dei passi sui sentieri 🍃🏡

Ci sono tradizioni che non si limitano a essere ascoltate.

Si vivono ❤️

In un’epoca in cui tutto cambia velocemente… quanto è prezioso vedere ancora centinaia di persone
ritrovarsi per tramandare qualcosa di così antico? ✨
E tu… hai mai vissuto davvero un Cantamaggio?

..pochi giorni fa, una chiamata: “dobbiamo fare il Raduno Amici Harleysti da te!” Preso dall’entusiasmo ti rimbocchi le ...
24/05/2026

..pochi giorni fa, una chiamata: “dobbiamo fare il Raduno Amici Harleysti da te!”

Preso dall’entusiasmo ti rimbocchi le maniche, 48 di fuoco per tagliare erba, pulire tutto, preparare per cercare di farti trovare pronto e al meglio delle tue possibilità.

E a fine evento guardi indietro e, se ad aiutarti hai persone che ce la mettono tutta come te… ma che spettacolo ne è uscito?

Grazie ai partecipanti in primis, agli organizzatori e chiunque ha aiutato: che sia la prima di mille altre!

Matteo Rossi Sonia Cella Mattia Badinelli

🌿✨ O BELIN…MA ALLA MANGIA E SCIOPPA…CI SIETE MAI VENUTI O NOOOOOOO??? 🍷🥾🌲La conoscete davvero la giornata più mangerecci...
18/05/2026

🌿✨ O BELIN…
MA ALLA MANGIA E SCIOPPA…
CI SIETE MAI VENUTI O NOOOOOOO??? 🍷🥾🌲

La conoscete davvero la giornata più mangereccia, divertente e amata della Val d’Aveto? 😏✨

📍 Domenica 7 Giugno 2026
🏔️ Partenza e ritorno dal Parco del Grand Hotel Residence SIVA ✨

Da oltre 12 anni la Mangia e Scioppa è diventata un appuntamento SACRO per chi ama camminare, mangiare bene, bere un buon bicchiere di vino e ridere in compagnia 🍷🌿

Siamo partiti anni fa con circa 300 persone… e oggi?
Ogni edizione supera stabilmente oltre 600 partecipanti e il sold out arriva praticamente ogni anno.

E sapete perché?

Perché la Mangia e Scioppa non è una semplice camminata.
È un’avventura fatta di sentieri, panorami incredibili, tavolate improvvisate nei prati, brindisi tra sconosciuti che dopo due bicchieri sembrano amici da vent’anni e profumo di focaccia, formaggi e cose buone ovunque 🤤🍷🧀

🌿 Ogni due anni il percorso cambia completamente!
E quindi attenzione… perché il percorso 2026 sarà tutto da scoprire 👀✨

Quest’anno partiremo dal Parco del nostro Hotel e, dopo aver attraversato alcuni degli angoli più belli della Val d’Aveto, il percorso terminerà nuovamente proprio lì, tornando al punto di partenza 🏔️✨

Un viaggio ad anello immerso nella natura, tra prati verdi, boschi e panorami incredibili, con alcune novità lungo il percorso rispetto alle edizioni precedenti 🌿✨

Ma tranquilli eh…
Il percorso sarà semplice, accessibile e adatto davvero a tutti, anche alle famiglie con bambini 👨‍👩‍👧🌲

Poco dislivello, tanta bellezza e soprattutto tante pause strategiche per rifocillarsi come si deve 😏🍷

Lungo il tragitto vi aspettano ben 6 tappe gastronomiche 😍🔥

Parliamo di prodotti veri, locali, a chilometro zero, provenienti principalmente dalla Val d’Aveto, tra Santo Stefano d’Aveto, Rezzoaglio e dintorni.

E ad ogni tappa?
🍷 Rosso o bianco… scegliete voi.
(Noi consigliamo: “uno per mano così non si sbaglia” 😂)

Negli anni la Mangia e Scioppa è diventata anche una bellissima rete di persone, produttori locali e attività del territorio che collaborano con entusiasmo per creare ogni volta qualcosa di ancora più speciale 💚✨

E poi diciamocelo…
giugno in Val d’Aveto è pura magia 🌼🌲

Prati verdissimi, fiori ovunque, aria fresca, profumo di fieno, tramonti lunghissimi e quella sensazione bellissima di stare bene senza sapere nemmeno perché ✨

Quindi fate una cosa intelligente…
radunate amici, parenti, fidanzati, colleghi, vicini di casa, il gruppo WhatsApp che non si vede mai e preparate gli scarponcini 😂🥾

Perché la Mangia e Scioppa è una di quelle giornate che iniziano con “facciamo una passeggiata tranquilla” e finiscono con:

“L’anno prossimo ci torniamo SICURO” 🍷❤️🌿

✨ E voi… siete pronti a scoprire il nuovo percorso della Mangia e Scioppa 2026? 👀🥾🍷

Dai, pochi discorsi! Prenota qui ⬇️😊

https://mangiaescioppa.it/iscrizioni/

VOCI NELLA NOTTE, RAMI FIORITI E ANTICHI RITI: IL CANTAMAGGIO NELLE ALTRE VALLI 🌸🌼🌾🌺🌷Il Cantamaggio è una di quelle trad...
05/05/2026

VOCI NELLA NOTTE, RAMI FIORITI E ANTICHI RITI:
IL CANTAMAGGIO NELLE ALTRE VALLI 🌸🌼🌾🌺🌷

Il Cantamaggio è una di quelle tradizioni che non appartengono soltanto a un paese, ma a un intero
territorio.
Una festa antica, tramandata nei secoli, che ancora oggi continua a vivere nei borghi e nelle vallate
dell’entroterra ligure, mantenendo ovunque lo stesso spirito: salutare la fine dell’inverno e
annunciare l’arrivo della primavera attraverso il canto, l’incontro e la condivisione.
Tra la notte del 30 aprile e il 1° maggio, gruppi di “maggianti” attraversavano paesi e frazioni
cantando sotto le case, ricevendo in cambio vino, cibo e ospitalità. Un rito popolare semplice ma
profondamente simbolico, legato ai ritmi della natura e al risveglio della terra.
Ogni valle, però, ha sviluppato nel tempo una propria versione del Cantamaggio, con usanze,
significati e dettagli differenti.

In Val Graveglia, il Cantamaggio aveva anche un forte significato romantico. I giovani uomini del
paese si recavano nel bosco per tagliare un giovane castagno, che veniva decorato con fiori e rami di maggiociondolo e poi trasportato durante la notte davanti alla casa della ragazza amata. Più
l’albero era alto e visibile, maggiore era il valore del gesto. Il corteo avanzava cantando fino
all’abitazione della ragazza, dove il gruppo veniva accolto dalla famiglia con vino, cibo e piatti
della tradizione contadina, mentre i canti proseguivano fino alle prime luci dell’alba.

In Valle Sturla, invece, il “portar maggio” assumeva toni più ironici e goliardici. Anche qui
venivano portati alberi davanti alle case delle ragazze del paese, ma ogni pianta aveva un significato preciso. Alcune rappresentavano qualità positive, altre erano scherzi bonari rivolti alle giovani del borgo. Tutto avveniva in piena notte e al mattino le famiglie trovavano davanti a casa l’albero lasciato dai maggianti, interpretandone il significato tra risate e prese in giro.

In Val Penna, e in particolare nella zona di Sopralacroce, il Cantamaggio era caratterizzato da un elemento davvero unico: la buccina.
Si trattava di una sorta di tromba naturale costruita con la corteccia di castagno. Alcuni giorni prima del Cantamaggio, gli uomini si recavano nei boschi per raccogliere le piante “in sugo”, cioè nel periodo in cui la corteccia poteva essere facilmente lavorata. Le varie sezioni di corteccia venivano poi assemblate una dentro l’altra, partendo da quelle più grandi fino alle più piccole, creando così una vera e propria tromba funzionante. La buccina rappresentava il simbolo della primavera imminente, della natura pronta a germogliare e risvegliarsi. Quando i maggianti arrivavano davanti alle case cantavano il tradizionale “Maggio Giocondo” e, al termine del canto, facevano risuonare la buccina come augurio di prosperità e buona stagione.
La pianta simbolo del Cantamaggio di Sopralacroce era invece l’amburno, conosciuto anche come maggiociondolo, con i suoi caratteristici fiori gialli. I maggianti si adornavano con i suoi rami e spesso ne lasciavano un piccolo rametto davanti alle abitazioni visitate, come simbolo beneaugurante.

In Val di Vara, e in particolare a Varese Ligure, il Cantamaggio conserva ancora oggi un legame
profondissimo con le sue origini più antiche. Questa tradizione affonda infatti le proprie radici nei riti pagani del Calendimaggio, celebrazioni dedicate alla dea Flora e alla fertilità della terra, nate per salutare la fine dell’inverno e propiziare una primavera ricca e abbondante.
A differenza di altre varianti locali, il Cantamaggio di Varese Ligure è legato anche a una precisa
tradizione letteraria e musicale. Il testo storico del canto deriva infatti da una novella del 1622 di
Giulio Cesare Croce, celebre cantore popolare bolognese, le cui parole sono state tramandate e
adattate nel tempo fino a diventare parte integrante della cultura del territorio.
Dopo un periodo in cui questa usanza rischiò di andare perduta, negli anni ’70 alcuni abitanti di
Varese Ligure iniziarono un importante lavoro di ricerca e recupero dei testi tradizionali, riportando
il Cantamaggio tra le vie del borgo e trasformandolo nuovamente in un appuntamento atteso e partecipato.

Ancora oggi, durante la notte o nella giornata del 1° maggio, i maggianti attraversano il paese
portando rami fioriti — simbolo del “maggio” e della rinascita della natura — fermandosi davanti
alle abitazioni per cantare l’arrivo della primavera. In cambio ricevono piccoli doni e offerte della
tradizione contadina, come vino, uova, dolci o altri prodotti preparati dalle famiglie del paese.
Uno degli aspetti più affascinanti del Cantamaggio della Val di Vara è proprio questo: il fatto che non sia soltanto una rievocazione folkloristica, ma una tradizione che continua ancora oggi a creare incontro, memoria e senso di comunità.

Pur cambiando da valle a valle, il significato rimane ovunque lo stesso: celebrare la primavera,
ritrovarsi insieme e custodire tradizioni che parlano ancora oggi del rapporto profondo tra le
persone, il territorio e la natura.

E voi? 🌿
Conoscevate queste varianti del Cantamaggio?💐💐💐🌼🌸🌺

IL CANTAMAGGIO: LA NOTTE IN CUI LA PRIMAVERA ATTRAVERSA LE VALLIIl Cantamaggio a Santo Stefano d’Aveto non è soltanto un...
30/04/2026

IL CANTAMAGGIO: LA NOTTE IN CUI LA PRIMAVERA ATTRAVERSA LE VALLI

Il Cantamaggio a Santo Stefano d’Aveto non è soltanto una tradizione.
È una notte che attraversa il paese, le frazioni, le case illuminate e le voci di chi continua a custodire qualcosa che esiste da generazioni. Da oltre cinquant’anni sicuramente, forse molti di più. Una tradizione tramandata nel tempo, di cui è difficile persino stabilire l’origine precisa.
Tra il 30 aprile e il 1° maggio, allo scoccare della mezzanotte, il gruppo dei maggianti parte dal Bar Pizzeria Miravalle e inizia il lungo percorso notturno che accompagna simbolicamente l’arrivo della primavera.
Il giro viene svolto quasi interamente a piedi. Dal Miravalle si scende verso la frazione di Gropparo, per poi risalire attraversando il paese fino a Rondanaia, Campomenoso e successivamente fino alla località Casette. Da lì il gruppo torna nel capoluogo, percorrendone le vie e fermandosi davanti alle case per cantare. In seguito ci si sposta verso Roncolongo e, per raggiungere Rocca d’Aveto e Villaggio Alpino, diventa necessario utilizzare l’auto. L’ultima tappa è La Vigna, prima di concludere il giro alle prime luci del mattino con la tradizionale colazione e l’ultimo canto al Bar Pasticceria Marrè.

Ma il Cantamaggio è anche qualcosa di più.
È come un sogno che attraversa la notte. Un canto che arriva all’improvviso nel silenzio, quando tutto dorme, e che le persone sentono sotto le finestre, tra le strade ancora buie del paese. Prima lontano, quasi impercettibile, poi sempre più vicino, fino a riempire l’aria con quelle melodie antiche tramandate nel tempo. C’è chi si sveglia e rimane in ascolto in silenzio, chi apre piano la finestra per guardare i maggianti passare nella notte, illuminati soltanto dalle luci delle case e dalla primavera appena arrivata. E poi il canto si allontana lentamente, lasciando dietro di sé quella sensazione sospesa e quasi irreale che solo il Cantamaggio riesce a creare.

Un tempo il Cantamaggio coinvolgeva molte più persone. In alcune frazioni, come La Villa e probabilmente anche in altre del territorio, esistevano addirittura gruppi autonomi di maggianti che portavano avanti il canto all’interno della propria zona. Col passare degli anni, però, il Cantamaggio ha iniziato a raccogliere le sue voci in un unico gruppo, che ancora oggi continua a mantenere viva questa usanza.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più autentici del Cantamaggio: la volontà di conservarlo così com’era una volta. Nessuno strumento musicale, nessuna modifica moderna. Solo voci, passi nella notte e canti tramandati nel tempo.
Le canzoni del Cantamaggio sono numerose, circa una ventina, e condividono spesso le stesse melodie, cambiando però parole e dediche di casa in casa, di persona in persona. Alcuni canti vengono rivolti direttamente agli abitanti, chiamandoli per nome e annunciando simbolicamente l’arrivo della primavera davanti alla loro porta.

In cambio, per ringraziare i maggianti della visita e del canto, le famiglie offrono qualcosa da bere e da mangiare — spesso pane, salame e vino, alcuni addirittura focaccia e brioche appena sfornati — trasformando ogni sosta in un piccolo momento di condivisione e convivialità.
Tra i versi più conosciuti si canta:
“Maggio giocondo,
rallegra tutto il mondo,
capo di primavera,
capo di primavera.”

Nel 2024 anche il parco del Grand Hotel Residence Siva è stato una delle tappe della rassegna annuale del Cantamaggio, ospitata proprio a Santo Stefano d’Aveto. E chissà che in futuro questa tradizione non possa tornare a intrecciarsi ancora con gli spazi e l’atmosfera del nostro albergo.
Il Cantamaggio, però, non appartiene soltanto a Santo Stefano d’Aveto.
Questa tradizione vive anche in molte altre vallate del nostro territorio, ognuna con le proprie varianti, i propri canti e le proprie usanze. Nei prossimi giorni vi racconteremo qualcosa in più anche sulle tradizioni della Val Graveglia, della Valle Sturla, della Val Penna e della Val di Vara.

E voi?
Avete mai partecipato a un Cantamaggio? 🌙🌿

CHI AMI MERITA RELAX. VIVI IL SOGNO. INIZIA A VINCERE E GODITI IL SIVA.Chiudi gli occhi e immagina:il calore dell’idroma...
21/04/2026

CHI AMI MERITA RELAX. VIVI IL SOGNO.
INIZIA A VINCERE E GODITI IL SIVA.

Chiudi gli occhi e immagina:
il calore dell’idromassaggio, il profumo del legno della sauna, il sole sul viso e un calice fresco tra le mani con le montagne davanti a te… 🥂🏔
Al Grand Hotel Residence SIVA, il lusso incontra la pace dei monti.

Ora smetti di immaginare: puoi vincerlo davvero.

🎁 IL PREMIO (Per 2 persone):
Private Experience: Accesso totale a Piscina e Solarium

Wellness immersion: Idromassaggio riscaldato e Sauna a botte

Taste of Heaven: Aperitivo gourmet con tagliere servito a bordo piscina

👇 PARTECIPARE È UN ATTIMO (MA VINCERE È PER SEMPRE):
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🎉 Estrazione con video pubblico entro il 31 maggio

📄 Regolamento
👉 https://www.grandhotelsiva.it/concorso-spa/

💫 Il relax ti aspetta. E potrebbe essere tuo.

E a grande richiesta ecco qui la seconda parte dell’intervista a Cesare 🤗 Rapporto con l’albergo oggiOggi, che rapporto ...
18/04/2026

E a grande richiesta ecco qui la seconda parte dell’intervista a Cesare 🤗

Rapporto con l’albergo oggi
Oggi, che rapporto hai con l’albergo e con il lavoro che vi ha visto crescere?
È un rapporto a distanza che non è quotidiano, ma è profondo.
L’albergo resta un punto fermo, un riferimento. Anche se oggi la mia vita professionale è altrove, quando torno mi piace dare una mano se posso, perchè ci tengo. Non è che me lo impongo perchè “glielo devo”, mi da proprio sollievo e mi viene naturale. E’ come rientrare in un linguaggio che conosco da sempre.

Cosa ti auguri per il futuro di questa struttura? Che continui a risplendere come lo fa oggi!
Non solo come edificio o come attività, ma come luogo vissuto, capace di accogliere e di evolversi, senza perdere la sua anima.

Se un giorno volessi tornare a dare una mano in maniera più ufficiale, quale ruolo ti piacerebbe assumere? Il jolly.
Chi ha portato avanti l’albergo per decenni — i miei genitori e ora anche mio fratello Filippo — ha un’esperienza enorme. Io mi vedrei a supporto, dove serve, per permettere loro di lavorare con più serenità. Senza invadere, ma essendo utile. ..se poi potessi metterci un pò del mio, applicare qualcosa di ambito industriale che ho imparato… perchè no!

Vita personale e curiosità
Al di fuori dell’albergo, cosa fai oggi e cosa ti appassiona nella tua vita professionale o personale?
Oggi lavoro in una multinazionale a Parma come Project Manager.
È un ruolo che mi permette anche di viaggiare molto, e il viaggio è una delle mie grandi passioni. Scoprire luoghi nuovi, confrontarmi con realtà diverse: è qualcosa che mi fa sentire pienamente appagato. E poi, mentre viaggio, so che devo sempre guardare il mondo e riportare a casa tutte le info possibili, perchè quando rientro mio papà “mi interroga”!

Crescere in una famiglia di albergatori ha influenzato anche il vostro modo di lavorare o affrontare la vita?
Assolutamente sì.
Anche se il mio lavoro oggi è molto diverso, l’albergo mi ha insegnato tantissimo: il rapporto con le persone, l’attenzione agli imprevisti, la capacità di adattarsi. Sono competenze che tornano utili ovunque.

C’è qualche ricordo divertente o insolito legato all’albergo che vi fa sorridere ancora oggi?
Ce ne sarebbero centinaia. In un hotel dove c’è molto contatto umano la noia non esiste!
Ma uno in particolare mi è rimasto impresso.
Ero un ragazzino, e un’estate avevamo ospite una famiglia di Genova, persone semplici, gente che lavora s**o, felici di concedersi qualche giorno di meritata vacanza. Genitori sulla sessantina, figlio e figlia sulla trentina. Un pomeriggio il figlio rientra in hotel con dei gratta e vinci che, per usanza, grattava con la mamma. Si siedono al bar, controllano, e a un certo punto lui si alza in piedi urlando che hanno vinto 20.000 euro!! Delirio totale! Arrivano di corsa in reception dicendo che si sarebbero fermati ad oltranza al SIVA! Noi ci complimentiamo, cercando anche di riportare un po’ di calma.
Mezz’ora dopo, però, lo stesso figlio torna… a testa bassa. Aveva sbagliato: non erano 20.000 euro, ma 20!

Oggi mi fa sorridere, ma allora mi colpì soprattutto la loro felicità. Non tanto per i soldi in sè, ma vedere gli occhi brillare e soprattutto vedere che il primo pensiero era utilizzarli per prolungare il loro soggiorno da noi.. che bel pensiero! Sono tornati ancora per tanti anni, e ci abbiamo riso sopra tante volte!

Ci sono luoghi che non scegli: ti crescono addosso.E anche quando te ne allontani, continuano a parlarti.Per Cesare, l’h...
15/04/2026

Ci sono luoghi che non scegli: ti crescono addosso.
E anche quando te ne allontani, continuano a parlarti.

Per Cesare, l’hotel è questo.

PRIMA PARTE 🏡🏡

Apertura – infanzia e primi ricordi
1. Quale è il primo ricordo che hai se pensi all’albergo?


Quando la struttura è entrata nella vita della nostra famiglia io avevo sei anni. Ero piccolo, sì, ma non così piccolo da non ricordare.
Ricordo perfettamente la prima volta che i nostri genitori hanno portato noi 3 fratelli a vedere l’hotel. Avevano tenuto la sorpresa fino all’ultimo!

Poi un giorno ci dicono: “ragazzi, venite che vi portiamo a vedere una cosa nuova..”, partiamo, con la mitica Fiat Duna, e andiamo verso Rocca d’Aveto, e, appena superato il bivio sotto appunto l’hotel, ci dicono: “ragazzi, guardate un pò a sinistra..” Noi guardiamo e non capiamo, poi entriamo con la macchina nella strada privata dell’hotel, non c’era nessuno, solo un sacco di abeti giganti. E a quel punto parcheggiamo e loro ci dicono: “..da oggi papà e la mamma lavorano qui!”

Per me, che fino a quel momento avevo solo intuito che stava succedendo qualcosa di importante, ma senza rendermi conto di cosa e della sua portata, è stato come entrare in un mondo nuovo. Spazi enormi, corridoi lunghissimi, odori diversi da quelli di casa.
Sembra incredibile quanto poco ti ricordi di quando hai 6 anni, ma di quel poco quanto te lo ricordi bene, ti sembra di riviverlo, che emozione!!


2. Quando eri piccolo, ti capitava di dare una mano in albergo? Che ricordo ti è rimasto di quei momenti?

Sì certo, negli anni successivi davo una mano, ma non si può dire che “lavorassi”, Più che altro imparavo. Guardavo, ascoltavo, provavo. Intorno ai dieci anni ho iniziato a fare qualche turno in sala, perchè mi piaceva, e ho dovuto insistere con i miei genitori! Insomma, ero un bambino… magari loro erano contenti anche se mi piaceva un pò giocare. Ma per rendermi contento, mi hanno seguito e insegnato, sempre con l’incipit che in quel momento fosse una via di mezzo fra divertimento e apprendimento, non un dovere.
Col senno di poi, era già una scuola. Solo che allora non lo sapevo.


3. Crescere in una famiglia che gestisce un albergo come ha influenzato la tua infanzia?

Abbastanza presto ho capito che quello dell’albergo non era un lavoro “normale”.
Non esiste il sabato, non esiste la domenica. E l’estate, che per molti è sinonimo di vacanza, per noi era il periodo più intenso.
Allo stesso tempo, però, è stata una palestra di vita incredibile. Vedere le persone lavorare, osservare come si gestiscono i problemi, entrare in contatto ogni giorno con clienti diversi, storie diverse, caratteri diversi.

I nostri genitori, senza accorgersene, ci hanno immersi di conseguenza in questa realtà molto presto, ma senza farci mai sentire privati di qualcosa. Le vacanze si facevano fuori stagione, è vero, ma forse proprio per questo le ricordo ancora meglio.
Oggi forse inizio a capire quanto hanno fatto per noi, e posso solo ringraziarli: per l’esempio e per l’equilibrio.


Scelte di vita e percorso personale 🧑‍💻

3. Hai poi deciso di intraprendere strade diverse dall’albergo: è stata una scelta naturale o c’erano altre motivazioni?

È stata una scelta naturale.
L’albergo è sempre stato presente, ma a un certo punto ho sentito il bisogno di capire chi ero io, al di fuori di quello. Volevo studiare, provare un percorso diverso, immaginarmi in un contesto industriale, e così ho fatto.

Non è scontato che i tuoi genitori appoggiano la tua scelta quando non vuoi percorrere la strada che ti hanno costruito. E invece mi hanno sostenuto, incoraggiato, lasciato libero di provare. Non riuscirò mai a sdebitarmi di tutto questo!


4. Fin da bambino, avevi un sogno nel cassetto o un’idea chiara di quello che volevi fare?

No, non davvero. Ho sempre avuto più curiosità che certezze. Mi interessava capire come funzionavano le cose, osservare, imparare. Forse più che un sogno avevo una voglia costante di esplorare possibilità, senza decidere troppo presto. Poi arriva il momento in cui capisci quale è la tua strada, e a quel punto vai dritto su quella.

5. Hai avuto la fortuna di avere genitori che, pur avendo un’attività impegnativa e che hanno costruito anche per te, ti hanno lasciato libertà di scegliere il tuo futuro. Cosa significa per te oggi poter prendere le tue decisioni senza vincoli?

Libertà sì, ma con responsabilità.
Quando ho deciso di intraprendere l’università, i miei genitori mi hanno sostenuto completamente, anche dal punto di vista economico. Ma con una regola molto chiara: non sarebbero stati una banca per “spassarmela”.

Il supporto c’era, a patto che ci fossero impegno e risultati in tempi normali. In caso contrario: rubinetti chiusi e arrangiati!
All’epoca magari non l’ho vissuta così lucidamente, ma oggi riconosco quanto fosse educativo. E quanto mi abbia aiutato a dare valore alle scelte che facevo.


6. Guardando indietro, ti è mai capitato di pensare: “Forse avrei potuto restare nell’albergo”?

Sì, certo.
È un pensiero che, prima o poi, viene. Ma non con rimpianto. Oggi sono contento del mio percorso e delle soddisfazioni che mi sta dando. Questo non toglie nulla al legame affettivo fortissimo che ho con l’attività di famiglia.

TO BE CONTINUED….. 💚

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08/04/2026

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