DAL 1990 GALLERIA IMPERIALE A SARNICO
Tutelare e salvaguardare i patrimoni d’arte è una delle missioni che l’ uomo deve recuperare per la collettività. LA STORIA:
Nell’ antico borgo di Castione, in fronte alla strada provinciale con un limitato spazio verde che la separa da essa è ben visibile una villa settecentesca. L’edificio presenta una facciata su tre piani, con un porticato a doppio arco
a sesto ribassato su colonne nella parte a destra a piano terra. Il primo piano è caratterizzato da un’ alternarsi di finestre e porte finestre con contorni lavorati e belle cimasi sporgenti. Corona la facciata un profondo sporto di gronda con doccioni in ferro lavorati a foggia di drago e di serpente. La facciata è definita ai lati per tutta l’altezza, da un finto bugnato adamantino dipinto, che risvolta sugli angoli. Sul tetto due imponenti comignoli in intonaco e cotto a vista. Interessante è anche la facciata orientale, sulla quale dà l’accesso, preceduto da uno scalone in pietra con piccola balconata. La costruzione appare chiaramente come il risultato di successive aggregazioni, un primo nucleo doveva essere costituito da una torre medievale, di cui rimangono ancora intuibili le murature perimetrali e dalle quali sono state individuate in alcuni recenti saggi, tracce delle fondazioni. Successivamente il corpo di fabbrica si raddoppia nella parte posteriore con la formazione del nuovo ingresso e della galleria, che si arricchisce di numerosi affreschi tra i quali spicca il settecentesco “trompe l’oeil” della parete di fondo, che mostra la prospettiva di un signorile teatro aperto su una corte raffiguranti edifici del periodo e due attori in conversazione, ai lati della galleria, medaglioni ovali con ritratti di imperatori e, dall’altro lato, paesaggi e prospettive di architetture. Le finalità, oltre a quelle commerciali e di mantenimento, sono anche quelle di offrirne il godimento a chi possiede e apprezza il piacere ed il gusto delle bellezze architettoniche di questo Monumento Nazionale. Il caseggiato è stato restaurato dalla sapiente Direzione della Sovrintendenza delle Belle Arti di Milano, altrimenti destinato al degrado e all’oblio, consegnando intatto questo tesoro di cultura alle generazioni a ve**re.