11/03/2026
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Sotto le colline di Grosseto, 1.200 tombe custodiscono carri d'oro.
A soli otto chilometri dalla città moderna si estende Roselle, l'antica Rusellae etrusca. Qui, dove oggi vediamo dolci colline maremmane, un tempo si specchiava il vasto lago Prile di novanta chilometri quadrati.
Fu tra il settimo e il quinto secolo avanti Cristo che questa città toccò il suo massimo splendore. Le sue mura di tre chilometri, alte fino a cinque metri, proteggevano un centro commerciale fiorente che dominava i traffici verso il Tirreno.
Dal 1942 gli archeologi hanno portato alla luce un tesoro senza precedenti. Oltre milleduecento tombe etrusche rivelano corredi sontuosi, vasi attici, bronzi preziosi.
Tra tutti i reperti, uno stupisce per la sua rarità.
Un carro funebre integro, testimonianza del lusso che accompagnava le élite etrusche nell'ultimo viaggio. Ranuccio Bianchi Bandinelli e i colleghi del Deutsches Archäologisches Institut hanno documentato ogni dettaglio di questa scoperta unica.
La potenza di Rusellae declinò dopo la conquista romana del terzo secolo. Ma il colpo finale arrivò nel 935 dopo Cristo: i Saraceni devastarono la città, e la malaria rese inabitabili le terre paludose.
I superstiti abbandonarono tutto, rifugiandosi nella nascente Grosseto.
Oggi quelle strade di pietra attendono i visitatori nel Parco Archeologico. Al contrario di tante altre città etrusche scavate solo per le necropoli, qui si passeggia tra le vere case, le terme, l'anfiteatro di un mondo perduto.
Il silenzio di Roselle parla più forte di mille parole scritte.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 1.200 tombe scoperte in un'unica città etrusca
👉 Carro funebre integro, rarissimo nel panorama archeologico
👉 Abbandonata per malaria, non per guerre
👉 Mura di 3km ancora visibili nel parco archeologico