Semo Veneti

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Semo Veneti Storia, cultura, territorio, lingua
I pilastri identitari del Popolo Veneto Independensa Veneta o Morte itajana

22/10/2026

Grazie a Roberto Agirmo - Resistere Veneto per aver condiviso il suo pensiero che è esattamente quello di Resistere Veneto.

Ti riconosci in quest'affermazione?
NON SONO DI SINISTRA. MA QUESTA DESTRA NON MI RAPPRESENTA.

Non confondo i diritti con le pretese, i doveri con l'obbedienza e la libertà con il permesso dello Stato.

Non posso riconoscermi in una sinistra che troppo spesso rivendica diritti dimenticando le responsabilità. Ma nemmeno in una destra che promette libertà e cambiamento, salvo poi perpetuare le stesse logiche di potere.

Credo nei diritti, ma anche nei doveri. Credo nelle regole, ma non nell'obbedienza cieca.

Perché rispettare le regole non significa accettare qualsiasi imposizione dello Stato. Le regole devono essere giuste, proporzionate e rispettose delle libertà individuali.

Durante il Covid ho contestato duramente molte restrizioni, non perché rifiutassi le responsabilità verso gli altri, ma perché ritenevo che lo Stato stesse oltrepassando limiti che non avrebbe dovuto superare. E continuo a credere che quelle scelte meritino un esame rigoroso, specialmente in relazione anche agli "interessi economici, o meglio le speculazioni" che a mio avviso le hanno generate. (Cose che sono dimostrate in atti pubblici e commissioni nazionali ed internazionali).

Contestare il potere quando sbaglia non è irresponsabilità. È esercitare la propria libertà.

Allo stesso modo, rivendicare un diritto non autorizza a calpestare quelli degli altri, né tantomeno a giustificare violenza, devastazioni saccheggi e veri e propri furti.

La libertà senza responsabilità diventa prepotenza. Ma la responsabilità senza libertà diventa sottomissione.

Io mi considero indipendentista per tanti motivi, non per ostilità verso qualcuno, ma perché non mi riconosco e non mi sono mai riconosciuto in questo modello di Stato.

Cerco nella mia terra, nella storia e nella cultura veneta quei valori nei quali sono cresciuto: la dedizione al lavoro, la centralità della famiglia, il sacrificio, il rispetto della parola data, la responsabilità e l'orgoglio di costruire qualcosa con le proprie mani.

Valori che qualcuno considera persino eccessivi. Troppo attaccati al lavoro, troppo dediti alla famiglia, troppo inclini al sacrificio.

Ma ciò che per altri può sembrare un limite, per noi è spesso un valore.

Non siamo migliori degli altri. Abbiamo una nostra identità, una nostra storia e una cultura che non voglio vedere disperse.

Non voglio uno Stato che decida come devo pensare, quali valori devo avere o quanto della mia libertà sono autorizzato a esercitare.

Non sono contro le regole. Sono contro l'arroganza di chi pretende di imporle senza doverne rispondere.

E non ho bisogno di scegliere tra una destra e una sinistra che, pur raccontandosi diversamente, continuano a rappresentare un sistema nel quale non mi riconosco.

Prima ancora di essere di destra o di sinistra, IO SONO VENETO.

E per me libertà, identità, diritti e responsabilità non sono slogan politici. Sono valori ai quali non intendo rinunciare.



❤️  de Brescia Veneta 💪🦁
22/10/2026

❤️ de Brescia Veneta 💪🦁

Oggi sono 160 anni dal Plebiscito del 1866.
22 ottobre 1866: il Veneto entra nel Regno monarchico d'Italia.
​E oggi i social si riempiono di cartine imprecise.
​Colorano come "Veneto" solo la regione attuale, ma la Serenissima arrivava fino all'Adda!
Per quattro secoli Brescia, Bergamo e Crema hanno fatto parte dello Stato Veneziano, con le loro valli e il Garda bresciano. Poi sono rimaste unite al resto del Veneto anche sotto l'Austria, nel Regno Lombardo-Veneto, fino al 1859.

Il Regno Lombardo-Veneto nacque nel 1815 come uno stato fantoccio privo di reale autonomia, totalmente asservito agli interessi della corona imperiale di Vienna.
Il territorio era diviso in due grandi sezioni amministrative dotate di rispettive capitali:
il Governo di Venezia, che amministrava le province venete orientali, mentre il Governo di Milano gestiva le province occidentali comprese, purtroppo le storiche terre venete di Bergamo, Brescia e Crema.

Perché purtroppo?
Perché qui è iniziata la tutta la propaganda e farsa lümbarda: i risorgimentisti hanno voluto creare un mito fondante giustificativo, e lo hanno fatto sulla base dei governi fantoccio austriaci, a loro volta inventati sulla base della separazione attuata dai giacobini francesi e da Napoleone.
Oggi circa 3 milioni di abitanti sono convinti di essere lümbardi solo perché francesi, austriaci e rivoluzionari anticlericali milanesi e torinesi lo hanno deciso per loro. Praticamente un film distopico horror.

​Il confine che le separa oggi è una linea amministrativa, non una differenza di popolo, di storia e di cultura.
Pensate al Garda, diviso tra tre regioni. Che valore hanno le linee invisibili artificiali sulle mappe che lo dividono tra 3 regioni? Litigano da decenni per trovare una convergenza amministrativa: non era più facile lasciare tutto in Veneto come é sempre stato per secoli? Anzi....millenni.

​Questa è una pagina culturale: non fa politica, riconosce l'Italia unita che dovrebbe valorizzare le identità dei singoli popoli che la compongono, e che la arricchiscono.
La nostra Costituzione, all'art. 5 stabilisce che l'Italia è una e indivisibile, ma allo stesso tempo riconosce e promuove le autonomie locali, valorizzando le identità dei territori.

Questa flessibilità è così profonda che i confini delle Regioni (fissati nel 1970) si possono cambiare se non rispondono più ai bisogni dei cittadini.
L'Articolo 132 permette infatti alle comunità, tramite referendum, di spostarsi da una Regione all'altra o di crearne di nuove.
È successo davvero, come nel 2017 con il passaggio del comune di Sappada dal Veneto al Friuli-Venezia Giulia.
La forza della nostra Carta sta proprio qui: unire il Paese rispettando la libertà e l'evoluzione dei suoi territori. ✨

​❌ Il grande abbaglio storico
​Una cartolina che limita il Veneto al Lago di Garda non sta mostrando il Veneto, ma il Regno Lombardo-Veneto: un'invenzione geopolitica creata a tavolino da francesi e austriaci, che è decenni dopo é diventata il modello per le due regioni burocratiche disegnate da politici impreparati nel 1970.
​La Lombardia e il Veneto amministrativi del 1970 ricalcano i confini del coloniale e straniero Regno Lombardo-Veneto!
Quei partiti politici autonomisti che negli anni 80 e 90 hanno fondato la loro base ideologica su idee di colonizzatori stranieri e non sulla vera storia italiana.
​Pubblicare la mappa del Lombardo-Veneto austriaco facendola passare per la "Nazione Veneta" significa commettere un errore geografico, storico e culturale. Significa accettare una mutilazione identitaria decisa dagli imperi stranieri.

​🔍 La realtà storica è semplicissima:
​• Il Veneto non finisce sul Garda. Farlo finire a Peschiera è una bestemmia culturale!
• Salò e la Magnifica Patria sono venete: mai sentito parlare di loro? Venivano chiamate "Figlia Prediletta" di Venezia per hobby?
• Brescia é veneta: il suo titolo ufficiale era Leonessa degna Sposa del Leone. Non ci risulta che il matrimonio tra Venezia e Brescia sia stato sciolto o che abbiano divorziato.
• Bergamo é veneta: chiamata da Venezia la Sentinella. Di cosa? Su cosa vegliava? Sulle invasioni di turisti?
• Crema é veneta: chiamata la Fedelissima. Fedele a chi? All'Inter?

​🦁 Brescia, Bergamo e Crema sono tuttora città storicamente, artisticamente e culturalmente venete.
Per quattro secoli queste terre sono state "veneziane" (parte integrante della Serenissima) e per quasi sette secoli sono state "venete" (parte integrante della Venetia et Histria).
​Il loro Medioevo? Commerci e arti rivolti verso l'Adriatico, non diversamente da Verona, Padova e Vicenza.
Le mura venete di Bergamo e di Brescia, con i loro Leoni di San Marco, sono lì a dimostrarlo.
(È vero, quelle di Brescia le hanno quasi completamente abbattute nel 1900 gli stessi rivoluzionari che un secolo prima avevano cancellato Venezia; ma se Brescia ha perso le sue difese fisiche, non ha perso quelle dei suoi Santi Protettori, che le mura le avevano protette).

​⚠️ Una riflessione amara

​Leggere che proprio le persone a noi più affini dimostrano questa superficialità è preoccupante: se persino chi dovrebbe difendere le nostre radici si fa ingabbiare dai confini burocratici inventati dagli austriaci e ratificati con crassa ignoranza nel 1970, chissà cosa possiamo aspettarci dagli altri, da chi si oppone apertamente alla nostra identità.

​Non facciamoci colonizzare la memoria.
Il Veneto era un'altra cosa: molto più grande, molto più antico, fiero e profondo di due regioni con confini amministrativi e geografici di fantasia disegnati a Milano, a Parigi e a Vienna. 📚🛡️

20/10/2026

🦁🎬IL LEONE DI VETRO🎬🦁

📽Film ambientato a Venezia e nelle terre del Piave, nel 1866, racconta la storia dell'annessione del Veneto al Regno d'Italia, attraverso le vicende di due famiglie venete, Biasin e Querini, tra guerra, conflitti, rivelazioni e intrecci amorosi.

📍San Biagio (TV) piazza Tobagi presso la sala consiliare

🕑 giovedí 22 ottobre ore 20.00

😅❤️
20/10/2026

😅

❤️

19/10/2026

💥💥💥 giovedì 29 ottobre, cinema Manzoni a Paese (TV).
Ingresso libero senza prenotazione:
"I Veneti antichi, cavalcando il mito" con Danilo Leo Lazzarini.

Indirizzo

San Marco
Venice
30122

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