20/10/2026
𝗚𝘂𝘀𝘁𝗮𝘃 𝗧𝗵𝗼̈𝗻𝗶, 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗲𝗹𝘃𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗲𝗰𝗲 𝗶𝗻𝗻𝗮𝗺𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗶
Tutto è cominciato a Trafoi, ai piedi dello Stelvio, quando un bambino di circa tre anni si è ritrovato ai piedi gli sci artigianali del nonno Georg e ne è rimasto stregato. Quel bambino, nato il 28 febbraio 1951, si chiamava Gustav Thöni e sarebbe diventato il re silenzioso della Valanga Azzurra. Timido e di poche parole, lasciava che fossero le sue curve a parlare, eleganti e perfette tra i pali del gigante e dello slalom. Con lui lo sci smise di essere uno sport per pochi e diventò una passione di tutto il Paese.
I numeri raccontano un campione senza tempo, con quattro Coppe del Mondo generali nel 1971, 1972, 1973 e 1975, tre Coppe di gigante, due di slalom e 24 vittorie nel circuito. A Sapporo 1972 conquistò l'oro olimpico nel gigante e l'argento nello slalom, con il cugino Roland sul terzo gradino, e a Innsbruck 1976 aggiunse un altro argento. Ai Mondiali di St. Moritz 1974 dominò gigante e slalom, completando la collezione con i titoli in combinata del 1972 e del 1976. Ma il capolavoro resta il 1975, quando in Val Gardena lui, Ingemar Stenmark e Franz Klammer arrivarono all'ultima gara a pari punti e Gustav vinse il parallelo decisivo, regalando all'Italia una giornata che ispirò perfino il film Un centesimo di secondo.
Portabandiera azzurro ai Giochi del 1976 e del 1980 e alla chiusura di Torino 2006, Thöni si è ritirato a 29 anni nel marzo 1980 per trasmettere la sua esperienza ai giovani, accompagnando anche la crescita di Alberto Tomba. Oggi vive ancora nella sua Trafoi, dove con la famiglia gestisce l'hotel nato nella casa natale e la scuola di sci, e accompagna gli ospiti sulle piste con lo stesso entusiasmo di un tempo. Quest'anno è stato tedoforo alle Olimpiadi di Milano Cortina e ha festeggiato 51 anni di matrimonio con la moglie Ingrid, circondato da dodici nipoti. Dopo tante coppe e medaglie, per lui la vittoria più bella resta la famiglia.
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